RADICA, il nuovo album di FRANCESCA INCUDINE

Come le radici che si fanno strada in silenzio e nel nascondimento, così nasce questo disco che parla di storie che, apparentemente distanti tra loro, si cercano e si intrecciano nelle profondità. Un album intenso, in parte autobiografico, che scava anche nel profondo di questi anni di vita dell’artista: negli eventi, nelle trasformazioni, nei sentimenti.

“RADICA” (Moonlight records/Ird) segna il ritorno di FRANCESCA INCUDINE, cantautrice e percussionista siciliana, che ritorna con un progetto discografico a 7 anni dalla vittoria della Targa Tenco. Radica è la parola siciliana per dire radice, ma anche nel più stretto senso letterale, quell’escrescenza nodosa sul tronco o sui rami che si forma in seguito a uno stress dell’albero, a sua protezione dalle aggressioni esterne.

Quattordici brani (più una ghost track nella versione fisica), tra folk e pop d’autore, si fanno Radica che protegge, rinforza, riscopre e mette in luce, Radica che riporta alla terra d’origine, ma che si intreccia con quella che accoglie.

In un abbraccio orizzontale e verticale, i brani – alcuni già usciti come singoli – comunicano tra loro per restituire vissuti personali che si specchiano in scenari e fatti realmente accaduti o anche solo immaginati.

Così, la storia personale si incrocia a vicende da raccontare, nascoste nelle pieghe del mondo. Sono storie di donne militanti; come l’attivista pakistana Sabeen Mahmud, uccisa a Karachi con quattro colpi di pistola il 24 aprile del 2015, o Mariangela Maccioni, maestra resistente sarda che sfidò il fascismo rifiutandosi di tesserne le lodi durante le sue lezioni e per questo fu arrestata dall’Ovra. A tessere le maglie della narrazione in musica che si sviluppa tra i solchi del lavoro, anche la “Cara maestra” di Luigi Tenco.

“Radica – dice Francesca Incudine – è quello che non tutti sanno vedere; di un albero si guarda la chioma o il tronco, ma la radice è ciò che lo sostiene e lo rende ammirabile. Radica è fiducia nel messaggio da scoprire tra i cerchi concentrici del tronco che racconta, così come vuole fare questo nuovo progetto, ancora una volta”.

L’album è stato arrangiato da Manfredi Tumminello, Raffaele Pullara e Salvo Compagno (tranne “Coroncina”, con la produzione artistica di Mario Incudine e “Du paruleddi”, con la produzione artistica di Antonio Vasta) e vede la presenza di numerosi ospiti: Pino Ricosta, Mario Tarsilla, Davide Inguaggiato, Samuele Davì, Daniele Schimmenti, Antonio Vasta, Salvatore Clemente, Riccardo Botta, Giovanni Arena, Germana Di Cara, Simal Nafees, Nafees Ahmad, Mario Incudine, Angelo Incudine.

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