Papa Francesco ha salutato i fedeli dal balcone del Gemelli: “Grazie a tutti”. Dopo 38 giorni ha lasciato l’ospedale ed è tornato a Casa Santa Marta

A trentotto giorni dal ricovero al Policlinico Gemelli per una polmonite bilaterale polimicrobica Papa Francesco si è affacciato dal balcone del decimo piano del nosocomio per un saluto e per dare la benedizione ai fedeli. Provato e dimagrito, ha sorriso e alzato il pollice, pronunciando con voce affaticata queste parole: “Grazie a tutti. Vedo questa signora coi fiori gialli. È brava”, indicando una donna presente insieme a tantissime persone nel piazzale antistante con un mazzo di fiori gialli. Il Santo Padre ha poi dato la benedizione ed è stato accolto da applausi e cori di incitamento dalla folla. E’ stato un momento emozionante rivedere Papa Francesco, che è una luce luminosa in questi tempi bui.

E’ stato quindi diffuso il testo dell’Angelus preparato dal Pontefice per la terza Domenica di Quaresima, incentrato sulla pazienza di Dio che ha visto riflessa anche nella premura instancabile di medici e operatori sanitari e nei famigliari degli ammalati.

“La parabola che troviamo nel Vangelo di oggi ci parla della pazienza di Dio, che ci sprona a fare della nostra vita un tempo di conversione. Gesù usa l’immagine di un fico sterile, che non ha portato i frutti sperati e che, tuttavia, il contadino non vuole tagliare: vuole concimarlo ancora per vedere «se porterà frutti per l’avvenire». Questo contadino paziente è il Signore, che lavora con premura il terreno della nostra vita e attende fiducioso il nostro ritorno a Lui.

In questo lungo tempo di ricovero, ho avuto modo di sperimentare la pazienza del Signore, che vedo anche riflessa nella premura instancabile dei medici e degli operatori sanitari, così come nelle attenzioni e nelle speranze dei familiari degli ammalati. Questa pazienza fiduciosa, ancorata all’amore di Dio che non viene meno, è davvero necessaria alla nostra vita, soprattutto per affrontare le situazioni più difficili e dolorose.

Mi ha addolorato la ripresa di pesanti bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza, con tanti morti e feriti. Chiedo che tacciano subito le armi; e si abbia il coraggio di riprendere il dialogo, perché siano liberati tutti gli ostaggi e si arrivi a un cessate il fuoco definitivo. Nella Striscia la situazione umanitaria è di nuovo gravissima ed esige l’impegno urgente delle parti belligeranti e della comunità internazionale.

Sono lieto invece che l’Armenia e l’Azerbaigian abbiano concordato il testo definitivo dell’Accordo di pace. Auspico che esso sia firmato quanto prima e possa così contribuire a stabilire una pace duratura nel Caucaso meridionale.

Con tanta pazienza e perseveranza state continuando a pregare per me: vi ringrazio tanto! Anch’io prego per voi. E insieme imploriamo che si ponga fine alle guerre e si faccia pace, specialmente nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Libano, Myanmar, Sudan, Repubblica Democratica del Congo.

La Vergine Maria ci custodisca e continui ad accompagnarci nel cammino verso la Pasqua”.

Il Papa ha fatto ritorno a Casa Santa Marta, a bordo della sua 500 Bianca, salutato da ali di folla, facendo una breve sosta alla Basilica di Santa Maria Maggiore, dove ha lasciato un mazzo di fiori in segno di ringraziamento alla Madonna, senza mai scendere dall’auto.

Il Pontefice proseguirà a casa le terapie e la fisioterapia, con una convalescenza prevista di circa due mesi.

di Francesca Monti

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