“Città vuota” del duo Palazzo Rosa, apripista dell’album Tanto vale, progetto che verrà pubblicato digitalmente in due parti e successivamente, per intero, su supporto fisico.
“Città vuota”, distribuito dall’etichetta sarda La Stanza Nascosta Records del musicista e produt
Il duo racconta così il brano:
“Un uomo si smarrisce fra le caselle del Monopoli e comincia a vagare in un loop temporale per luoghi a lui ormai fin troppo conosciuti: le stesse strade, le solite persone, ai soliti orari. E non sembra esserci via d’uscita.
La nascita del testo è partita proprio dalla routine nella quale ci sentivamo imprigionati da anni, come se fossimo spostati dall’alto da una forza misteriosa.
E purché non si finisca in un mondo più grigio e ostile, tanto vale continuare a girare…”
Il videoclip del brano, per la regia di Irene Franchi, è disponibile sul canale YouTube ufficiale del duo.
<<Ho voluto che la ratio del video e la sua ambientazione- in una Sassari malinconicamente deserta- fossero strettamente aderenti alle intenzioni del testo “Città vuota”,che ha già in sé una notevole efficacia rappresentativa>>- racconta Irene Franchi.
Oltre che della regia ho scelto di occuparmi in prima persona del montaggio, affidando invece le riprese al direttore della fotografia Roberto Cadeddu, che ha pienamente compreso la mia volontà registica e, forte di una familiarità con i luoghi, ha mantenuto una grande coerenza con lo spirito del brano. Abbiamo realizzato un videoclip fiction, narrativ
Il gioco del monopoli si fa metafora della vita, con tutto il suo ineliminabile corollario di probabilità, imprevisti, so
Alcune delle riprese in interno sono state effettuate al Quod Design (in via Mercato 1B).
Concept Store, Concept Bar e Coworking, il Quod, nel cuore di Sassari, è diventato negli anni un forte catalizzatore del fermento artistico, creativo e culturale contemporaneo.
Il duo Palazzo Rosa si muove con passo istrionico in un universo claustrofobico e lisergico, tra canzone e pie
Realtà e paradosso si compenetrano in una narrazione stroboscopica, dove trovano cittadinanza esistenze traballanti, nello stesso tempo minime e iperboliche.
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