“E’ stato un colpo al cuore e un tuffo nel passato, però proiettato verso il futuro, perché è una donna molto simile nei modi, nell’atteggiamento, anche nella fisicità a Lucia della serie “Capri” e questo mi ha aiutato ad entrare nel personaggio”. Miriam Candurro veste i panni della guida turistica Titina Monti nel film “Cassino in Ischia”, diretto da Frank Ciota, prodotto da Republic Pictures (Paramount) e disponibile su Amazon Prime dal 3 febbraio.
La pellicola racconta la storia di Nic Cassino (Dominic Purcell), un celebre attore americano di action movies che assiste al declino della sua carriera, venendo rimpiazzato dalle nuove leve. Così accetta un invito al Giffoni Film Festival, rassegna a cui prende parte anche Fabrizio Favuzzo (Ugo Dighero), un regista che non ha avuto molta fortuna con il suo ultimo progetto. Disperato e alla ricerca di ispirazione, Fabrizio viene ospitato con la moglie Lorella (Carlotta Natoli) a Ischia dai genitori del fidanzato di sua figlia e si reca in visita alla villa La Colombaia, un tempo appartenuta al suo idolo Luchino Visconti, dove trova un quaderno con una sceneggiatura incompleta. L’incontro casuale con Nic Cassino farà sì che i due decidano di realizzare insieme quel film incompiuto di Visconti. Sull’isola verde Cassino incontra anche Titina, con la quale si creerà un legame speciale.
In questa intervista Miriam Candurro ci ha parlato di “Cassino in Ischia”, ma anche dei prossimi progetti, di “Un Posto al sole”, di musica, dello spettacolo teatrale “Streghe da marciapiede” e dei ricordi legati alla serie “Capri”.

credit foto Moris Puccio
Miriam, in “Cassino in Ischia” interpreta Titina, com’è stato vestire i panni di questo personaggio?
“Prima di tutto è stato un colpo al cuore e un tuffo nel passato, però proiettato verso il futuro, perché Titina è molto simile nei modi, nell’atteggiamento, anche nella fisicità a Lucia di “Capri”. Quando sono arrivate le scene e la descrizione del personaggio per il provino, per l’incontro con Frank Ciota, mi è sembrato veramente che fosse una Lucia cresciuta, cambiata, con un nuovo lavoro che cercava di tirare avanti facendo la guida turistica, imparando l’inglese. Avevo la sensazione che fosse la stessa donna vista però dieci anni dopo, e questo mi ha aiutato tantissimo anche ad ottenere la parte perché fondamentalmente ho immaginato delle corde che poi fortunatamente erano le stesse che aveva pensato Ciota ed è stato semplice portare a casa il risultato. Titina è apparentemente molto forte, solare, ha un buon rapporto con gli altri, è pronta ad affrontare la vita, ma in realtà nasconde una grandissima fragilità che cerca di superare. L’incontro con Nic Cassino è appunto la somma di due fragilità, che si riconoscono in qualche modo, nonostante Titina abbia paura di vivere una storia d’amore con un’importante star di Hollywood, che vive in un altro mondo rispetto al nostro. Infatti teme che possa avere acceso i riflettori su di lei solo per un po’ e che poi ritorni alla sua vita”.
E’ un film che fa anche riflettere sul mestiere dell’attore che è fatto di salite e discese, di momenti in cui ci si può sentire fuori dai giochi, fuori contesto…
“E’ anche una critica nei confronti del patinatissimo mondo di Hollywood, dove noi che non ne facciamo parte immaginiamo degli attori felicissimi che saltano da un progetto all’altro, ma in realtà c’è una competizione, anche estetica, di età, di fisicità, che va ben al di là della bravura e che spesso premia i più giovani e mette in panchina quelli con più esperienza. Sono delle dinamiche legate all’industria cinematografica americana che è molto lontana da quella italiana, ci sono chiaramente molti più interessi e questo film fa una grande critica a quel mondo dove l’attore ha una vita breve o comunque fatica a scontrarsi con le nuove leve. La cosa bella è che poi Nic Cassino riesce a ritrovare la sua dimensione, a rimettersi in gioco proprio in Italia, con un progetto che avrà dei risvolti comedy molto forti”.
“Cassino in Ischia” è inoltre un omaggio al Neorealismo, al cinema di Visconti…
“Anche la locandina del film è palesemente un richiamo a Rocco e i suoi fratelli ed è chiaramente un omaggio a quel cinema, ma Visconti lo ritroviamo anche nella narrazione del film, è presente, è proprio un personaggio che puoi sentire, vedere, di cui si parla chiaramente. Trovo interessante anche il modo in cui Frank Ciota ha riportato quelle atmosfere degli anni ’50 e ’60 legate ai racconti dell’Italia fatti dai suoi nonni, che erano italiani”.

