Intervista con Laura Adriani: “Essere emancipati nel pensiero è una delle più importanti qualità per andare incontro alla libertà”

“Questa serie ha una scrittura che indaga le dinamiche umane con leggerezza ma anche con intelligenza e sagacia”. Talento, eleganza, ironia: Laura Adriani è tra i protagonisti di “Balene”, un coinvolgente dramedy con la regia di Alessandro Casale, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Barbara Cappi e Grazia Giardiello, in onda la domenica sera su Rai 1, con la coproduzione di Rai Fiction e Fast Film.

L’attrice interpreta Flaminia, la figlia di Milla (Carla Signoris) e Walter (Paolo Sassanelli), una giovane donna capace, intraprendente e ambiziosa, poliglotta, eccellente nello sport, ma con evidenti problemi relazionali. Il distacco con il quale vive le sue storie, infatti, potrebbe nascondere il timore di mostrarsi veramente e di legarsi.

In questa intervista Laura Adriani ci ha parlato del suo personaggio, ma anche della sua nuova vita a Parigi, di musica e del sogno di scrivere un one-woman show.

Laura Adriani in “Balene” – credit foto ufficio stampa

Laura, in “Balene” interpreta Flaminia. Com’è entrata in questo personaggio?

“Sarò onesta, sono entrata nel personaggio pensando al rapporto tra me e mia madre e questo mi ha fatto innamorare di Flaminia e ovviamente anche di Milla. Questa serie ha una scrittura che indaga le dinamiche umane con leggerezza ma anche con intelligenza e sagacia. Io mi sono molto ritrovata nel rapporto madre-figlia e ho pensato che anche molte mie coetanee possano rivedersi. Mi è piaciuto poi il percorso evolutivo di Flaminia, che è una donna contemporanea, una businesswoman che si dedica completamente alla carriera, molto libertina, che sembra aver preso e ribaltato il patriarcato, perdendo però qualcosa per strada che forse poi ritroverà”.

Infatti c’è questo rapporto tra lei ed Emanuele che probabilmente avrà degli sviluppi nel corso della serie …

“In una società che si basa moltissimo sul denaro, Flaminia è una donna che ha voluto e ha trovato il suo posto in questo mondo, però forse non si rende conto che è un po’ troppo invischiata nelle dinamiche di potere, cosa che accade anche probabilmente nelle relazioni che ha con gli uomini. Grazie ad Emanuele è chiamata ad aprire il suo cuore e a riscoprire se stessa e quei valori non legati al business e alla fatturazione”.

Laura Adriani con Filippo Scicchitano e Vittoria Morizzo in “Balene” – credit foto ufficio stampa

E’ una serie che parla di amicizia, di solidarietà al femminile, quanto sono importanti per lei questi valori?

“Per me sono fondamentali. Sono molto felice della mia vita e ringrazio la mia famiglia e i miei genitori per questo, ma un grande dono che ho ricevuto molto presto è stata l’amicizia con Caterina e Sofia, le mie amiche di Ostia, il luogo dove sono nata e cresciuta. Ho conosciuto Sofia a otto anni quando per la prima volta ho recitato al mare e ho scoperto questo grande amore per la recitazione, ho incontrato invece Caterina quando avevo dieci, undici anni ed è stata la mia compagna di banco per tantissimo tempo. Per me sono due sorelle, un po’ come accade in “Balene” tra Mila, Adriana ed Evelina. Anche noi siamo un trio e sono stata io a far conoscere Sofia e Caterina. Grazie a loro ho scoperto un’amicizia profonda perché negli anni ci sono state tante crisi come in qualsiasi tipo di relazione, ma siamo riuscite sempre a superarle, ad accettare l’altra nelle diversità e anche noi stesse e a far evolvere il rapporto che ovviamente è cambiato parecchio. Facciamo delle vite molto diverse, abbiamo avuto delle grandi difficoltà, delle fragilità, ci siamo anche scontrate però siamo ancora qui e penso che Sofia e Caterina mi abbiano insegnato ad amare. Oltre a loro ho tanti altri amici, ho una famiglia non biologica che è grande, preziosa ed è sicuramente il mio motore. Senza la comunità nulla ha senso e significato”.

Quali pensi siano i punti di forza di “Balene”?

“E’ una serie che descrive ciò che accade veramente ai nostri giorni in maniera intelligente, con grande ironia, senza scadere mai nel becero, rimanendo molto elegante, con dei toni quasi inglesi, facendo un’analisi veritiera dell’attualità delle relazioni. Questo è il punto di forza di “Balene” secondo me”.

La serie è stata girata nelle Marche e c’è stata anche la presentazione in anteprima ad Ancona, aveva mai avuto occasione di lavorare in questi luoghi e che cosa l’ha più affascinata?

