Si è spenta all’età di 97 anni Vera Vigevani Jarach, giornalista e scrittrice italo-argentina. Nata a Milano il 5 marzo 1928 da una famiglia di origine ebrea, era arrivata in Argentina alla fine degli anni ’30 dopo essere stata costretta a fuggire dall’Italia a causa delle leggi razziali. Suo nonno venne deportato e ucciso ad Auschwitz. Dopo essersi ricostruita una nuova vita a Buenos Aires, Vera Vigevani aveva sposato Jorge Jarach e aveva avuto una figlia, Franca. Ma il 25 giugno 1976, quando aveva 18 anni, la giovane venne sequestrata dalla dittatura militare, reclusa e seviziata nella prigione della Escuela mecánica della armada e gettata viva nelle acque del Rio della Plata con uno dei maledetti voli della morte svanendo nel nulla come altri 30mila “desaparecidos”.
Partigiana della memoria, Vera Vigevani Jarach fino alla fine non ha smesso di portare la sua testimonianza e cercare la verità.
“Non ho una tomba su cui piangere mio nonno, deportato e ucciso ad Auschwitz, né dove andare a trovare mia figlia, uccisa a Buenos Aires con un volo della morte, dopo il sequestro e le violenze, scomparsa nel nulla. Noi vorremmo che l’Unesco riconosca la ESMA come patrimonio morale, etico dell’umanità affinchè queste tragedie non abbiano a ripetersi. Desideriamo che l’Italia come tanti altri Paesi ci appoggi in questa richiesta”, aveva dichiarato Vera Vigevani Jarach durante l’incontro “Coloro che non hanno memoria del passato sono condannati a ripeterlo”, organizzato in collaborazione con la Comunità Ebraica di Milano e il Memoriale della Shoah di Milano in occasione del Giorno della Memoria nel 2023.
Vera Vigevani Jarach è stata ricordata con un messaggio affettuoso e sentito da Taty Almeida, presidente dell’Associazione delle Madri di Plaza de Mayo: “Cara Vera, compagna intelligente, colta, allegra molte volte e in silenzio altre perché nella tua anima annidava una domanda che non sarebbe mai dovuta esistere: perché? Vera, sorella, sei parte di noi e rimarrai in ogni passo e nei passi di coloro che seguiranno. Il sorriso di Franca continuerà ad essere la bandiera di molti giovani. Ti vogliamo bene”.
di Francesca Monti
