“Mare Fuori 5”, dal 12 marzo su RaiPlay i primi sei episodi e dal 26 marzo su Rai 2. Annunciata la realizzazione del film Io sono Rosa Ricci

L’adolescenza, con tutte le scoperte che la rendono difficile e magica, resta la principale protagonista dei 12 episodi della quinta stagione di “Mare Fuori” – una coproduzione Rai Fiction – Picomedia da un’idea di Cristiana Farina, soggetto di serie originale di Maurizio Careddu e Cristiana Farina, con la regia di Ludovico Di Martino, in onda in prima serata su Rai 2 dal 26 marzo (i primi 6 episodi dal 12 marzo su RaiPlay, l’intero box set dal 26 marzo).

Nel cast ritroviamo Carmine Recano, Lucrezia Guidone, Maria Esposito, Giovanna Sannino, Vincenzo Ferrera, Artem, Domenico Cuomo, Clotilde Esposito, Antonia Truppo, oltre a diverse new entry, come Alfonso Capuozzo, Manuele Velo, Francesco Luciani, Francesco Di Tullio.

“Mare Fuori è un racconto italiano ma è anche universale, ha conquistato una grande attenzione all’estero, ed è diventato un fenomeno con RaiPlay”, ha esordito in conferenza stampa la direttrice di Rai Fiction Maria Pia Ammirati.

“E’ un viaggio senza precedenti in Europa, abbiamo prodotto in tutto 62 episodi. Solo Èlite di Netflix con 8 stagioni ne ha fatti 64”, ha detto il produttore Roberto Sessa di Picomedia annunciando due novità: “Uscirà un film, scritto da Maurizio Carredu insieme a Luca Infascelli, con la regia di Lyda Patitucci. Il titolo è Io sono Rosa Ricci, sarà un prequel, racconteremo cos’era la vita di questa ragazza prima dell’ingresso nell’IPM e il suo partner principale sarà il padre, interpretato da Raiz. Lo gireremo prima dell’inizio della sesta stagione che entrerà in produzione a metà giugno e dovrebbe arrivare al cinema entro la fine dell’anno. Inoltre dal 20 aprile le prime quattro stagioni di “Mare Fuori” saranno disponibili in tutto il mondo su Netflix”.

Alla regia di “Mare Fuori 5” troviamo Ludovico Di Martino: “E’ stata un’esperienza incredibile, sono stato all’Ipm a Nisida e ho incontrato diversi ragazzi, cercare di raccontare queste storie con un pizzico di aderenza alla realtà non è semplice e mi ha permesso di capire cosa provano essendo lasciati sempre più soli con se stessi. È una stagione che mette davanti ad uno specchio i personaggi. Con il decreto Caivano il sistema è diventato sempre più punitivo e meno educativo, infatti c’è stato un aumento delle detenzioni in carcere nell’ultimo anno e mezzo. Spero che questa serie ci porti sempre più dentro a questa realtà”.

Lucrezia Guidone torna a vestire i panni di Sofia, la direttrice dell’Ipm: “Sarà alle prese con un passato che finora non era stato raccontato. E’ riuscita a illuminarsi attraverso il rapporto con Rosa ma tante cose cambiano per lei e tutto viene messo in discussione. Anche nell’ambiente di lavoro ci saranno nuovi personaggi ed equilibri diversi e si affronteranno temi molto forti. Per me è sempre bellissimo tornare su questo set che permette di solidificare dei rapporti e crescere insieme. E’ un’immersione dentro di sé e anche nei tuoi colleghi, in primis con Maria Esposito che interpreta Rosa. All’inizio Sofia era un personaggio di rottura e ho abbracciato questo ruolo cercando di non proteggerla mai ma di renderla credibile, poi ho fatto entrare in lei anche un po’ di dolcezza”.

Carmine Recano è il Comandante Massimo: “E’ intenzionato a mantenere la promessa fatta a Carmine, quindi cercherà di aiutare Rosa e scoprirà delle verità devastanti”.

Maria Esposito è Rosa Ricci: “In questa stagione i personaggi hanno una maggiore relazione con se stessi, Rosa è più sola e in questa solitudine diventa più donna. Il successo mi ha permesso di affrontare tante cose e di crescere, un anno fa nemmeno riuscivo a parlare in conferenza stampa, oggi è diverso grazie all’aiuto delle persone con cui ho lavorato sul set di Mare Fuori”.

Domenico Cuomo interpreta Gianni detto Cardiotrap: “Il mio personaggio è un raggio di sole nell’oscurità. La quinta è la mia stagione preferita per delle cose accadute nella mia vita privata che ho condiviso con i ragazzi sul set, che mi hanno mostrato cosa significhi la fratellanza. Ringrazio i in regista che ci ha permesso di essere liberi sul set e di improvvisare molto. È la stagione emotivamente più sentita. Cardiotrap non prende mai posizioni di violenza ma rimane coerente con il suo percorso e cerca di aiutare gli altri ed essere un punto di riferimento in primis per Pino”.

L’Istituto Penale per i Minorenni accoglie nuove ragazze e nuovi ragazzi, anche da regioni diverse dalla Campania. L’amicizia e l’amore prendono spazio, leniscono il dolore per la segregazione e scaldano anche il cuore degli adulti, finora intenti a svolgere il proprio ruolo di controllo e contrasto alla delinquenza, poi coinvolti da avvenimenti inaspettati che li costringono a mettersi in gioco.
Rosa Ricci è al centro delle dinamiche della quinta stagione: è sola e deve “obbedire” a suo padre, portarne avanti il ruolo di capo del clan. Cerca quindi alleanze che danno vita a una leadership femminile, coesa e crudele. Il suo cuore però è tormentato e un colpo di scena la fa vacillare, riproponendo l’angoscia del dover scegliere tra il Bene e il Male. Una scelta che investe anche tutti gli altri protagonisti, al punto da far apparire inesorabilmente segnato il destino di alcuni. Cardio e Alina, ormai legati da un sentimento di amicizia e solidarietà, portano luce e speranza. La nuova arrivata Sonia, vittima di bullismo e vessazioni fin dai tempi dell’asilo, riesce con la sua energia a risollevare le sorti di Dobermann, piombato nella depressione dopo aver perduto Kubra. Pino diventa sempre più “saggio”, soprattutto grazie all’impegno e all’amore per gli animali, rappresentando un punto di riferimento per tutti e in modo speciale per una delle ragazze. Il comandante e Beppe scoprono segreti e misteri legati alla famiglia Ricci e a Sofia. Federico e Samuele, due ragazzi del Nord, marcano il territorio con cinismo bestiale. Tommaso, un giovane di buona famiglia, arrivato in IPM per una tragica beffa del destino, rende ancor più evidente la “banalità del male”. Tutti i ragazzi nell’IPM condividono, nel profondo, il desiderio di uscire dalle spirali di violenza che hanno segnato la loro vita.

di Francesca Monti

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