“Mi è piaciuta fin dal primo momento l’idea di interpretare un personaggio così positivo, fresco, che dovrà attraversare tante vicissitudini e magari combinerà dei guai”. Chiara Russo è tra le new entries della terza stagione di “Mina Settembre”, serie di grande successo in onda la domenica sera su Rai 1, liberamente tratta dai racconti di Maurizio De Giovanni, “Un giorno di Settembre a Natale” e “Un telegramma da Settembre” (editi da Sellerio)”, diretta da Tiziana Aristarco, e coprodotta da Rai Fiction e Italian International Film.
La giovane e talentuosa attrice, entrata nel cuore del pubblico con il personaggio di Maria ne “Il Paradiso delle Signore”, interpreta Fiore, la nuova assistente sociale del consultorio, dolce, energica e con una parlantina irresistibile, che Mina Settembre (Serena Rossi) decide di prendere sotto la sua ala, mettendola subito alla prova. Dopo aver studiato a Trieste, si è trasferita a Napoli con un obiettivo chiaro: riconquistare il suo ex Andrea (Lorenzo Lancellotti). Tuttavia, il destino sembra pronto a offrirle un’alternativa inaspettata, Jonathan (Erasmo Genzini).

credit foto Anna Camerlingo
Chiara, in “Mina Settembre 3” interpreta Fiore. Come si è approcciata a questo personaggio?
“Fiore è un’aspirante assistente sociale e fin dal primo momento mi è piaciuta l’idea di interpretare un personaggio così positivo, fresco, che dovrà attraversare anche tante vicissitudini e magari combinerà dei guai. Per quanto riguarda la preparazione innanzitutto ho letto i libri di Maurizio De Giovanni, perché anche se la serie è liberamente tratta dai suoi romanzi, volevo immergermi nella storia, entrare nel mondo di Mina Settembre e comprendere di cosa si stesse parlando, e poi ho cercato di capire nel pratico cosa fa un’assistente sociale. Sapevo che si occupa di minori, di adozioni, ma come si è visto nelle prime due stagioni di Mina Settembre, si interfaccia anche con tantissime dinamiche sociali, e quindi ho parlato con persone che hanno esperienza in questo ambito. All’inizio Fiore si trova parecchio spaesata, anche perché sceglie di trasferirsi a Napoli non esclusivamente per un amore incondizionato nei confronti del mestiere di assistente sociale, del quale però si innamora poi piano piano”.
Infatti Fiore, come abbiamo visto nella prima puntata, arriva a Napoli anche per questioni di cuore…
“Non mi sento assolutamente di giudicarla, come cerco di non fare con me stessa, o di dire che abbia sbagliato, perché ognuno attraversa delle fasi nella vita e a volte prendiamo delle decisioni in base al nostro istinto, a quello che in quel momento pensiamo ci possa fare bene, che non è necessariamente la cosa “giusta”, o quello che ti consiglierebbe un amico o un genitore. All’inizio Fiore sceglie di andare a Napoli non solo perchè la sua vocazione è lavorare in un consultorio e imparare il mestiere, ma anche per amore, un sentimento che a volte tende a condizionarti, e non parlo solo di amore per una persona ma anche ad esempio per la famiglia. Questa scelta permetterà a Fiore di entrare in un mondo che la porterà a conoscere meglio se stessa, a trovare una solidità in tutti gli ambiti della sua vita, capendo effettivamente quello che il suo cuore desidera”.
Al suo arrivo Fiore dice che Napoli è una città piena di contraddizioni, ma anche di umanità…
“I napoletani che ho incontrato, sia colleghi con cui ho lavorato che persone di altri ambiti, dicono spesso che Napoli è un catalogo di umanità infinito ma ha anche le sue contraddizioni, ed è realmente così. Essendo palermitana forse riesco a cogliere di più certi aspetti. Anche Palermo ha tanta bellezza che forse non è capita e valorizzata come meriterebbe, è una città del sud e ha le sue difficoltà. Io sono molto contenta quando le persone parlano di Palermo non solo pensando al mare ma anche all’arte, ai monumenti che fanno poi riferimento a tutte le dominazioni che la Sicilia ha avuto. Napoli mi ha ricordato tanto la mia città, mi risuonavano nella mente certe atmosfere come la passeggiata sul mare, i vicoli, le chiese, i mercati. E’ stata una bella sensazione”.