credit foto Moris Puccio
Come si è trovata a lavorare con Dominic Purcell?
“È stata una sfida, io amo alzare l’asticella, mi diverte molto. Mi sono resa conto che sotto pressione lavoro meglio e “Cassino in Ischia” è stato un po’ la somma di tutta una serie di pressioni. Innanzitutto recitare con Dominic Purcell, che è un divo e che ammiravo fin dai tempi di Prison Break, è stato incredibile, poi era il mio primo film in inglese da protagonista, infine lavorando con Frank Ciota, un regista meraviglioso, ho cercato di sposare la sua visione e raccontare l’Italia in un certo modo. Abbiamo girato a Ischia ed è stato molto divertente e anche un po’ assurdo, perché in una prima fase delle riprese abbiamo raccontato un’isola respingente e ci ha respinto davvero nel senso che era il mese di maggio e abbiamo trovato maltempo, pioggia, poi quando nel film avviene un turning point e la storia cambia, anche l’isola si è rilassata, è stata accogliente, con un sole meraviglioso, tramonti stupendi, quindi è come se Ischia fosse stata parte integrante del progetto interpretando se stessa nelle scene ed è stato bellissimo”.
C’è una scena in cui Titina fa da guida turistica a Cassino e lo porta ad ammirare le bellezze dell’isola. Qual è il luogo che più l’ha colpita di Ischia?
“La zona del Castello, da lì vedi tutta l’isola che è enorme, e dalla terrazza hai la possibilità di ammirare i sei comuni e questa distesa verde in mezzo al blu. E’ qualcosa di straordinario, è un posto che mi è piaciuto particolarmente e che ho trovato veramente magico”.
All’inizio di questa intervista diceva che in Titina ha ritrovato molte caratteristiche di Lucia di “Capri”, che ricordo ha di quel set e di quel personaggio?
“E’ stato un momento fantastico della mia vita professionale, di inconsapevole meraviglia. Mi sono divertita tantissimo, specialmente nella seconda stagione di “Capri”. Avevo come partner Davide Silvestri, con cui ho lavorato benissimo, i registi Andrea Barzini e Giorgio Molteni ci assecondavano anche nelle follie, e girare a Capri, in Costiera è stato veramente meraviglioso. Io non mi aspetto mai nulla quando inizio un progetto, penso a vivere l’istante ed è quello che ho fatto anche all’epoca, mi sono infilata in questa serie con l’entusiasmo di una venticinquenne, con la fiducia in chi mi aveva scelto e trovato all’altezza di questo ruolo, e una spensieratezza che credo non abbia più avuto, non per una questione di ansia, ma perché era un periodo della mia vita anche personale molto bello, infatti durante le riprese di “Capri 2″ mi sono sposata. Per tutti questi motivi conservo un ricordo stupendo i quel set”.
In “Un posto al sole”, in onda dal lunedì al venerdì su Rai 3, interpreta Serena, un personaggio amatissimo che in questo momento sta cercando di aiutare la sorella Manuela (Gina Amarante) a riconquistare Niko (Luca Turco) …
“Serena in questo momento ricopre davvero il ruolo della sorella maggiore e in tanti mi scrivono che vorrebbero averne una come lei. Finora ha cercato di distogliere Manuela da questo amore impossibile, però poi grazie anche alla saggezza di Renato (Marzio Honorato) che in qualche modo le ha fatto capire che se sua sorella ama questo ragazzo non si deve arrendere, allora senza volerla illudere la invita a provare a riconquistare Niko e le sta vicino anche quando la situazione apparentemente precipita. Serena dice a Manuela che se il ragazzo che ama non vuole stare con lei perché ha paura di soffrire ancora significa che Valeria (Benedetta Valanzano) non è la donna della sua vita. Quante volte ci sentiamo dire “io con te mi faccio troppo male” e quindi ci arrendiamo, invece sarebbe importante capire il significato di quelle parole e che forse c’è in ballo qualcosa di più di una semplice cotta. E’ quello che Serena cerca di spiegare a Manuela”.
E’ protagonista insieme a Gina Amarante, Antonella Prisco, Luisa Amatucci e Giuseppe Romano dello spettacolo teatrale “Streghe da marciapiede”, diretto da Stefano Amatucci…
“E’ stata una grandissima sorpresa, uno dei regali più belli del 2024. Era pensato inizialmente per due date ma è piaciuto tantissimo. Le persone vengono a vederci anche perché siamo cinque attori di Un Posto al Sole, ma escono dal teatro stupiti poiché è uno spettacolo straordinario, una black comedy, in cui siamo cattivissime, si ride, si piange, ci si spaventa, è lontano anni luce dalla soap. Ora saremo in scena dal 15 al 20 aprile al Teatro Vittoria a Roma e sarà una bella sfida. In questa stagione abbiamo fatto varie repliche tutte sold out, e nella prossima speriamo di andare in tournée in giro per l’Italia”.

credit foto Salvatore Catapano
Ha pubblicato i romanzi “Vorrei che fosse già domani”, scritto con Massimo Cacciapuoti, e “La settima stanza”, sta lavorando a una nuova opera letteraria?
“Sto scrivendo, ma questa volta non si tratta di un libro, è qualcosa di più vicino a me, al mio lavoro principale”.
In quali progetti la vedremo prossimamente?
“Attualmente sono sul set di “A casa di papà”, una nuova serie in quattro serate che andrà in onda su Rai 1, con Serena Autieri e Fortunato Cerlino, diretta da Tiziana Aristarco, la regista di Mina Settembre”.
Tra le varie canzoni presenti nel film “Cassino in Ischia” c’è anche “Ci pensiamo domani” di Angelina Mango, che nel 2024 ha vinto il Festival di Sanremo, quindi le chiedo qual è il suo rapporto con la musica e quale canzone tra quelle dei 29 Big in gara in questa edizione della kermesse sanremese è più curiosa di ascoltare?
“Ho un rapporto quotidiano con la musica, spesso anche nel lavoro mi faccio aiutare dalle canzoni per concentrarmi o tirare fuori le emozioni, e sono stata molto contenta che nel film sia stato scelto un brano di Angelina Mango per dare il via alla scena di presentazione di Titina. Per quanto riguarda il Festival di Sanremo sono curiosa di sentire la canzone di Olly, che trovo molto bravo e che ho scoperto grazie a mia figlia Vittoria che è una sua grande fan, e quella di Achille Lauro, un artista che porterà sicuramente qualcosa di interessante sul palco dell’Ariston”.
di Francesca Monti
credit foto Salvatore Catapano
Si ringrazia Paola Spinetti
