“Aspettare significa rimanere con se stessi, in silenzio, mentre nella società odierna siamo totalmente bombardati da immagini, video, sollecitazioni costanti che non ci permettono di vedere che cosa succede nel tempo dell’attesa”. Alessio Vassallo, attore trasversale e amatissimo dal pubblico, porta in scena, insieme al versatile chitarrista classico Giacomo Bigoni, il reading musicale “L’odore delle mandorle amare”, in cui legge “L’amore ai tempi del colera”, martedì 12 agosto alle 21.30 sul sagrato della Chiesa di Santa Maria del traghetto, nel borgo fluviale di Santa Maria in punta, nel territorio di Ariano nel Polesine, all’interno della rassegna “Tra Ville e Giardini 2025”.
Dalla penna di Gabriel García Márquez nasce l’amore romantico e struggente tra Florentino Ariza e Fermina Daza. Siamo nei Caraibi, ultimi anni dell’Ottocento. Florentino, giovane poeta, a tratti malinconico, s’innamora della misteriosa Fermina, la ragazza più bella della Colombia. Un amore imbrigliato dal padre di lei, che la vuole dare in sposa ad un altro uomo. Florentino aspetterà pazientemente per cinquant’anni, cercando di colmare il suo struggimento amando mille donne, senza amarne veramente nessuna.
Alessio Vassallo e Giacomo Bigoni, nel reading musicale prodotto e distribuito da Reggio iniziative culturali, conducono il pubblico tra le pagine di questo romanzo, intervallate e sottolineate da preziosi momenti musicali, tratti dal repertorio dei grandi autori sudamericani quali Heitor Villa-Lobos, Astor Piazzolla, Miguel Llobet, Agustin Barrios.

Alessio, nell’ambito della rassegna tra Ville e Giardini porta in scena “L’odore delle mandorle amare”, in cui legge “L’amore ai tempi del colera”. Com’è nata l’idea di questo reading?
“Tutta la mia carriera sia televisiva che cinematografica e teatrale ha sempre avuto un filo conduttore con la letteratura, uno dei motori che mi ha spinto a fare l’attore, in quanto avevo voglia di rendere vivi i personaggi che emergevano dalle pagine dei libri. Ho portato in scena Il Grande Gatsby, Marcovaldo… È interessante in quanto a teatro le persone hanno l’occasione di poter riscoprire un libro oppure chi non lo ha mai letto o ha visto solo il film magari dopo lo spettacolo va in libreria a comprarlo. L’amore ai tempi del colera è stata una scelta oculata, sia mia che della produzione, in quanto la chiave del romanzo è l’attesa costante di questo amore, dalla fase giovanile a quella adulta e poi anziana. Oggi non siamo più abituati ad attendere, perché tutto è troppo veloce, gli amori cambiano velocemente, un po’ come i click sul cellulare, è uno scorrere continuo. Invece avere la forza di attendere qualcuno è la più alta forma di amore e questo emerge dal romanzo e dallo spettacolo. Il grande quesito che viene posto è “quanto noi oggi siamo disposti ad attendere?”. Aspettare significa rimanere con se stessi, in silenzio, mentre nella società odierna siamo totalmente bombardati da immagini, video, sollecitazioni costanti che non ci permettono di vedere che cosa succede nel tempo dell’attesa. L’amore nel senso più alto che possa esistere è trasformazione. A volte anche in un percorso di coppia l’altro può essere un passo indietro rispetto a te o viceversa, quindi bisogna avere la forza di aspettare, di camminare insieme”.
Quello tra Fermina Daza e Florentino Ariza è indubbiamente uno degli amori più travagliati di tutta la letteratura …
“E’ interessante il fatto che i personaggi del romanzo, soprattutto Florentino, siano immersi nell’attesa, quindi è per me fondamentale restituire al pubblico quell’emozione. Io porto in scena anche Il male oscuro di Giuseppe Berto, però è uno spettacolo con tanti attori, grandi scenografie, invece il reading è ancora più complesso perchè non hai immagini, il pubblico visivamente non ha un appiglio ma gli offri una totale libertà, per cui è un patto che si crea fin dall’inizio con lo spettatore che esce dal teatro rincuorato, più felice dopo aver visto una lettura ben fatta”.
In effetti viene stimolata maggiormente anche la fantasia del pubblico, la riflessione attraverso un reading …
“Quella fantasia che oggi non abbiamo più e che è legata anche all’attesa, ma se noi siamo sempre indottrinati da immagini, da ChatGpt, se tutto è preconfezionato il momento di creatività si spegne”.

