Intervista con il cantautore e autore Ilario De Angelis: “Non esiste un mondo privo di musica ed è per questo motivo che rappresenta sempre il mezzo più efficace per veicolare un messaggio”

“Indefinita” è il nuovo brano, intenso e profondo, del cantautore e autore Ilario De Angelis, cantato con Celeste Scimenes che, attraverso tre storie realmente accadute in provincia di Foggia, indaga le conseguenze tragiche della violenza e delle relazioni tossiche, invitando alla riflessione e alla consapevolezza.

In questa intervista Ilario De Angelis ci ha parlato della canzone, ma anche del progetto “Liberi con la musica”, realizzato con i Detenuti della Casa Circondariale di San Severo, e dei brani che ha scritto per giovani talenti tra i quali Simone Maghernino, in arte MagoS, e Lea Mininno, dando loro modo di mostrare le proprie qualità e favorendone l’inclusione.

Ilario, è uscito “Indefinita”, di cui firma testo e musica. Come ha lavorato a questo brano che affronta tematiche importanti e purtroppo sempre attuali come la violenza di genere e le relazioni tossiche?

“Mi sono trovato purtroppo coinvolto in tre storie vere di di cronaca nera che hanno toccato tre miei amici: Giovanna, assassinata dal marito; Gianni, suicidatosi perché la moglie lo ha lasciato; e Alex, ingiustamente incriminato di stupro dalla compagna che lo ricattava per soldi. Un messaggio potente che invita alla riflessione e alla consapevolezza. Mi sono chiesto: ma l’amore non dovrebbe portare amore invece che morte? La vita è indefinita. In questa canzone, poi, ho deciso di usare un sound totalmente diverso dai miei precedenti brani, un ritmo travolgente, un dialogo in musica, suoni e voci all’unisono”.

Com’è nata la collaborazione con Celeste Scimenes?

“Nella mia carriera artistica ho duettato e ho avuto diversi feat, ma questa volta mi serviva una voce nuova, fuori da ogni schema, e incredibilmente si è riscontrata anche nella sua particolare personalità. Infatti, oltre a duettare, ho deciso di fare con Celeste anche il videoclip, individuando in lei il personaggio principale della canzone, Giovanna, che è stata sparata in casa dal marito davanti ai figli, un amore malato da parte di quest’uomo che non accettava che non lo amasse più. Celeste, che è una persona umile che ama profondamente la sua passione, la musica, che poi è anche il suo lavoro, si è calata in modo deciso in tale ruolo, rappresentando la canzone sia con il corpo che con la voce”.

Quale ruolo può avere oggi la musica nel far riflettere le persone su certi temi?

“La musica penetra profondamente nell’anima delle persone, nelle loro abitazioni e nelle loro esistenze. Non esiste un mondo privo di musica, ed è per questo motivo che essa rappresenta sempre il mezzo più efficace per veicolare un messaggio. È cambiato soltanto il modo di fruirla: in passato si utilizzavano i CD, mentre attualmente la maggior parte delle persone ascolta tramite smartphone. Tutto è digitale, accessibile a chiunque, rapido e meno romantico; tuttavia, se si considera che con un unico dispositivo è possibile ascoltare, vedere e scaricare musica, ciò risulta straordinario. Di grande rilevanza sono anche i social network, che ci consentono di condividere
gratuitamente i nostri progetti discografici”.

Cosa ci racconta invece riguardo “Liberi con la musica”, realizzato con i Detenuti della Casa Circondariale di San Severo?

“E’ stata un’esperienza incredibile, faticosa, difficile, molto delicata che mi ha arricchito ancora di più, perchè ho capito che, in ogni contesto, se proponi qualcosa di buono ne uscirà altrettanto anche da chi non avresti mai pensato. Sono entrato nella casa circondariale di San Severo con un sogno, una canzone, e non sapevo chi avrei trovato e nemmeno il modo per poterlo fare. Ho conosciuto, tramite un laboratorio musicale, che aveva il fine proprio di reclutare i protagonisti di questo progetto, tanti ragazzi, detenuti, con storie diverse.
Tre di loro hanno resistito fino alla fine, ci hanno creduto e così ho potuto realizzare qualcosa di incredibile. Ho dovuto fare tutto all’interno dell’istituto penitenziario e ogni cosa, anche la minima, necessitava l’autorizzazione del ministero. Abbiamo registrato le voci dentro una stanza,
portando da fuori tutta l’attrezzatura, anche il videoclip è stato girato nell’Istituto, con pochi mezzi a disposizione. Alla fine ci siamo riusciti. Devo ringraziare Nicola, Sebastiano e Francesco che hanno creduto fino in fondo a questo progetto incredibile, oltre alla Direzione del Carcere, la polizia penitenziaria, i funzionari pedagogici e ovviamente il mio arrangiatore Edgardo Caputo e il mio Videomaker Alessandro Russi”.

Ilario de Angelis con MagoS e la sua famiglia

Ilario de Angelis con Lea Mininno e la sua famiglia

Come autore ha firmato brani per giovani talenti tra i quali Simone Maghernino, in arte MagoS, e Lea Mininno, dando loro modo di mostrare le proprie qualità e favorendone l’inclusione attraverso la musica…

“Io amo da sempre l’inclusione che pratico da anni con il mio lavoro di insegnante di educazione fisica, Titolare e Istruttore della mia palestra. Anche nella musica, come cantautore o meglio come autore ho fermi questi principi. Con Magos, grazie alla collaborazione con sua mamma Luisa, follemente pazza di sogni come me, e abbiamo realizzato Ali in tasca arrivando al successo nazionale. Tutti hanno parlato di questo immenso e primo in assoluto progetto discografico per un meraviglioso ragazzo Autistico. In principio solo io e Luisa ci credevamo, ma poi abbiamo aperto un mondo a tutti. Con Lea invece ho realizzato due grandi progetti, Esisto e Sorprendo. L’ho conosciuta per caso dietro le quinte del teatro G.Verdi di San Severo, durante uno spettacolo di beneficenza del centro per diversamente abili che Lea frequenta. Tra tutti mi ha colpito la sua voce, il suo carattere, e anche con lei stiamo realizzando cose davvero impensabili. Per riallarciarmi all’inclusione, ci tengo a raccontarvi che ho scritto anche un brano molto forte per la sua età ma che ha interpretato con maestria e professionalità, Nel mare il mio destino, per una giovane artista, un nuovo talento musicale, Mariapia Pennacchia”.

Quali sono i suoi prossimi progetti?

“Ho composto sedici brani autobiografici, raccontando integralmente la mia vita; ho scritto per giovani speciali sui quali pochi avrebbero scommesso, per talenti emergenti e persino per i detenuti durante una mia visita in carcere. Non oso immaginare dove il mio istinto creativo mi condurrà ancora (sorride). Non decido a priori dove o per chi scrivere: lo faccio quando sento dentro di me un’emozione che desidera manifestarsi. Non ho mai pianificato una canzone a tavolino, poiché agisco d’istinto; solitamente sono io a scegliere il soggetto (scherza). Posso solo anticipare che prossimamente uscirà una “smart song”, un piccolo pensiero che ho scritto nella notte in cui sono diventato nonno a quarantotto anni, per la nascita di mia nipote Ambra. Ho così scoperto una nuova forma di amore che avvolge, confonde e riempie tutto lo spazio interiore rimasto. Il breve ed intenso brano si intitola “Stella della notte””.

di Francesca Monti

credit foto profilo Facebook Ilario De Angelis

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