“La solitudine, l’attrazione dell’amore, il desiderio di essere compresi, tutto questo ha ispirato il modo in cui abbiamo affrontato le canzoni presenti nell’album”. Jiseok, Chanyeon e Hyunjin compongono il gruppo K-POP Big Ocean, sono tre giovani ragazzi sordi che sono diventati dei veri e propri standard per l’inclusione, la condivisione, la connessione, il superamento di sé stessi, la creatività e lo spirito di comunità. I tre artisti utilizzano un mix di lingua dei segni coreana (KSL), americana (ASL) e internazionale (ISL).
Il 20 aprile è uscito il loro disco “Underwater” il cui tema centrale è il tritone, essere leggendario metà uomo e metà pesce, e la sua trasformazione interiore. Mentre lottava per trovare il suo equilibrio sulla terra ferma, si rende conto che è nelle profondità che può farlo e moltiplicare il suo potenziale. L’oceano è uno spazio infinito pieno di promesse. Per questo basta accettare di andare nelle profondità delle acque e abbracciare l’oscurità per rinascere molto più forte. L’EP è concepito come un melodramma che ci svela la trasformazione dei cantanti e la loro rinascita, ma è anche una metafora del cammino che ognuno di noi deve percorrere per trovare se stesso, indipendentemente dal nostro aspetto o dalle nostre capacità fisiche.
In seguito ad un incidente durante l’infanzia il cantante principale del gruppo, Park HyunJin, ha perso l’udito dall’orecchio sinistro. Grazie ad un impianto cocleare, ha iniziato ad imparare l’inglese e a suonare il pianoforte. In seguito, si è dedicato alla creazione di contenuti su YouTube diventando un influencer e completando gli studi universitari, per sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi dell’udito.
Lee ChanYeon, il rapper del gruppo, ha subito un intervento di impianto cocleare in entrambe le orecchie. Con questo sistema, i suoni non sono necessariamente piacevoli ed è dopo aver effettuato lunghe sessioni di musicoterapia che si è interessato alla musica. È un vero professionista dell’udito poiché prima di lanciarsi in quest’avventura era un audiologo.
Kim JiSeok è il più giovane, il «maknae» ed anche il ballerino del gruppo. È nato con problemi di udito e ha frequentato una scuola speciale. È uno sportivo esperto perché prima di entrare nei Big Ocean, faceva parte della squadra nazionale coreana di sci. Il suo sogno era quello di diventare un attore e il suo primo drama è uscito il 20 aprile su KBS.
Lo scorso 23 aprile i Big Ocean hanno fatto tappa con il loro primo tour europeo “Underwater” a Milano, al Legend Club e in quell’occasione abbiamo realizzato un’intervista con loro.

Jisuk, Chanyeon, Hyunjin, “Underwater” è il vostro primo EP che mostra la vostra trasformazione e rinascita con il Tritone come tema centrale, ed è anche una metafora del percorso che ognuno di noi deve fare per trovare se stesso. Come avete lavorato a questo disco?
Chanyeon: “Con Underwater volevamo esplorare le emozioni più profonde, quelle di cui non è sempre facile parlare ma che fanno parte dell’essere umano. È come immergersi in sentimenti che abbiamo tenuto sotto la superficie. La musica porta con sé questo tipo di intensità e desiderio, soprattutto in senso romantico”.
PJ (Hyunjin): “L’intero concetto di Underwater è costruito intorno all’immagine del tritone, inteso come qualcuno che desidera un legame ma si sente fuori posto. La solitudine, l’attrazione dell’amore, il desiderio di essere compresi: tutto questo ha ispirato il modo in cui abbiamo affrontato le canzoni. C’è qualcosa di molto vulnerabile e potente in questo”.
Jiseok: “Volevamo esprimere cosa significa amare con tutto il cuore, anche quando fa male. Ogni brano porta con sé uno strato diverso di questo sentimento, dal dolore della separazione in Sinking alla passione audace di Attention. È romantico nel modo in cui le emozioni possono spazzarti via, proprio come l’oceano”.
Quando la musica è entrata nella vostra vita?
PJ: “Prima di diventare famoso, lavoravo come YouTuber creando contenuti sulle disabilità uditive e sull’accessibilità. Sono entrato in contatto con Parastar (l’agenzia che un anno fa ha avuto l’idea di lanciare un gruppo K-POP composto da tre giovani ragazzi sordi, ndr) attraverso conversazioni sull’uso dell’arte per creare inclusione e la visione che condividevano ha risuonato profondamente dentro di me. Ho sentito che era il posto giusto per trasformare il mio messaggio in musica e raggiungere più persone”.
Chanyeon: “Lavoravo come audiologo, quindi avevo un’esperienza diretta nell’assistenza ai pazienti con problemi di udito. Ma volevo fare di più, entrare in contatto con le persone dal punto di vista emotivo e artistico. Quando ho saputo della missione di Parastar, ho capito che si trattava di un’opportunità per unire la musica e il linguaggio dei segni in un modo potente”.
