100 Minuti: su La7 in prima serata la Silicon Valley in “American Psycho”

Lunedì 2 giugno alle 21:15 su La7 torna 100 minuti, il programma di inchieste di Corrado Formigli e Alberto Nerazzini.

L’inchiesta al centro di questa puntata – dal titolo “American Psycho” e firmata da Gregorio Romeo – indaga il cuore ideologico della Silicon Valley contemporanea. Non più solo un luogo di innovazione, ma un laboratorio di idee estreme, dove si immagina un futuro post-democratico governato da algoritmi, intelligenze artificiali e tecnocrati.

Al centro del racconto, l’ascesa politica di Elon Musk: dalla tecnologia al governo, dai razzi alle piattaforme digitali, passando per la selezione genetica e l’informazione manipolata. Cosa succede quando chi costruisce il futuro pretende anche di governarlo?

Un potere – quello della Silicon Valley – che dialoga sempre più apertamente con l’America trumpiana, come dimostra la parabola di J.D. Vance, oggi vicepresidente degli Stati Uniti. Figura ponte tra l’ideologia tecnocratica e il populismo ultraconservatore, Vance incarna la sintesi più pericolosa di questo nuovo paradigma politico: un’alleanza tra big tech, autoritarismo e disprezzo per le regole democratiche.

E ancora. Un racconto immersivo dentro il mondo dei pronatalisti convinti che praticano la selezione genetica degli embrioni e promuovono una visione del mondo basata sull’élite tecnologica: contrari al suffragio universale, immaginano un futuro in cui solo chi contribuisce di più – economicamente o generando figli – dovrebbe poter decidere.

Tante le domande che emergono dall’inchiesta di Gregorio Romeo: è ancora la democrazia a decidere, o stiamo entrando in una nuova era di dominio elitario? Qual è il prezzo umano e sociale della corsa al progresso? E soprattutto: possiamo ancora permetterci di chiamarlo “progresso”?

Una narrazione fatta di testimonianze dirette, storie simboliche e scenari distopici sempre più reali. Dall’infanzia progettata in laboratorio alla deregulation più feroce, “American Psycho” ci obbliga a guardare in faccia l’ideologia della nuova élite tecnologica.

Ospite della puntata, intervistata da Corrado Formigli e Alberto Nerazzini, la professoressa Nadia Urbinati, politologa e docente alla Columbia University, tra le voci più autorevoli nel dibattito sulla crisi della democrazia liberale.

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