Abbiamo intervistato Enzo Leomporro e Gianni Donzelli prima del live a Crecchio (CH). Una più che trentennale carriera costellata da grandi successi e dalla firma su alcuni evergreen della musica italiana come “Acqua e Sale” (1998) cantata da Mina e Adriano Celentano.
Ragazzi, se entrassi in un qualsiasi bar di Crecchio e dicessi “Acqua e Sale mi fai bere” tutti continuerebbero rispondendomi “con un colpo mi trattieni il bicchiere”. Tutti conoscono il testo di questo evergreen. Come ha fatto “Acqua e Sale”, di cui siete autori e compositori, a vincere la prova del tempo?
Enzo: “Quando scrivi le canzoni non pensi che possano rimanere nel tempo ma poi ci rimangono per una serie di situazioni che sono spazio-temporali, tra cui quella che l’hanno cantata due grandi artisti come Mina e Celentano. La canzone era bella e loro l’hanno fatta diventare supersonica. Forse se l’avessimo fatta noi non avrebbe avuto lo stesso successo … chissà, credo di no. Penso che la loro versione sia imbattibile”.
Ho fatto una ricerca e ho scoperto che gli Audio 2 sono tra i maggiori compositori per Mina, per numero di canzoni inedite da lei cantate. Ciò vi rende orgogliosi?
Gianni: “Questo mi rende orgoglioso, sicuramente ci batte il figlio Massimiliano! Noi per fortuna con 13 brani siamo gli autori più prolifici in tutta la sua storia, considerando che lei ha esordito nel 1958. La cosa bella e sorprendente è che ne abbiamo acquistato consapevolezza nel tempo ma in quegli anni non ci eravamo resi conto di tutte le canzoni scritte per Mina e nemmeno probabilmente del successo che stavamo avendo. Sono cose che poi abbiamo metabolizzato nel tempo e non è finita ancora qui! Abbiamo un’età per la quale possiamo dare altre canzoni a Mina e chissà che nel prossimo o nel successivo suo disco canti un paio di nostri brani”.
Quanto oggi nella musica italiana c’è bisogno della musica di qualità degli Audio 2?
Gianni: “Penso che la musica italiana abbia bisogno della qualità avuta fino agli anni ‘90, di tutto quello che di bello è accaduto dagli esordi, dai primi festival, dagli anni ’50. Dopo il 2000 piano piano c’è stato un lento declino e un cambiamento totale dove la musica è praticamente morta, tranne eccezioni di qualche talento che ogni tanto viene fuori, in quanto non c’è più passione e fantasia. La musica è diventata qualcosa da bruciare velocemente, come per lo show business, ma poi non resta nulla”.
Enzo: “Praticamente “non c’è più audio”, come recitava una nostra canzone”.
Intervista a cura di Domenico Carriero
