Massimiliano Varrese e il cast di NO REPLICA al Teatro San Babila per la rassegna Codice Teatro dal 7 al 10 novembre

Continua la rassegna Codice Teatro al San Babila di Milano. Dal 7 al 10 novembre è in scena lo spettacolo NO REPLICA, una commedia con canzoni, totalmente inedita, tutta italiana ambientata nel “ magico” mondo del teatro. 

No replica è una storia di teatro nel teatro, dove si assiste alla preparazione di uno spettacolo e questa farsa diventa il pretesto per parlare di accettazione di sé, di liberazione dall’ossessione di essere speciali a tutti i costi e di riabilitazione del concetto di fallimento, perché non c’è nulla di più umano. 

In scena Giulia Mattarucco, Davide Bonafini, Antonio Melissa, Ussi Alzati, Claudio Zanelli, Vanna Tino, Alex Botta, Ilaria Canalini, Franco Rossi, Viviana Porro e lo spettacolo vede a partecipazione straordinaria di Massimiliano Varrese, la regia è di Marco Cavallaro.

Protagonista è l’irrequieta Emma, un’aspirante regista di provincia, a cui viene data l’occasione di mettere in scena una sua strampalata versione dell’Odissea in un grande teatro di Milano. Tutto procede in modo normale – o come spesso in teatro, normalmente disastrato – finché Emma non scopre che il denaro con cui è prodotto lo spettacolo non è esattamente “pulito” e i motivi per cui è stata scelta esulano dal suo talento.

La farsa, il gioco irresistibile e senza tempo del “teatro nel teatro”, nasconde una storia di accettazione di sé, di liberazione dall’ossessione di essere speciali a tutti i costi e di riabilitazione del concetto di fallimento, perché non c’è nulla di più umano. In questa sorta di “cugino teatrale” del televisivo Boris, il teatro scava giù fino alle indicibili inquietudini di ognuno, per tirarle fuori, convertirle in commedia, sgranarle in battute e restituirle al pubblico, che dell’ambiente teatrale sa poco ma che con quelle bizzarre creature condivide ansie e pulsioni, sogni e nevrosi. Undici sul palco, tra attrici e attori, e sei brani musicali inediti per una grande irresistibile festa. Sì, perché questa commedia infine, ma forse prima di tutto, vuole essere una grande festa in cui il teatro esorcizzi le sue nevrosi – l’ego, l’ansia da prestazione, la seduzione, la performance a tutti i costi – e torni ad essere una celebrazione, e una accettazione, della magica vulnerabilità dell’essere umano.

Rispondi