Intervista con Valentina Pace: “Un Posto al sole è un’isola felice, un porto sicuro, la mia seconda famiglia”

“Mi piacerebbe che emergesse il suo lato più duro, aggressivo, tosto e soprattutto la capacità di imporre il suo carattere senza condizionamenti”. Valentina Pace da tanti anni in “Un Posto al sole”, in onda dal lunedì al venerdì alle 20,45 su Rai 3, interpreta l’affascinante Elena Giordano, che abbiamo ritrovato più matura e consapevole alla direzione di Radio Golfo 99 dopo essere tornata a Napoli per stare vicina alla figlia Alice (Fabiola Balestriere) e alla madre Marina (Nina Soldano), che è in rotta di collisione con Gennaro Gagliotti (Carlo Caracciolo), ora a capo dei Cantieri Palladini-Flegrei.

In questa intervista Valentina Pace ci ha parlato del suo personaggio, delle storyline che ha più amato interpretare ma anche del desiderio di cimentarsi con il teatro e dei valori che vorrebbe trasmettere alle sue figlie.

Valentina Pace e Carlo Caracciolo – credit foto Giuseppe D’Anna/Fremantle

Valentina, in “Un Posto al Sole” interpreta dal 2002 Elena Giordano, quanto di lei c’è nel personaggio e viceversa?

“Per interpretare un personaggio a mio parere devi attingere dalle tue emozioni, dal tuo vissuto, quindi chiaramente c’è molto di me in Elena. Inevitabilmente dopo tanti anni in cui la interpreto anche la gente per strada spesso mi chiama Elena invece che Valentina, pertanto mi sento molto presente in questo ruolo. Di contro nella mia vita privata non c’è proprio nulla del mio personaggio, nel momento in cui svesto i suoi panni e da Napoli torno a Roma sparisce per magia e sono Valentina con la sua vita”.

Nel corso degli anni è entrata e uscita diverse volte dal cast della soap, com’è stato tornare a interpretare il personaggio?

“E’ un po’ come quando vai in bicicletta o impari a sciare, essendo passato del tempo hai l’ansia da prestazione e l’emozione di ritornare dopo tanti anni, ma quando ricominci è come se si reinnescasse quel meccanismo che tu hai semplicemente congelato, pertanto non sento la fatica del ripartire dopo una lunga pausa”.

Elena, rispetto al passato, è sicuramente più sicura di sé, più consapevole, con una personalità ancora più forte …

“È più matura, gli anni passano sia per Valentina che per Elena, il personaggio è cresciuto ed è giusto che affronti gli eventi della vita in maniera differente, altrimenti si cadrebbe anche nel ridicolo. Quando interpreti un personaggio devi dare anche un minimo di sostanza e di senso, e mi fa piacere che gli autori abbiano scritto per Elena una storia più concreta”.

Valentina Pace con Fabiola Balestriere – credit foto Giuseppe D’Anna/Fremantle

Anche il rapporto che Elena ha con la figlia Alice (Fabiola Balestriere) e con la mamma Marina (Nina Soldano) negli anni si è evoluto e adesso ha raggiunto un certo equilibrio …

“Sono tre donne che iniziano ad interagire tra loro, che si interfacciano in maniera più adulta”.

Attualmente Elena è alla direzione di Radio Golfo 99, quali sviluppi avrà il suo personaggio?

“Non possiamo dire niente, purtroppo, però ci saranno dei colpi di scena, perché comunque Elena interagisce con Michele (Alberto Rossi), con le gemelle Manuela e Micaela (Gina Amarante), e nello stesso tempo c’è Roberto (Riccardo Polizzy Carbonelli) che seppur da lontano è sempre presente. Ci saranno chiaramente degli eventi che sconvolgeranno questi equilibri”.

Quale sfumatura di Elena che ancora non è uscita le piacerebbe che emergesse prossimamente?

“Si sono viste la parte fragile, anche nei confronti della madre, e le sue debolezze nei confronti degli uomini, le scelte sbagliate, il passato che ha condizionato la sua vita e i suoi rapporti amorosi, secondo me ancora non è emerso il suo lato più duro, aggressivo, tosto e soprattutto la capacità di imporre il suo carattere, nel vero senso della parola, senza condizionamenti, quindi la libertà di essere se stessa. Mi piacerebbe che si costruisse una storia intorno ad Elena”.

Riguardo le varie storyline all’interno di “Un Posto al sole” di cui è stata protagonista nel corso degli anni, ce n’è stata una in particolare che ha più amato interpretare?