Nella foto Alessio Vassallo e Giacomo Bigoni
Insieme a lei sul palco c’è Giacomo Bigoni alla chitarra che farà degli inframmezzi musicali…
“La chitarra di Giacomo è voce attiva nello spettacolo, lui è talmente bravo che riesce suonando a tirar fuori anche delle parole”.
Qual è il suo rapporto con la musica?
“Onesto. Ho un bellissimo rapporto con la letteratura, con il cinema, con il teatro, mentre non sono un grande fruitore di musica. La ascolto, soprattutto il rock e Johnny Cash, strimpello la chitarra, ma non sono un appassionato”.
Riprendendo il quesito posto dal romanzo e dallo spettacolo, quanto lei è disposto ad attendere?
“Abbastanza, questo mestiere mi ha abituato alla disciplina dell’attesa, delle prove, dell’ingresso in scena, del set, mentre nella vita privata ho imparato ad aspettare, anche se poi viviamo in una società che rema totalmente contro”.
Nel libro Gabriel García Márquez scrive “gli insegnò l’unica cosa che doveva imparare per l’amore: che la vita non te la insegna nessuno”. Quanto è concorde con questa affermazione?
“Molto, nessuno ti può insegnare a vivere, sono le esperienze a forgiarti. La vita è un continuo cambiamento e movimento. E’ interessante però quanto i rapporti di coppia siano determinanti per la nostra esistenza, quando mi guardo allo specchio non vedo mai Alessio, ma il risultato di tutte le mie storie d’amore. Il tuo modo di essere è plasmato dagli altri, perché non viviamo da soli, e l’amore incide tantissimo, così come anche le amicizie, la famiglia”.

Alessio Vassallo nella serie “L’Altro Ispettore” – credit foto ufficio stampa Rai
Tra tutti i differenti personaggi che ha interpretato ce n’è uno che ha contribuito maggiormente a plasmare in qualche modo il suo carattere?
“Mi lego sempre all’ultimo personaggio che ho interpretato, perché quelli passati sono del pubblico, non mi appartengono più. Prossimamente sarò protagonista su Rai 1 di “L’altro Ispettore”, che affronta l’importante tematica delle morti sul lavoro e parla di sicurezza. Questa serie mi ha fatto vedere i lavoratori con occhi totalmente diversi, e capire quanto il lavoro sia importante e dia un’identità ad una persona, non soltanto uno stipendio a fine mese”.
Nel film “Arrivederci Tristezza”, invece, ha vestito i panni di Aldo, raccontando la fragilità dell’uomo …
“E’ un film che ci ricorda anche quanto sia importante fare rete fra noi uomini, parlare di sentimenti, di fragilità, di delusioni. Infatti il personaggio di Aldo, attraverso l’amicizia con il dottor Carlo (Nino Frassica), riuscirà a “guarire”. Questo ragazzo inizia inoltre a dare i primi segni di aggressività nei confronti di se stesso e della compagna, anche verbali, e grazie a un’amica si rende conto che deve andare in terapia per risolvere i suoi problemi. E’ un monito per far capire alle persone che quando c’è qualcosa che non va bisogna chiedere aiuto”.
Quanto è difficile nella vita reale fare rete tra gli uomini?
“Non è semplice, è più facile magari aprirsi con un’amica piuttosto che con un amico, perché c’è sempre il lato egoico dell’uomo che tra di noi è più difficile mettere da parte, invece con una donna è diverso. Secondo me però si arriverà anche a fare rete tra uomini”.

Alessio Vassallo ne “La concessione del telefono” – credit foto Rosellina Garbo
Le va di regalarci un ricordo del Maestro Andrea Camilleri nel centenario della nascita, visto che ha interpretato diversi progetti tratti dalle sue opere?
“Ho tanti ricordi legati al Maestro Camilleri. Il primo è quando è venuto a trovarci in commissariato, eravamo all’inizio delle riprese de Il Giovane Montalbano e abbiamo avuto la possibilità di recitare una scena davanti a lui, allo scrittore da cui è tratta la serie. Era surreale, come se avessi fatto Sei personaggi in cerca d’autore davanti a Pirandello. Camilleri aveva uno sguardo lucido, attento, nei confronti del quotidiano, e si sente molto la sua mancanza”.
In quali progetti, oltre a “L’altro Ispettore”, la vedremo prossimamente?
“Nella prossima stagione riprenderò a teatro “Il Male Oscuro” con Ninni Bruschetta, e poi c’è un altro progetto per la tv del quale ancora non posso parlare”.
di Francesca Monti
credit foto Fabrizio Di Blasio
Si ringrazia Beatrice Tessarin
