Intervista con Alice Azzariti, tra i protagonisti della quarta stagione di “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore”: “E’ stato bellissimo poter attraversare tante fasi della mia vita insieme al mio personaggio”

“Nella prima stagione era un’adolescente, aveva 15 anni, adesso è praticamente una donna, si è sviluppato il suo carattere, la sua identità, la sua personalità, è più consapevole, cerca di affrontare le situazioni in modo maturo, nonostante la situazione familiare che si trova a vivere non sia affatto semplice”. Alice Azzariti è tra le giovani attrici di talento più interessanti del panorama italiano e da quattro stagioni veste i panni di Valentina, la figlia di Imma (Vanessa Scalera) e Pietro (Massimiliano Gallo) nella serie di grande successo “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore”, in onda la domenica sera su Rai 1, prodotta da Rai Fiction, IBC Movie e Rai Com, liberamente tratta dai romanzi di Mariolina Venezia.

In questa intervista Alice Azzariti ci ha parlato del suo personaggio, Valentina, e del percorso di crescita fatto insieme a lei anno dopo anno, del suo debutto a teatro, della sua passione per la musica e per lo sport.

Alice, nella serie “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore” interpreta Valentina, un personaggio che si è evoluto ed è cresciuto molto nel corso delle quattro stagioni…

“Nella prima stagione Valentina era un’adolescente, aveva 15 anni, adesso è praticamente una donna, si è sviluppato il suo carattere, la sua identità, la sua personalità, è sicuramente cresciuta, è più consapevole, cerca di affrontare le situazioni in modo maturo, nonostante la situazione familiare che si trova a vivere non sia affatto semplice. Ho notato inoltre un aspetto molto bello, cioè questa grande vicinanza nei confronti della madre Imma, anche nei gesti. Racconto questo aneddoto perché è una precisazione sulla puntata andata in onda domenica 2 marzo, in cui nella scena di apertura Valentina è con suo padre Pietro che ricorda il modo in cui Imma faceva i cappuccini e lei intinge il biscotto nella schiuma e lo porta a sé. Quel gesto è proprio della madre, infatti durante la puntata Imma mentre si trova con Calogiuri (Alessio Lapice) in questo agriturismo fa la stessa cosa diverse volte. Può sembrare una piccolezza, in realtà è un dettaglio che racconta quanto Valentina abbia preso inconsapevolmente degli atteggiamenti da sua madre, verso la quale invece negli anni passati aveva quasi una sorta di rifiuto, tanto da non capire anche il suo essere così presa dal lavoro. Ha un grande amore e una stima per la figura materna tanto che ha deciso di seguire le sue orme con la scelta di frequentare giurisprudenza all’università. Non parlo tanto dell’amore verso il papà, invece, perché è un sentimento noto al pubblico fin dalla prima stagione”.

Anche lei è cresciuta insieme al suo personaggio, quanto si ritrova in Valentina?

“Sarò per sempre grata alla produzione, al regista Francesco Amato, a coloro che mi hanno scelta per interpretare Valentina perché mi hanno dato l’opportunità di vivere un personaggio a 360 gradi, quindi crescere insieme, avere uno sviluppo, un percorso. Non capita spesso. E’ stato bellissimo poter attraversare tante fasi della mia vita, da quando ero minorenne ai 23 anni, e parallelamente vederne altre in Valentina, trovare dei punti d’incontro o degli aspetti totalmente diversi. Anche sul set Vanessa, Massimiliano, Francesco mi hanno vista prima piccolina, e poi anno dopo anno diventare una donna”.

C’è stato un consiglio che le hanno dato Vanessa Scalera e Massimiliano Gallo che le è stato più utile?

“Un consiglio in particolare no, ma ho parlato di molte cose con loro, perché sono artisti che stimo e amo follemente sia a livello artistico che umano, sono due splendide persone quindi sul set ho cercato di osservarli il più possibile e catturare ciò che facevano per farlo mio, per imparare”.

Quale pensa sia il segreto del successo di questa serie, che stagione dopo stagione continua ad appassionare tantissimo il pubblico?

“Questa quarta stagione in particolare è incentrata sull’amore. Il segreto di questa serie è sicuramente la scrittura, perché la trama verticale si intreccia con quella orizzontale, è un prodotto minuziosamente articolato e studiato, con una qualità altissima, in cui tutti i reparti lavorano in maniera egregia, mettendoci tanta passione. Alla base ci sono un grande studio e la voglia di realizzare al meglio ogni cosa, e quando c’è questo amore per un progetto traspare e arriva anche allo spettatore. Siamo felicissimi che il pubblico segua la serie in maniera così affettuosa e partecipe”.

Recentemente ha preso parte anche a Il Metodo Fenoglio nel ruolo di Ketty Pellecchia, girato nella sua città, Bari…

“Il Metodo Fenoglio è stato un abbraccio caloroso, letteralmente, con la mia Bari, il luogo dove sono nata, rapportato ovviamente agli anni ’90, in cui c’era una maggiore pericolosità per quanto riguarda il centro storico, con la presenza della mafia organizzata, ed era quindi un contesto diverso rispetto alla città che conosco e nella quale sono cresciuta. Ho letto i romanzi di Gianrico Carofiglio prima di approcciarmi alla sceneggiatura, è stata un’esperienza che mi ha permesso di scoprire un pezzo di storia tragico della mia città, con il quale fare i conti, perché poi le radici sono sempre fondamentali per tutti. Mi sono divertita tantissimo e si è creato subito un bellissimo rapporto con il regista Alessandro Casale e con Paolo Sassanelli, che nella serie interpreta mio padre. Togliendo la parte macabra, triste e difficile della storia, è stato anche bello immergersi negli anni Novanta per quanto riguarda i costumi. Il mio personaggio prendeva spunto per il look dal modo di vestirsi di Madonna, e questo mi ha aiutato per entrare nel mood di quel tempo. Anche nell’interpretazione di Valentina i costumi sono importantissimi per alienarsi dalla propria identità, in un certo senso, ed entrare nei panni del personaggio”.