“Nelle Marche non avevo mai avuto occasione di girare però ogni estate, ad agosto, da quando ho 19 anni, trascorro le vacanze da una mia cara amica che ha un casale vicino ad Ancona. E’ un territorio dove mi sento sempre molto calma, nelle Marche la vita è più lenta, ci sono delle colline meravigliose, queste strade con salite e discese che io amo follemente e anche una bellissima luce. E poi c’è Recanati, in cui è nato e cresciuto Giacomo Leopardi, quindi è una regione che ha una certa poeticità”.

Da un luogo speciale come le Marche passiamo ad una città altrettanto affascinante quale Parigi dove si è trasferita da qualche mese, come mai questa scelta?

“In Italia non mi sento completa. Ho un lato sicuramente più francese, timido, riservato, pacato, mi piace riflettere sulle cose con calma. In Francia i musei e i cinema sono pieni, le persone hanno capito maggiormente quanto la cultura sia importante, non perché ti rende figo ma perché ti emancipa nel pensiero, una delle più importanti qualità per andare incontro alla libertà, altrimenti saremo sempre schiavi. Quindi in Italia devo far emergere questo lato francese mentre in Francia, essendo già presente, ho modo di essere un po’ più caciarona, più italiana. Parigi è indubbiamente una città dove la vita è costosa quindi devi avere una buona disponibilità economica, però nel momento in cui ci vivi è anche molto comoda, puoi girare con la metro o a piedi, non essendoci un grande inquinamento acustico perchè le auto sono quasi tutte elettriche, diversamente da Roma, che io amo ma che per certi aspetti è invivibile e ti stressa tantissimo”.

Laura Adriani in “Balene” – credit foto ufficio stampa

Flaminia è anche molto sportiva, quella per lo sport è una passione che condivide con il personaggio?

“Sono una grande appassionata di sport, penso che ti dia una disciplina che poi è molto utile anche nella vita. Adoro arrampicare, surfare, sciare, andare a cavallo, correre, fare escursioni in montagna, mi piacciono le attività all’aria aperta e a contatto con gli elementi della natura”.

Ha studiato musica e nel 2008 ha partecipato al programma “Ti lascio una canzone”. Che ruolo ha oggi la musica nella sua vita?

“Sono andata a Parigi in realtà con l’idea di fare musica e magari creare una nuova carriera in Francia, chissà se accadrà … Al momento ho scritto dei pezzi e li sto producendo, sto esplorando questo mondo, capendo chi sono e cosa voglio fare a livello musicale. Adoro la musica elettronica, far ballare la gente, però mi piace anche farla emozionare. Al momento sto collaborando con dei produttori francesi. Nel contempo vorrei portare avanti il progetto di diventare un’autrice cinematografica. Sarebbe bello avere dei pezzi composti da me da poter utilizzare nei film. Adesso per esempio sto finendo di montare una mia opera e sto chiedendo ad amici, dei quali mi piace tantissimo la musica, se possono prestarmela per accompagnare le immagini … per fortuna hanno risposto tutti in modo affermativo”.

Ha dato il volto a tante donne con sfumature diverse, al cinema e in tv, quali sono stati i tre personaggi che hanno rappresentato un punto di svolta per lei?

“Angela del film “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni, Ginevra della serie tv “A casa tutti bene” e a pari merito Daniela di “Maschi veri” e Flaminia di “Balene” perché questi personaggi rappresentano dei punti cardine, dei momenti di passaggio fondamentali del mio essere donna”.

Laura Adriani e Matteo Martari in “Maschi veri” – credit foto Netflix

Oltre alla musica c’è qualche altro progetto a cui sta lavorando e che ci può anticipare?

“Ho iniziato a girare la seconda stagione di “Maschi veri” per Netflix”.

Le piacerebbe tornare a calcare le scene teatrali?

“Mi piacerebbe però il teatro è un luogo veramente sacro e spero di arrivarci in un momento in cui sono veramente pronta, magari in un’età più matura. In passato ho portato in scena qualche spettacolo ma non in grandi teatri, invece vorrei recitare al Vascello, all’Argentina. Il mio sogno è scrivere in futuro un one-woman show, un po’ alla Gaber ma anche con atmosfere sognanti, in cui si mescolano diversi stili, si parte da una stand-up per poi entrare in un sogno, quindi si canta una canzone, insomma vorrei mettere insieme le cose che amo e tutte le mie anime, raccontando il mio percorso”.

di Francesca Monti

crediti foto copertina:

Photographer: Sara Meconi (Instagram sara.meconi)

Stylist: Alice Grondona (alicecuoreg)

Make-up artist: Annagioia Catone (annagioia.catone)

Hair stylist: Christian Vigliotta (christian_vigliotta)

@makingbeautymanagement

Si ringraziano Gianni Galli e Pamela Menichelli

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