È una calamita per chiunque arrivi da tutto il mondo, animata da ambizioni sfrenate e attraversata da profonde contraddizioni. New York suscita passioni profonde e provoca delusioni, affascina e sfida. Cade e si risolleva. Tante le crisi che la città ha vissuto, l’ultima quella del Covid che all’apice ha fatto mille morti al giorno. La metropoli era stata data per spacciata, eppure come era già accaduto per le crisi precedenti – l’11 settembre 2001, la crisi finanziaria del 2008 e l’uragano Sandy del 2012 – è risorta, più forte di prima.
A Speciale Tg1, in onda domenica 14 settembre a mezzanotte, il viaggio di Claudio Pagliara nella Grande Mela dove è possibile girare tutto il mondo semplicemente in metropolitana. La diversità è la linfa che la alimenta.
La scoperta di New York parte dal Jackson Heights, il quartiere più multietnico del pianeta, e prosegue a Flushing Meadows, la più grande Chinatown della metropoli con 75mila abitanti. Passa poi da Harlem in direzione Billionaires Row, la 57ª Strada, via dei miliardari, fino a Ground Zero, dove ora si staglia la Freedom Tower il grattacielo più alto di New York. Lo sguardo si solleverà sino ai cosiddetti ‘grattacieli grissino’, gli ultimi nati, torri residenziali sottili e altissime come la Steinway Tower, per subire il fascino delle luci di Broadway e conoscere le istituzioni culturali famose nel mondo, come la Carnegie Hall, il MET e il MoMa. Ma sarà un viaggio anche nella città dell’immigrazione: dall’agosto 2022, per due anni, la metropoli ha accolto 210.000 migranti “irregolari” allestendo tendopoli, requisendo alberghi e destinando miliardi di dollari all’accoglienza.
New York, dunque, mito e realtà, corteggiata e raccontata dal grande cinema di Martin Scorsese, Sidney Lumet, Spike Lee e, su tutti, Woody Allen, che ne fece il suo ‘manifesto’. A Speciale Tg1 il regista racconta: “Sono cresciuto con un grande amore per questa città e questo affetto traspare nei miei film. Ma se dovessi girare un film ora, non lo ambienterei nella città attuale. Piuttosto nella New York di decenni fa quando attraversava periodi molto più colorati e affascinanti rispetto a quello che sta vivendo oggi”.
