Grande successo per Radio Italia Live – Il Concerto, lo straordinario evento dal vivo che venerdì 30 maggio, come ogni anno, ha radunato un pubblico entusiasta in una Piazza Duomo di Milano gremita per l’occasione.
Tanti gli artisti che si sono alternati sul palco, accompagnati dalla Radio Italia Live Orchestra diretta dal Maestro Bruno Santori: ad aprire le danze è stato Lucio Corsi con “Cosa faremo da grandi?”, “Situazione complicata” e “Volevo essere un duro”, seguito dalle performance di Fedez con “Battito”, “Pensavo fosse amore e invece…” e “Scelte stupide” con Clara, e da Marco Masini con “Allora ciao”, “T’innamorerai” e “Bella stronza” con Fedez.

Brunori Sas ha cantato “La verità”, il brano sanremese “L’albero delle noci” e “Per due che come noi” mentre i Pinguini Tattici Nucleari hanno proposto “Rubami la notte”, “Islanda” e “Giovani Wannabe”.

Il vincitore di Sanremo 2025 Olly ha trasformato Piazza Duomo in un karaoke con “Devastante”, “Scarabocchi” e “Balorda nostalgia”, mentre Giorgia ha incantato il pubblico con la sua magica voce cantando “Come saprei”, “Credo” e “La cura per me”.

Il live è proseguito con Fabri Fibra che ha proposto “In Italia 2024”, “Stavo pensando a te” e “Che gusto c’è” insieme a Tredici Pietro, mentre Irama ha portato sul palco “Lentamente”, “Nera” e “Tu no”, invece Alfa ha imbracciato la chitarra e si è esibito in “Vai!”, “A me mi piace” e “Il filo rosso”.

Gran finale con Achille Lauro in “Amore disperato”, “Amor” e la romantica “Incoscienti giovani” e con Elodie che ha cantato “Dimenticarsi alle 7”, “Mi ami mi odi” e “Due”, chiudendo tre ore ininterrotte di show all’insegna della grande musica italiana.

A presentarli le voci di Radio Italia Giuditta Arecco, Daniela Cappelletti, Marco Falivelli, Francesca Leto, Mauro Marino, Enzo Miccio, Paoletta e Emiliano Picardi.
Trasmesso in diretta su Radio Italia solomusicaitaliana, Radio Italia Tv e in streaming audio/video su radioitalia.it, l’evento ha anche generato sui social un boom di contenuti, con l’hashtag #rillive.
credit foto Francesco Prandoni
