“Mi incuriosiva molto esplorare la paternità, perchè il mio personaggio ha una bambina di otto anni e non mi era mai accaduto di essere padre in scena”. Filippo Scicchitano, tra i giovani attori italiani più talentuosi, è tra i protagonisti di “Balene”, un dramedy brillante e originale con la regia di Alessandro Casale, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Barbara Cappi e Grazia Giardiello, in onda la domenica sera su Rai 1, coprodotta da Rai Fiction e Fast Film.
Nella serie l’attore interpreta Emanuele, il cui ruolo preferito è fare il papà a tempo pieno di Zina (Vittoria Morizzo), da quando la mamma di sua figlia è partita. Si destreggia quindi tra le mansioni genitoriali e il cantiere, dove lavora come ingegnere di fondamenta. E’ cresciuto con sua madre Evelina (Veronica Pivetti) in giro tra festival e residenze artistiche e ha sempre sentito il bisogno di sicurezze. Per amore, però, dovrà lanciare il cuore oltre l’ostacolo.

Filippo Scicchitano con Vittoria Morizzo in “Balene”
Filippo, in “Balene” interpreta Emanuele, cosa l’ha più colpita di questo personaggio?
“Mi incuriosiva molto esplorare la paternità, perchè Emanuele ha una bambina di otto anni e non mi era mai accaduto di essere padre in scena, in realtà non lo sono neanche nella vita, quindi era un elemento che giocava a favore e sicuramente mi ha convinto a fare questa serie. In generale il personaggio ha tante sfaccettature ed è stato interessante indagarlo anche nelle sue fragilità, debolezze, insicurezze, nelle quali per certi aspetti mi sono rivisto perché Emanuele è cresciuto senza un padre esattamente come me, quindi posso comprendere quel vuoto che può aver vissuto, quella ricerca di stabilità. Infatti è anche un ingegnere di fondamenta, un lavoro molto significativo attraverso cui cerca una quadra in un mondo un po’ incasinato”.
Emanuele ha un rapporto molto bello con la figlia Zina ma a volte tende ad imporle le sue scelte, ad esempio nello sport …
“Emanuele vorrebbe che Zina praticasse il basket mentre lei vorrebbe fare danza, questo fa parte di tutte le rigidità del personaggio che è molto severo sia con se stesso che nell’educazione di sua figlia, però le vuole un mondo di bene, stravede per lei e non permetterebbe a nessuno di mettere bocca sul modo in cui cresce la figlia”.
Veronica Pivetti invece interpreta Evelina, la mamma di Emanuele, com’è stato lavorare con lei?
“Con Veronica mi sono trovato benissimo, la conoscevo come attrice, però non mi era mai capitato di lavorarci insieme. Devo dire che si è creata una bella alchimia e sono contento di questo perché non era scontato. Spero che risultiamo credibili come madre e figlio”.

Filippo Scicchitano e Laura Adriani in “Balene”
C’è poi un interesse reciproco tra Emanuele e Flaminia …
“Quando Emanuele rivede Flaminia ha una sorta di colpo di fulmine ma in realtà è sempre stata nei suoi pensieri dato che si conoscono da quando erano ragazzi. E’ la persona che lo aiuta sia a non prendersi troppo sul serio sia nella gestione dell’educazione di Zina, nonostante all’inizio il mio personaggio sia molto restio ad accettare consigli. Flaminia è una novità importante nella vita di Emanuele”.
“Balene” è una serie che unisce commedia e dramma, e racconta due generazioni diverse…
“Da una parte c’è il mondo di Milla (Carla Signoris) ed Evelina e si racconta un certo tipo di generazione, dall’altra c’è quello dei figli che hanno dei rapporti molto complicati con i genitori, quindi ciò che accomuna il mio personaggio a quello di Flaminia è proprio la tensione familiare con le proprie madri”.
Quanto è importante per lei l’amicizia nella vita di tutti i giorni?
“L’amicizia per me ha un valore assoluto, è qualcosa su cui fare sempre affidamento. Con il passare degli anni capita che la cerchia di amici si restringa, magari eri convinto di averne tanti e poi diventano pochi, ma penso sia un fatto normale. Nella serie fondamentalmente le amiche sono tre, una è scomparsa, Adriana (Manuela Mandracchia), rimangono le altre due, Evelina e Milla, che cercano di fare luce su quanto successo”.
Che ricordo ha del suo esordio al cinema nel film “Scialla!”?
“E’ il film più bello che ho fatto fino ad ora, senza nulla togliere agli altri, perché mi ha dato la possibilità di diventare un attore e di compiere delle scelte importanti, quindi sarò sempre grato a quel progetto”.
Tra gli altri personaggi che poi ha interpretato nel corso degli anni, sia al cinema che in tv, ce n’è uno che le ha regalato qualcosa in più a livello artistico e umano?
“Ci sono stati dei passaggi importanti, ho lavorato con diversi registi che mi hanno dato molto a livello artistico e umano come Veronesi, Ozpetek, Carlei, ma anche Luca Brignone con cui ho girato “La Buona Stella”, una serie Rai che uscirà prossimamente, in cui interpreto un personaggio molto tormentato, depresso, con problemi famigliari, un ruolo molto interessante”.
Filippo Scicchitano con Pilar Fogliati in una scena di “Finchè notte non ci separi”
Recentemente ha preso parte anche al film “Finchè notte non ci separi” e alla serie “Le indagini di Lolita Lobosco” nel ruolo di Danilo …
“Finchè notte non ci separi è stato molto faticoso da girare perchè le riprese erano di notte, in estate, però è stata una commedia divertente da interpretare insieme a Pilar Fogliati che è una bravissima attrice.
“Le indagini di Lolita Lobosco” è un altro tipo di prodotto che mi ha regalato maggiore visibilità e popolarità perché la serie ha riscosso un grande successo e quindi mi ha permesso di continuare a fare altre scelte lavorative”.
Un ruolo che le piacerebbe interpretare …
“Mi piacerebbe interpretare un personaggio cattivo, crudele, perchè alla fine mi è capitato di rivestire spesso ruoli di ragazzo per bene, invece vorrei esplorare un ambiente diverso e lontano da me”.
Se dovesse definire che cosa rappresenta per lei il mestiere di attore quali parole utilizzerebbe?
“Il mestiere di attore è difficile da definire, però è qualcosa di totalizzante. Personalmente mi sento molto libero quando recito, perchè ho la possibilità di mettere da parte tutte quelle cose che blocco durante la vita quotidiana e che in scena riesco a far vivere, a mettere in mostra”.

Filippo Scicchitano in “Balene”
Che cosa ha sbloccato interpretando Emanuele in “Balene”?
“Emanuele è bloccato di suo perché è un ragazzo molto pauroso, insicuro, pieno di rigidità e anche di fragilità, e dato che alcuni tra questi aspetti mi accomunano a lui, come dicevo prima, non è stato difficile attingere dal mio vissuto. Bisognava lavorare sulla timidezza e sulle insicurezze che fanno parte di tutti noi”.
Ha preso anche parte ai videoclip dei Modà e di Motta, qual è il suo rapporto con la musica?
“Non ascolto molto la musica attuale, ad eccezione di autori come Achille Lauro, preferisco invece i grandi artisti del passato come Battisti, Battiato e mi piacciono anche Vasco Rossi e Bruce Springsteen”.
di Francesca Monti
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Si ringrazia Pamela Menichelli – Ni.Co. Ufficio Stampa
