Il professor Sergio Alfieri in un briefing al Policlinico Gemelli di Roma relativamente alla salute di Papa Francesco, ricoverato dallo scorso venerdì per una polmonite bilaterale ha spiegato: “Il Santo Padre ha sempre voluto che dicessimo la verità. E’ di buonumore e fa battute. Non è attaccato a nessun macchinario. Quando ha bisogno, mette i naselli per un po’ di ossigeno, ma sta a respiro spontaneo e si alimenta. Dobbiamo essere concentrati nel superare questa fase. Vediamo la tempra del Santo Padre, non è una persona che molla. Il Papa non è fuori pericolo, ma adesso non è in pericolo di vita, oggi è andato in cappella a pregare. Abbiamo anche ridotto qualche farmaco. La malattia cronica rimane, a volte gli manca il respiro e la sensazione non è piacevole per nessuno. Il Santo Padre sta rispondendo alle terapie che non sono state cambiate ma potenziate”.
Il professor Sergio Alfieri, capo dell’equipe medica che ha in cura il Pontefice, e il professor Luigi Carboni, hanno poi aggiunto: “L’infezione al momento è contenuta, è solo nel polmone, se però uno di questi germi dovesse passare nel sangue ci sarebbe una sepsi, questo è il vero rischio che può correre una persona della sua età. Il Papa resterà al Gemelli almeno tutta la prossima settimana”.
