Intervista con Giulia Petrungaro: “Cercando Itaca non è una destinazione ma un modo di vivere i giorni”

“Arianna rappresenta per me una sorta di mito. È coraggiosa, determinata, affronta il suo viaggio senza pregiudizio e cerca solo un motivo per tornare a casa”. Giulia Petrungaro, attrice che il pubblico ha già avuto modo di apprezzare in serie quali “Il Paradiso delle Signore”, “Blanca 2”, “I Fratelli Corsaro”, “Ninfa dormiente”, è attualmente al cinema con il film “Cercando Itaca”, diretto da Sergio Basso, in cui interpreta la protagonista, Arianna, una abusiva migrata ad Amburgo dalla Calabria, dove deve tornare alla morte della nonna per recuperare la sua eredità. Ottiene solo una capra, Jiulia.

Mentre prende il sole sulla spiaggia in attesa del treno per Amburgo, il suo sonno viene interrotto dalle urla di un uomo che sta annegando: si sveglia e istintivamente lo tira in salvo. Lui si presenta: è Ulisse. Arianna è così convinta di aver salvato il pazzo del villaggio; come se non bastasse, mentre era impegnata a salvarlo, le è stato rubato lo zaino con i suoi documenti e pochi soldi. Ma più viaggia per la Calabria per dare una mano al folle, più si rende conto che l’uomo al suo fianco è in realtà Ulisse: un cortocircuito onirico le sta concedendo un viaggio privilegiato con il mito, alla riscoperta della sua terra. Ulisse sta cercando il ghostwriter di Omero, Teagene di Reggio, per provare a cambiare il finale del suo racconto.

“Cercando Itaca”, prodotto dalla Pega Production di Giuseppe Gambacorta con il contributo della Fondazione Calabria Film Commission e del Ministero della Cultura, è stato girato a Reggio Calabria, Villa San Giovanni, Palmi, Melicuccà, Riace, Pentidattilo, Capo Vaticano, Parco Scolacium, e Capo Colonna.

Giulia, nel film “Cercando Itaca” interpreti Arianna, cosa ti ha più affascinato di questo personaggio?

“Arianna rappresenta per me una sorta di mito. È coraggiosa, determinata, affronta il suo viaggio senza pregiudizio e cerca solo un motivo per tornare a casa. Ha una forte personalità e questo è uno degli aspetti che più mi ha divertita e affascinata allo stesso tempo”.

Hai trovato dei tratti in comune con lei?

“Arianna ha un rapporto intenso, a volte contraddittorio, con le sue origini e questo ci accomuna molto. È una ragazza estroversa ma alle volte anche silenziosa, non sempre viene compresa e in questo mi ritrovo abbastanza”.

Qual è il tuo legame con la tua terra, la Calabria?

“Esattamente come il personaggio ho un rapporto conflittuale. La Calabria è una terra con grandi potenzialità che non sfrutta al 100%”.


 
⁠In una battuta di “Cercando Itaca” Ulisse dice ad Arianna “Ha coraggio soltanto chi ha paura”, sei concorde con questa affermazione?

“Assolutamente sì. Credo che la paura possa essere anche una cosa positiva, che stimola. Ci fa capire quanto è importante il nostro desiderio e spesso la paura stessa ci insegna e ci permette di superarla”.

Qual è il tuo rapporto con la mitologia e con i poemi epici?

“Certamente i miti hanno costituito una parte fondamentale delle mie prime esperienze di lettura. Non sono una fan della mitologia Greca ma l’ho sempre studiata in accademia e soprattutto a scuola”.

Nel film viene citata la poesia di Kostantinos Kavafis “Quando ti metterai in viaggio per Itaca, devi augurarti che la strada sia lunga, piena di avventura, piena di conoscenza”. C’è un viaggio che hai fatto, geografico o interiore, che ti ha dato la sensazione di aver trovato la tua Itaca?

“Forse non ancora, o meglio non del tutto. “Cercando Itaca” non è una destinazione ma un modo di vivere i giorni. Credo sia questo il mio viaggio, il presente”.

Da “Cercando Itaca” passa anche un messaggio prezioso sull’importanza dell’inclusione e dell’accoglienza pensando al modello Riace…

“Ecco, rispondendo alla domanda di prima, questo è l’aspetto più gentile di Arianna. Riace appunto dovrebbe essere un modello da seguire più che una sentenza”.

In quali progetti sarai prossimamente impegnata?

“A maggio e a giugno sarò sul set della terza stagione della serie “I casi di Teresa Battaglia””.

di Francesca Monti

credit foto ufficio stampa

Si ringrazia Licia Gargiulo

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