Margherita Vicario, attrice, regista e cantautrice, con il film “Gloria!”da lei diretto ha conquistato tre premi ai David di Donatello 2025 per il miglior esordio alla regia, per la miglior canzone originale, “Aria”, e per il miglior compositore.
“Gloria!” è ambientato a Venezia alla fine del Settecento, nell’Istituto Sant’Ignazio, un vecchio collegio musicale per ragazze. La protagonista è Teresa (Galatea Bellugi), che si occupa delle faccende più umili e ha un grande talento visionario. Un giorno viene annunciata la visita di Papa Pio VII al collegio e Teresa scopre in magazzino un pianoforte mai usato. Così mentre il rude maestro di cappella Perlina prova a comporre un inedito per il Pontefice, la ragazza con un gruppo di quattro musiciste crea una musica ribelle, leggera e moderna.
Abbiamo intervistato Margherita Vicario a margine della presentazione dei candidati ai David di Donatello 2025 al Quirinale in presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Margherita, quest’anno hai fatto incetta di candidature, ben nove, ai David di Donatello 2025 con il tuo primo film da regista, “Gloria!”…
“Sono molto contenta, soddisfatta, sorpresa per queste candidature, e mi godo la festa”.
Com’è nata l’idea di questa tua opera prima?
“Volevo fare un film mettendoci tutto l’amore che ho per la musica e quello che essa rappresenta per me, ma anche raccontare la storia nascosta di tantissime compositrici che non sono state storicizzate. Quindi ho fatto un’opera di fantasia su un punto di partenza invece reale”.
Queste donne appassionate di musica ai tempi non avevano la possibilità di emergere, di mostrare il proprio talento, a differenza di oggi…
“Esattamente. E’ una storia ambientata tre secoli fa ma per certi versi parla anche di oggi”.
A proposito di musica, tu sei anche una cantautrice, ci sono novità in arrivo?
“Al momento sto lavorando a nuova musica”.
Che cosa rappresenta per te il cinema?
“Il cinema è la summa di tutte le arti, è una libertà secondo me anche di espressione perché si può condire di qualsiasi cosa”.
di Francesca Monti