Jiseok: “Prima ero uno sciatore alpino, ma una volta ho partecipato a un evento organizzato da Parastar per sostenere PJ. È stato allora che sono stato notato per la prima volta. In seguito, quando la Parastar ha aperto ufficialmente le audizioni, sono stato invitato e così è iniziato il mio viaggio. Entrare nel gruppo mi ha dato l’opportunità di esprimermi in modi che non avrei mai immaginato”.
Qual è il messaggio che volete trasmettere attraverso la vostra musica?
PJ: “Siamo sempre aperti a esplorare nuovi suoni e stili che ci aiutino a esprimerci più profondamente. Man mano che cresciamo, vogliamo che la nostra musica cresca con noi, riflettendo emozioni, storie e momenti diversi del nostro percorso”.
Chanyeon: “La cosa più importante è che ogni canzone sia onesta e legata a ciò che siamo. Se un certo suono ci aiuta a raggiungere un’emozione in modo significativo, lo abbracceremo”.
Jiseok: “Non vogliamo limitarci. Speriamo di continuare a evolverci musicalmente, trovando nuovi modi per comunicare e connetterci, un passo alla volta”.
Il 23 aprile vi siete esibiti al Legends Club di Milano per la prima tappa del vostro tour europeo “Underwater”. Com’è andata la performance?
PJ: “Ai nostri cari fan italiani, grazie per averci sostenuto con tanto calore ed entusiasmo. Abbiamo sentito il vostro amore durante il nostro concerto e siamo così entusiasti di rivedervi. Abbiamo lavorato duramente per portare sul palco qualcosa di speciale!”.
Chanyeon: “Ogni messaggio, ogni applauso e ogni segno di sostegno dall’Italia significa molto per noi. Portiamo il vostro amore con noi”.
Jiseok: “Grazie per averci accolto a braccia aperte. Abbiamo sentito la vostra energia e abbiamo creato ricordi indimenticabili insieme!”.

Jisuk, Chanyeon, Hyunjin, “Underwater” is your first EP showing your transformation and rebirth with the Triton as the central theme, and it is also a metaphor for the path each of us must take to find ourselves. How did you work on this record?
Chanyeon: “With Underwater, we wanted to explore deeper emotions—ones that aren’t always easy to talk about but are part of being human. It’s like diving into feelings we’ve kept beneath the surface. The music carries that kind of intensity and longing, especially in a romantic sense”.
PJ (Hyunjin): “The whole concept of Underwater is built around the image of the merman—someone who desires connection but feels out of place. That loneliness, the pull of love, the desire to be understood—all of that inspired the way we approached the songs. There’s something very vulnerable yet powerful in that”.
Jiseok: “We wanted to express what it’s like to love with your whole heart, even when it hurts. Each track carries a different layer of that feeling—from the ache of separation in Sinking, to the bold passion of Attention. It’s romantic in the way that emotions can sweep you away, just like the ocean”.
When did music come into your life?
PJ: “Before becoming an idol, I was working as a YouTuber creating content about hearing disabilities and accessibility. I first connected with Parastar through conversations about using art to create inclusion, and the vision they shared resonated deeply with me. I felt it was the right place to turn my message into music and reach more people”.
Chanyeon: “I used to work as an audiologist, so I had firsthand experience supporting patients with hearing loss. But I wanted to do more—to connect with people emotionally and artistically. When I learned about Parastar’s mission, I realized it was a chance to bring music and sign language together in a powerful way”.
Jiseok: “I was an alpine skier before, but I once attended a Parastar-organized event to support PJ. That was when I was first noticed. Later, when Parastar officially opened auditions, I was invited and that’s how my journey began. Joining the company gave me the opportunity to express myself in ways I never imagined”.
What is the message you want to convey through your music?
PJ: “We’re always open to exploring new sounds and styles that help us express ourselves more deeply. As we grow, we want our music to grow with us—reflecting different emotions, stories, and moments in our journey”.
Chanyeon: “What matters most is that each song feels honest and connected to who we are. If a certain sound helps us reach Pados in a meaningful way, we’ll embrace it”.
Jiseok: “We don’t want to limit ourselves. We hope to keep evolving musically, finding fresh ways to communicate and connect—one step at a time”.
On April 23, Big Ocean performed at the Legends Club in Milan for the first leg of their European “Underwater” tour. How did the performance go?
PJ: “To our dear Pados in Italy, thank you for supporting us with such warmth and enthusiasm. We felt your love during our concert, and we’re so excited to see you again. We’ve worked hard to bring something special to the stage!”.
Chanyeon: “Every message, every cheer, and every sign of support from Italy means so much to us. We carry your love with us”.
Jiseok: “Thank you for welcoming us with open arms. We felt your energy, and created unforgettable memories together!”.
di Francesca Monti
Si ringraziano Valentina e Veronica Privitera
