Il cielo è rossoblù sull’Olimpico di Roma. Una rete nella fase iniziale della ripresa regala la Coppa Italia (la terza della sua storia) ad un Bologna coraggioso e determinato che gestisce la finale e supera per 1-0 un Milan troppo rinunciatario e poco propositivo.
L’avvio della finale è scoppiettante con Maignan che all’ottavo minuto compie un grande intervento sul colpo di testa di Castro e Skorupski che risponde al collega dopo due minuti, evitando un autorete su deviazione di Beukema e ripetendosi due volte su Jovic. Dopo un quarto d’ora emozionante le due finaliste tirano il fiato e rallentano i ritmi. Il Bologna continua a giocare senza timori reverenziali e gestisce il possesso palla, aggredendo rapidamente i portatori di palla rosso-neri. Il Milan fatica a ripartire e si affida ad estemporanei passaggi filtranti per Leao. La finale resta molto tattica con poche occasioni da rete. Nel finale di primo tempo si scaldano gli animi. Dopo una parata centrale di Maignan, Leao subisce un intervento piuttosto duro da parte di Ferguson che viene ammunito. La panchina rossonera si alza in piedi e protesta perché avrebbe voluto un provvedimento più grave, ma Mariani è irremovibile sulla sua decisione.
La ripresa inizia con ritmi più elevati e con entrambe le finaliste che attaccano alla ricerca della rete. Il goal è nell’aria ed arriva puntuale al 53° per merito di Ndoye, abile a liberarsi in area di rigore e risolvere una mischia innescata da una precedente incursione di Orsolini. Il fantasista rossoblu supera un avversario e trova il varco giusto per superare Maignan. Inevitabilmente il Milan deve reagire e prova ad alzare il proprio baricentro, ma il Bologna, sostenuto dai numerosi tifosi giunti nella capitale, non arretra e cerca di mantenere alta la sua linea difensiva. Conceiçao prova qualche cambio modificando la difesa a quattro ed inserendo il portoghese Joao Felix, Walker e Gimenez. Proprio il fantasista lusitano ha sui piedi una palla invitante su azione di calcio d’angolo ma svirgola malamente mandando la sfera a lato. Skorupski risolve un paio di mischie ed al 75° Italiano manda sul terreno di gioco anche l’ex di turno Davide Calabria. Gli uomini di Conceiçao continuano ad attaccare puntando sulle veloci ripartenze, ma non riescono ad assediare la difesa felsinea, mentre l’allenatore emiliano sostiene da bordo campo la sua squadra incitando gli attaccanti a continuare il pressing alto per togliere fiato ai centrocampisti del Milan. Abraham e Chukwueze sono le ultime armi utilizzate da Conceiçao che confida in un lancio lungo “in the box” per riequilibrare la finale. L’arbitro Mariani concede addirittura sei minuti di recupero giustificati dalle numerose pause per problemi fisici dei giocatori in campo. I rossoblù sono temporaneamente in dieci per medicare alla testa Beukema ed il Milan prova ad approfittarne. Il giocatore felsineo rientra in campo con una vistosa fasciatura perché Italiano ha utilizzato tutte le sostituzioni a sua disposizione. Il Bologna prova ad uscire dalla sua metà campo con una azione solitaria di Odgaard ma Maignan è attento e blocca a terra la conclusione. Gli schemi sono saltati con i rossoneri che si buttano in attacco con la forza della disperazione. Gli ultimi lanci in area non servono a nulla, i difensori emiliani dominano di testa e sull’ultimo scontro fra Calabria e Leao, l’arbitro Mariani fischia la fine dell’incontro che si conclude con il trionfo del Bologna.
La TV inquadra la gioia di Cesare Cremonini, Gianni Morandi e di tutti i tifosi della curva Bulgarelli che dopo 51 anni possono alzare nuovamente un trofeo, portando a Bologna la terza Coppa Italia della sua storia gloriosa.
Ai microfoni di Mediaset Italiano esterna la sua gioia: “Dopo alcune delusioni questa Coppa è davvero meritata perché i ragazzi hanno fatto una prestazione incredibile che riempie di gioia noi e tutta la nostra gente che ci ha seguito all’Olimpico. Per me è una rivincita veramente grande dopo le ultime due finali perse e devo fare una dedica speciale a Joe Barone, alla sua famiglia, ai suoi figli che ci sono sempre stati vicino. Il nostro è stato un percorso in crescendo ed oggi abbiamo raccolto il giusto premio che ci ripaga di tante fatiche”.
di Fulvio Saracco
credit foto X Lega Serie A
