Intervista ad Iva Zanicchi sul nuovo singolo “Dolce Far Niente” prima del live a Città Sant’Angelo: “È una canzone leggera, adatta per l’estate”

L’intervista ad Iva Zanicchi, prima del live all’Outlet Village di Città Sant’Angelo (PE), è stata l’occasione per parlare del suo nuovo brano “Dolce Far Niente”, composto dai DJ A-Clarke e Vinny, della sua lunga carriera e delle straordinarie interpretazioni, a conferma di essere “nata di luna buona”.

Iva, quest’estate ci sta di nuovo sorprendendo con il singolo “Dolce Far Niente” dove abbiamo l’incontro di due mondi: la melodia italiana e il bel canto di Iva Zanicchi con i dj producer A-Clarke e Vinny e il loro ritmo afro-house. Cosa nasce dall’unione di questi due universi musicali?

“Innanzitutto la curiosità di potermi cimentare con questi nuovi ragazzi, con questa musica. Come hai detto giustamente, io canto nel modo più tradizionale possibile e ho cercato di essere lineare per dar modo a loro poi di sfogare nell’inciso con questo ritmo afro-house. Mi sono divertita. Appena ho sentito il brano ho detto “sì ragazzi, dai facciamolo”. È una canzone leggera, carina per l’estate e spero che piaccia ascoltandola anche sulle spiagge”.

Quale è il messaggio finale che vorrebbe rimanesse nella testa degli ascoltatori?

“Intanto mi ha colpito il testo, la prima frase “dolce far niente, dolce come una poesia” in quanto io sono fondamentalmente pigra, anche se non sembra. E come tutti i grandi pigri ho un senso di colpa e di conseguenza faccio troppo. Io dico sempre: la pigrizia è importante, perché se ti fermi e fai riposare il corpo, la mente non riposa, non ce la fa e inizia a volare. Io elaboro, faccio progetti, penso, ed è bellissimo. La canzone mi ha aiutato in questo”.

Nel suo libro “Nata di luna buona” ha scritto che la curiosità è stata la molla che l’ha spinta ad osare per raggiungere dei risultati impensabili per una bambina nata a Vaglie di Ligonchio. E nonostante questi risultati lei è stata tutto tranne che diva nella sua carriera. Direi più che altro che lei ha dato tutto per il pubblico, e questo è stato d’Iva, con l’apostrofo. La tv ha giocato un ruolo importante in questa connessione con la gente?

“Sicuramente! A volte la televisione viene sfruttata male ma personalmente ho sempre amato moltissimo il piccolo schermo e continuo ad amarlo. Per dieci anni ho condotto “OK, il prezzo è giusto” e quando l’ho lasciato la gente ci è rimasta male. Ho ricevuto infatti tante lettere che mi chiedevano di restare ma non si poteva continuare. Era una trasmissione pulita, carina, che entrava nelle famiglie e ha aiutato ad instaurare un rapporto familiare col pubblico e questo a me ha fatto molto piacere”.

“D’Iva” è anche un suo album del 1980 in cui sono presenti molte canzoni scritte per lei da Cristiano Malgioglio e, all’interno del cd “Iva Zanicchi canta Cristiano Malgioglio”, riporta che per lei ha raccontato tantissime sfaccettature dell’amore. Come ha fatto ad essere sempre credibile come interprete?

“Quando affronto una canzone mi immedesimo talmente tanto che vivo quel momento, quell’esperienza, quel vissuto. Puoi cantare anche senza pensare a quello che dici, ma  io cerco di entrare nelle storie”.

Iva, possiamo concludere dicendo che il bisnonno Lorenzo, come indicato nel libro “Nata di luna buona”, aveva ragione dicendo che lei sarebbe stata fortunata nella vita…

“Io sono nata dopo due sorelle. Mio papà voleva il maschio così come tutto il paese. Per cui sono nata quasi odiata, povera bambina. L’unico è stato il bisnonno che ha detto a mia mamma “questa bambina è nata di giovedì di luna buona. Sarà molto fortunata. Andrà anche in America”. A quel punto mia mamma è quasi svenuta perché ai tempi chi andava in America non tornava più”.

di Domenico Carriero

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