Com’è andata invece l’esperienza a teatro con lo spettacolo “Tre Sorelle” di Cechov?

“Il teatro è stata una scoperta. Io ho un anello con incisa la data nella quale mi sono trasferita a Roma, 11 ottobre 2023, lo porto sempre al dito, e dico che è come se in un certo senso mi fossi sposata con Roma, perché sono sempre stata innamorata della Città Eterna e ci siamo trovate, non abbiamo ancora litigato, non siamo in fase di divorzio, non abbiamo i problemi di Imma e Pietro in questa stagione della serie (sorride). A Roma ho scoperto questa bellissima realtà del Teatro Argot, che si trova a Trastevere e vede la direzione artistica di Francesco Frangipane. Si tratta di una palestra per attori professionisti, gestita da Arcangelo Iannace, Massimiliano Benvenuto e Filippo Gili, che è un bravissimo regista teatrale, nonchè il compagno di Vanessa Scalera e uno degli sceneggiatori della quarta stagione di Imma Tataranni – Sostituto Procuratore. L’anno scorso abbiamo lavorato duramente sul testo di Tre sorelle di Cechov, portandolo in scena a giugno e il teatro è stata un’epifania per me, perché ho trovato il modo per allenarmi costantemente. Alla fine la recitazione è come un muscolo, è come una parte del corpo che va allenata, ma in maniera ovviamente gioiosa, divertente. Grazie al teatro ho trovato il modo per divertirmi sperimentando. Qualche giorno fa abbiamo iniziato invece lo studio del Macbeth che rappresenteremo a giugno. Non vedo l’ora”.

Credit foto @Mauro Grasso

Tra le sue skills ci sono il canto, la chitarra sia classica che elettrica, e tanti sport, dal pattinaggio artistico alla danza, dall’equitazione al calcio, alla pallavolo…

“Devo aggiungere anche il pugilato che ho iniziato a praticare a gennaio perchè in questo momento ho bisogno di scaricare adrenalina ed energia. In passato ho fatto tanti sport, non sono una persona a cui piace stare ferma (sorride). Suono la chitarra da quando avevo 14 anni, quella classica e quella elettrica che purtroppo ho lasciato in Puglia, ma anche l’ukulele, perché mio padre quando ero piccolina mi ha trasmesso questa passione per la musica e l’amore per i Beatles”.

Utilizza la musica anche per la preparazione dei personaggi? 

“Ricordo ad esempio che nella prima stagione di “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore” ero giovanissima e Francesco Amato, per descrivere Valentina, mi disse di ascoltare un pezzo di Vasco Rossi, “Anima Fragile”. In generale ho sempre le cuffie in borsa e mi è capitato, non tanto per Valentina ma per altri personaggi, di cercare un’emozione attraverso una canzone che mi indica una determinata strada, che mi garantisce di poter entrare in quell’universo. La musica è un’ottima alleata, è immediata, smuove qualcosa dentro, ti sblocca, ti regala delle sensazioni che puoi gestire, adoperare come preferisci e mettere dove vuoi”.

Credit foto @Mauro Grasso

Oltre ai Beatles, quali artisti sono presenti nella sua playlist?

“Posso spaziare dal cantautorato italiano all’indie rock, dal rap alla musica classica. Nella mia playlist attuale ci sono Calcutta, gli Arctic Monkeys, The Strokes, i Gorillaz, i Muse, i Led Zeppelin. ma anche Eminem, Mina, Fabri Fibra, Lana Del Rey, Patty Pravo, Gazzelle, i Radiohead, Califano, Venerus, Beethoven, Debussy, la musica in francese come ad esempio le canzoni di Françoise Hardy. Mancano solo i canti gregoriani (sorride)”.

Quale artista tra quelli in gara al Festival di Sanremo 2025 l’ha stupita maggiormente?

“Lucio Corsi mi ha stupito particolarmente, non lo conoscevo e l’ho apprezzato molto, ha una grande purezza. Poi mi sono piaciuti Serena Brancale, che è pugliese, Achille Lauro, Brunori Sas, di cui sono una grande fan, e Simone Cristicchi che mi ha commosso con “Quando sarai piccola”. Ho sentito nel profondo le parole del suo testo in quanto ho perso mia nonna per l’Alzheimer e ricordo che la prima volta che ho ascoltato in cuffia la canzone mi sono messa a piangere e ho chiamato mia madre che ovviamente può capire ancora più quelle sensazioni avendo perso sua mamma. Secondo me c’erano delle grandissime proposte in gara quest’anno a Sanremo”. 

Credit foto @Mauro Grasso

In quali progetti sarà prossimamente impegnata?

“A parte “Macbeth” a giugno, ci sarà la quinta stagione di “Imma Tataranni – Sostituto Procuratore”. Per il resto sto facendo dei provini ed essendo un po’ scaramantica faccio come la scimmietta dell’emoticon che non vede, non sente e non parla. Sono anche appassionata di cristalloterapia, e utilizzo il Palo Santo, l’ho portato in camerino in occasione dello spettacolo “Tre sorelle”, in quanto in quel momento non volevo far vincere la mia ansia e ha funzionato perchè mi sono rilassata”.

di Francesca Monti

Si ringrazia Lorella Di Carlo

Credit foto @Mauro Grasso

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