“Ho diretto questo film da regista ma anche da padre. Avendo una figlia della stessa età della protagonista, tante volte mi sono chiesto: e se accadesse qualcosa, se uno dei miei figli si dimostrasse diverso da come l’ho sempre immaginato cambierebbero i miei sentimenti verso di lui? Ho raccontato questa storia con molta delicatezza, con attenzione, tentando di non ferire e di non infierire, di essere solamente un obiettivo che riprende, senza giudicare, senza mai soffermarmi sulla parte violenta della storia ma tentando di dare luce alle conseguenze”. Ivano De Matteo dirige “Una figlia”, film che vede protagonisti Stefano Accorsi e Ginevra Francesconi, insieme a Michela Cescon e Thony, prodotto da Rodeo Drive con Rai Cinema, nelle sale dal 24 aprile con 01 Distribution.
Pietro è un uomo di mezza età rimasto vedovo con una figlia che ha cresciuto con amore e dedizione in un rapporto esclusivo, totalizzante, in cui uno curava le ferite dell’altro attraverso le proprie. Quando, dopo qualche anno, proverà a rifarsi una vita con una nuova compagna, non tutto andrà come sognato: la reazione di sua figlia sarà esplosiva e Pietro sarà messo a dura prova.
Ivano, il suo nuovo film “Una figlia” racconta un dramma familiare liberamente ispirato al romanzo di Ciro Noja “Qualunque cosa accada”. Come nasce l’idea?
“Quando abbiamo letto il libro ci è venuta in mente una dichiarazione che aveva fatto il papà di Erika del famoso delitto di Novi Ligure. Il libro ricordava molto quel caso e abbiamo deciso di cominciare a raccontare una storia con protagonista una ragazza chiaramente molto diversa, abbiamo quindi riscritto il personaggio in tutt’altra maniera, non descrivendola come un mostro”.
Come ha lavorato insieme a Stefano Accorsi e Ginevra Francesconi nella creazione di questo rapporto così complesso tra padre e figlia?
“Ho fatto lo stesso lavoro di quando avevo girato “Mia” con Edoardo Leo e Greta Gasbarri. Ho messo vicini gli attori e ho cercato di creare in quel momento, in quelle sei settimane in cui abbiamo girato, un rapporto vero, genitoriale. Spesso per interpretare dei ruoli di padre o di madre cerco attori che abbiano dei figli, in questo caso con Stefano Accorsi sono andato tranquillo perché ne ha quattro. Secondo me essere genitori e lavorare su questo tipo di film è un plus perché poi vado a cercare di toccare determinate corde da padre”.

credit foto Francesca Fago
All’inizio del film si vede la scritta “siamo tutti buoni o cattivi, dipende da chi racconta la favola”. Quali riflessioni vorrebbe arrivassero agli spettatori che vedranno al cinema una figlia?
“La cosa particolare è che quella frase l’abbiamo trovata in un’abitazione che abbiamo preso come location. La figlia della padrona di casa si chiamava per pura casualità Sofia e aveva 18 anni, quella era la sua stanza, quindi io non ho toccato nulla delle scritte presenti e poi abbiamo aggiunto le foto. Quella scritta mi è piaciuta molto e l’ho inquadrata col riflesso”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Viviana Ronzitti – Kinoweb
Special thanks agli operatori di Coming Soon