“Mi è piaciuta in particolare la storia tra Elena ed Andrea (Davide Devenuto) e quando è diventata madre per la prima volta. L’arrivo di questa bambina, Alice, la storia tra questi due giovani alle prime armi è stata molto dolce e secondo me è stato un bel momento anche di Un posto al sole. E poi è stato divertente a livello interpretativo, essendo una storyline borderline, quando Elena e Tommaso (Michele Cesari) hanno deciso di avvelenare Marina (Nina Soldano), nel senso che nonostante a livello umano, etico, fosse una storia terribile, dovevi comunque interpretarla senza cercare di farti odiare come personaggio”.

Cosa rappresenta per lei “Un Posto al sole”?

“E’ un’isola felice, un porto sicuro, la mia seconda famiglia. Sono arrivata sul set di “Un Posto al sole” quando avevo 22 anni, ero giovane, alle prime esperienze, non conoscevo Napoli ed ero spaventata al pensiero di allontanarmi dalla mia città. Ora quando manco per tanti mesi sento il piacere di tornarci, perché mi sono affezionata ad “Un posto al sole” e anche a Napoli”.

La serie nel 2026 festeggerà un prestigioso traguardo, i suoi primi trenta anni…

“Ha superato le aspettative, è l’unica serie che dopo trenta anni continua ad essere inserita nel palinsesto Rai e ad essere amata dal pubblico che la considera un appuntamento da non perdere. Sono quei venticinque minuti serali in cui hai voglia di vedere il tuo programma, i tuoi personaggi preferiti”.

Facendo un piccolo passo indietro ai suoi esordi in televisione nel 1997, che ricordo conserva di Gianni Boncompagni e di “Macao”?

“Ho un ricordo molto bello, avevo 19 anni e sono stata catapultata nel mondo della televisione. Boncompagni era un maestro, mi spiegava cosa fare, mi parlava dalla regia, era un grande guru, i suoi programmi non fallivano mai, e per me è stata una fortuna fare parte di “Macao”. Tra l’altro la ballerina di Siviglia è stata inventata da lui quando mi conobbe, quindi fui proprio scelta appositamente per quel ruolo che ha rappresentato il mio esordio televisivo. Per la prima volta andavo a lavorare quotidianamente agli studi Rai di Roma e poi la trasmissione andava in onda la sera su Rai 2″.

credit foto Giuseppe D’Anna/Fremantle

A parte Elena, tra gli altri personaggi che ha avuto modo di interpretare nei film e nelle serie tv ce n’è uno che le è rimasto nel cuore?

“La marchesa Emilia Radicati di Magliano nella serie “La figlia di Elisa – Ritorno a Rivombrosa”, il seguito di “Elisa di Rivombrosa”. E’ un personaggio che mi è piaciuto tantissimo interpretare e che mi è rimasto nel cuore. E’ stata un’esperienza indimenticabile, in costume, con un bravo regista quale Stefano Alleva e un cast magnifico di cui facevano parte Giulio Berruti, Paolo Seganti, Sarah Felberbaum”.

Ha studiato recitazione con Beatrice Bracco e poi con Giulio Scarpati, in futuro le piacerebbe esplorare anche la dimensione teatrale?

“Mi piacerebbe molto. Negli ultimi anni ho fatto la mamma quasi a tempo pieno, ma quando la mia seconda figlia sarà più grande e potrò allontanarmi da casa e girare l’Italia con la tournée vorrei potermi misurare anche con il teatro”.

Pensando alla società in cui viviamo, quali sono i valori che vorrebbe trasmettere alle sue figlie, Alice e Matilde?

“Innanzitutto il rispetto per se stesse. Non devono permettere mai a nessuno né di mancare loro di rispetto né di farsi imporre qualcosa, devono seguire la loro strada, i loro desideri, i loro sogni, prepararsi, studiare e soprattutto rincorrere l’autonomia e l’autorealizzazione personale. Devono essere delle donne libere di fare ciò che vogliono. E poi cerco di arricchire la loro autostima. Tante volte purtroppo sui social si leggono storie di ragazze che vengono derise, bullizzate, che finiscono in depressione. Nessuno deve permettersi di togliere la libertà a un’altra persona, di limitarti, di condizionarti. E questo vale anche nei rapporti di coppia. Alle mie figlie ho detto che devono imparare a stare bene con se stesse e poi se ci sarà una bella persona al loro fianco sarò contenta anch’io, ma sempre nel rispetto della loro individualità”.

di Francesca Monti

credit foto Giuseppe D’Anna/Fremantle

Si ringrazia Stefania Lupi

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