Intervista con Veronica Pivetti: “Ogni donna uccisa è una sconfitta per tutta l’umanità”

“Voce, rispetto e parità sono parole essenziali che dovremmo dare per scontate, invece c’è ancora bisogno di rivendicarle, questo è molto ingiusto e grave”. Veronica Pivetti, dopo sei anni, è tornata alla conduzione di “Amore Criminale”, il programma in onda il martedì sera alle 21,20 su Rai 3, con la regia di Matilde D’Errico ed Maurizio Iannelli, che racconta le tragiche storie delle donne vittime di femminicidio, ricostruite con una docu-fiction in cui a dar voce al racconto sono le loro famiglie, gli avvocati, le forze dell’ordine, i colleghi di lavoro e gli amici.

L’attrice e conduttrice è attualmente impegnata sul set della serie Rai “Balene” diretta da Alessandro Casale, e tornerà prossimamente a teatro con “L’inferiorità mentale della donna”, ispirato a un trattato del 1901 del neurologo Paul Julius Moebius.

Pivetti-Veronica-credit-Assunta-Servellocredit foto Assunta Servello

Veronica, com’è stato tornare dopo due anni alla conduzione di “Amore Criminale” in onda ogni martedì in prima serata su Rai 3?

“E’ per me molto importante ed è un grande orgoglio essere il volto di questa battaglia contro i femminicidi e la violenza sulle donne. Sono onorata che la Rai mi abbia affidato di nuovo questo compito”.

Voce, rispetto e parità sono le parole chiave di questa edizione, quale significato hanno per lei?

“Sono parole essenziali che dovremmo dare per scontate, invece c’è ancora bisogno di rivendicarle, questo è molto ingiusto e grave. Chiedere che la nostra voce sia ascoltata, chiedere rispetto significa che ciò non avviene automaticamente e rende la strada delle donne perennemente in salita”.

Quanto è emotivamente complicato raccontare vicende così atroci?

“Le storie di “Amore Criminale” sono tutte terribili. Questa per me è la sesta edizione e non c’è stata una sola puntata che non mi abbia ferita profondamente. Così come mi ferisce che il dramma del femminicidio, alle volte, rientri in una statistica a discapito del dramma umano che rappresenta in ogni singolo caso. Il rischio di assuefarsi ad una tragedia di dimensioni enormi è dietro l’angolo, purtroppo, e va sempre, sempre, sempre combattuto. Ogni donna uccisa è una sconfitta per tutta l’umanità”.

I femminicidi sono purtroppo in costante crescita, così come la violenza fisica e psicologica sulle donne, secondo lei dove bisogna andare a intervenire e quanto l’educazione affettiva come materia scolastica potrebbe essere un punto di partenza?

“L’educazione al rispetto e ad una sana gestione dei propri sentimenti è il punto di partenza per crescere delle giovani generazioni capaci di amare. Questo serve: la capacità di amare davvero, di saper rinunciare a qualcosa di sè per amore dell’altra persona”.

2024,”Veronica Pivetti
credit foto Assunta Servello

Il Premio Nobel Rita Levi Montalcini ha affermato che “le donne hanno sempre dovuto lottare doppiamente, hanno sempre dovuto portare due pesi, quello privato e quello sociale”, quanto è concorde con queste parole pensando anche alla società odierna?

“Sono totalmente d’accordo con le parole del Premio Nobel Rita Levi Montalcini”.

La figura della donna è anche al centro dello spettacolo teatrale “L’inferiorità mentale della donna”, ispirato a un trattato del 1901 del neurologo di Lipsia Paul Julius Moebius. Quanto il teatro e le arti in generale possono essere un veicolo per far riflettere le persone su certe tematiche e contribuire ad abbattere assurdi pregiudizi?

“Tutto ciò che serve ad abbattere i pregiudizi, che sono la vera morte del pensiero libero, è fondamentale. Sono certa che la comunicazione (teatro, cinema, televisione, scrittura) possa svolgere un ruolo importante, ma insieme a questo ci vuole la volontà personale di cambiare. Se non siamo noi i primi a voler cambiare questo stato di cose a ben poco serviranno spettacoli e trasmissioni tv. Dobbiamo prendere coscienza che quello che sta succedendo alle donne è una tragedia che riguarda ognuno di noi, dobbiamo voler dire basta tutti insieme”.

In quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“In questo momento sono sul set di una fiction che andrà in onda su Rai 1 che si intitola “Balene” dove si affronta il tema dell’età che passa e delle molte, moltissime possibilità che noi donne di sessant’anni abbiamo davanti. Altro che terza età … (sorride). Il futuro va vissuto con la stessa intensità con cui abbiamo trascorso la nostra vita fino a questo momento. Invecchiare consapevolmente, credetemi, è una sfida bellissima”.

di Francesca Monti

credit foto Assunta Servello

Si ringrazia Nicoletta Strazzeri – Ni.Co Ufficio Stampa

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