credit foto Anna Camerlingo
Come ti sei trovata a lavorare con Serena Rossi?
“E’ stata una grandissima fortuna lavorare con Serena, mi sono trovata veramente bene, perché è una persona profonda, gentile, solare, e ha un’energia prorompente. Era la prima volta che recitavo con lei e mi sono resa conto, come mi avevano già detto altre persone, che è super professionale, attenta, non lascia niente al caso. Se qualcosa non convince lei o qualcuno con cui sta lavorando in quel momento, ci si ferma un attimo, ci si confronta. E’ stata anche tanto di aiuto umanamente in alcuni momenti in cui magari non riuscivo a trovare la chiave, o sentivo di non star facendo quello che mi aspettavo da me stessa. Lei era sempre pronta a dire quella parola in più per cercare di fare ordine anche nella mia mente, avendo più esperienza di me. Le scene insieme sono state tante ed è stato piacevole lavorare con Serena per così tanto tempo”.
Mina Settembre è una serie di grande successo che affronta delle tematiche che sono attuali e porta anche un messaggio di solidarietà, di speranza, di aiuto reciproco, sottolineando quei valori che purtroppo oggi vanno un po’ a perdersi…
“Chi ha ideato questa serie, chi ha scritto questo soggetto, come ha ricordato anche la regista Tiziana Aristarco, voleva mandare un forte messaggio riguardante la solidarietà che si può creare tra le persone. Tra Fiore e Mina ad esempio c’è una grande vicinanza, cominciano a lavorare insieme, non c’è mai una competizione o un’invidia, si cerca sempre di capire come una possa dare una mano all’altra, avendo come obiettivo finale quello di aiutare chi ha bisogno. Secondo me il successo di Mina Settembre è legato anche al fatto che attraverso le storie raccontate, anche nelle due precedenti stagioni, si parla di valori importanti, di trovare qualcuno che ti aiuta, ti ascolta, ti fa comprendere che c’è sempre una speranza e che alle volte si può avere una seconda possibilità”.
Cosa pensa di aver trasmesso a Fiore e che cosa ha regalato a lei il personaggio?
“Penso di aver trasmesso a Fiore qualche sfumatura più malinconica quando era necessario, ma in generale è una ragazza solare, frizzante, allegra. Con il mio personaggio ho in comune l’impegno incondizionato che metto nel lavoro e la capacità di ascoltare, un aspetto che mi appartiene e che ho cercato sempre di maturare nel tempo, proprio come fa Fiore avendo accanto una grandissima mentore che la aiuta a comprendere quale sia la strada giusta e il modo per fare al meglio il proprio mestiere”.

Il grande pubblico ha iniziato a conoscerla ne Il Paradiso delle Signore nel ruolo di Maria, un personaggio completamente diverso da Fiore, anche se entrambe sono siciliane, si trasferiscono in un’altra città e si ritrovano in un “triangolo amoroso”. Lei ha scoperto qualche assonanza tra queste due giovani donne?
“Sono sicuramente tanto diverse, Maria è arrivata a Milano dalla Sicilia ma con tutt’altro background, anche di carattere, era timidissima, non riusciva a dire una parola, al contrario di Fiore che parla tantissimo. Il Paradiso delle Signore è ambientato negli anni Sessanta, mentre “Mina Settembre” si svolge al giorno d’oggi. Però volendo trovare qualcosa in comune, sia Maria che Fiore hanno voglia di imparare un mestiere, sono disposte ad ascoltare gli altri, avendo la passione, l’amore, il desiderio di impegnarsi per raggiungere un obiettivo. Maria all’inizio faceva rammendi, cuciva su commissione, e piano piano ha intrapreso un percorso lavorativo, affiancata da persone più esperte, che l’ha portata a diventare una stilista, cosa che nè il personaggio nè io avremmo mai immaginato quando ho iniziato a vestire i suoi panni. Allo stesso modo Fiore, con il supporto di Mina, fa del suo meglio per diventare una brava assistente sociale”.
In quali progetti la vedremo prossimamente? Tornerà a vestire i panni di Maria ne Il Paradiso delle Signore?
“Per quanto riguarda Il Paradiso delle Signore al momento non è in programma un mio ritorno nei panni di Maria, ma nella vita non si può mai sapere. Ci sono invece dei progetti futuri di cui non posso ancora parlare. Per l’anno nuovo incrocio le dita e spero che arrivino altre cose belle”.
E’ stata soprano nel coro delle voci bianche del Conservatorio Vincenzo Bellini di Palermo. Che ruolo ha oggi la musica nella sua vita?
“Ho fatto il conservatorio, sono stata soprano nel coro delle Voci Bianche, più o meno dagli 8 ai 18 anni, ed è stata una parte importantissima della mia vita. Il canto è il mio grande amore da sempre e quindi sono molto contenta di aver fatto questa esperienza, grazie ai miei genitori. Oggi non studio più canto, ma vorrei riprendere al più presto, anche se in realtà non l’ho mai abbandonato, non ho smesso un attimo di cantare, perché mi fa stare bene, ha un grandissimo potere curativo. Canto quando sono nervosa, quando sono felice, quando sono in attesa di una risposta, quindi è collegato a qualsiasi emozione forte che io stia provando in un determinato momento. In futuro mi piacerebbe fare un progetto in cui possa anche cantare, magari un musical”.

credit foto Anna Camerlingo
Quale canzone assocerebbe a Fiore, dato che come diceva poco fa la musica è legata alle sensazioni, alle emozioni?
“A questo personaggio assocerei un brano classico allegro, con note alte, acute, tutte vicine, che esprimono una tensione continua. Se penso a Fiore immagino un’orchestra che suona quest’allegro molto serrato”.
di Francesca Monti
credit foto copertina Andrea Ciccalè
Si ringrazia Daniela Piu
