Una mobilitazione il 14 aprile a Napoli e una petizione per fermare il massacro di bambini, donne e uomini a Gaza e per ottenere la liberazione degli esseri umani tenuti in catene

Il festival internazionale di giornalismo civile “Imbavagliati”, il Teatro Trianon Viviani e l’associazione “Fermatevi!” promuovono una mobilitazione per “fermare il massacro di bambini, donne e uomini a Gaza e per ottenere la liberazione degli esseri umani tenuti in catene”. L’appuntamento è per il 14 aprile alle ore 15 in Piazza Calenda a Napoli.

E’ stata lanciata anche una petizione su Change.org che vede tra i promotori: Marisa Laurito, Désirée Klain, Nino Daniele, Pasquale De Sena, Gianni Pinto, Igina di Napoli Antonio Roberto Lucidi,Angela Iannuzzi, Amalia Scielzo, Giulia Agrelli, Vitaliano Menniti, Monica Ruocco, Nicola Cotugno, Luciano Stella, Roberto Giovene e Maria.

Questo il testo:

Se gli Stati, a partire da quelli europei, e il Consiglio di Sicurezza dell’ONU non fermeranno il governo israeliano, Netanyahu ed i suoi ministri non si fermeranno.

Ormai è chiaro agli occhi di tutti: l’inazione o peggio ancora la complicità della comunità internazionale rappresentano un vero e proprio semaforo verde agli eccidi contro la popolazione palestinese e alla sottrazione  della loro terra. I nostri governi non possono continuare a voltarsi dall’altra parte. Il progetto di deportazione dei palestinesi dalla striscia di Gaza si avvicina di più ogni giorno che la guerra miete vittime innocenti, che gli ospedali vengono distrutti, che gli aiuti umanitari sono tenuti fuori da una cintura ermetica  nel tentativo di colpire con la sete, la fame e per assenza di medicinali la popolazione civile.

La rottura della tregua, la ripresa delle ostilità pregiudica inoltre anche la vita stessa degli ostaggi israeliani rapiti nella orribile giornata del 7 ottobre, dei quali continuiamo a chiedere la liberazione così come chiediamo la liberazione di tutti i prigionieri palestinesi illegalmente detenuti.

D’altronde la repressione delle manifestazioni dei familiari degli ostaggi da un lato e dall’altro la violenza e gli arresti indiscriminati in Cisgiordania – come nel caso del premio Oscar 2025 Hamdan Ballal – evidenziano la volontà di affrontare con la violenza e il sopruso ogni dissenso: L’esatto contrario di ciò che ci si aspetterebbe da una democrazia.

Facciamo appello alla società civile italiana ed europea, ai Sindaci, alle forze democratiche ed associative, alle organizzazioni sindacali, agli intellettuali, artisti, uomini e donne di tutte le fedi, affinché levino forte la propria voce e si mobilitino in ogni città per costringere governi, Unione Europea e Onu ad assumere una immediata iniziativa politico-diplomatica perfermare il massacro.

Mobilitiamoci in ogni città per:

– un cessate il fuoco immediato e duraturo;

– la fine del blocco degli aiuti e l’assedio alla popolazione da parte israeliana;

– il varo di sanzioni economiche nei confronti d’Israele e la sospensione dell’accordo di  partenariato Ue/Israele;

– il blocco reale di tutte le commesse di armamenti;

– il riconoscimento da parte dell’Italia e della Ue dello Stato di Palestina;

– l’adozione di “provvedimenti ombrello da parte della Ue” a protezione dei giudici internazionali della Corte e del tribunale dell’Aja dalle sanzioni e dalle ritorsioni decise dall’amministrazione USA.

Firma qui la petizione

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