Sicuramente non è la finale degli US Open, ma la netta vittoria di Jannik Sinner contro l’
L’azzurro ha affrontato l’impegno con grinta e determinazione mettendo in gioco le famose “variazioni” sulle quali ha lavorato negli ultimi due mesi.
Il servizio è diventato senza dubbio l’arma in più di Sinner e specialmente il kick sulla seconda palla rappresenta una insidia supplementare per gli avversari che non riescono ad aggredirlo come prima.
Diversamente da quello che è successo negli ultimi due confronti è l’atleta di San Candido a prendere subito l’iniziativa portandosi sullo 0-40 e concretizzando il break in apertura su un doppio fallo dell’iberico.
Sinner è in serata e lo dimostra con l’intraprendenza con la quale prende campo e costringe Alcaraz sulla linea di fondo. Nel quinto gioco arriva il secondo break, costruito con un attacco profondo di rovescio e da due errori gratuiti dello spagnolo. Jannik gestisce con attenzione i turni in battuta e chiude 6-2 con due prime vincenti.
Più equilibrato il secondo parziale; Alcaraz migliora in battuta e cerca più aggressività, ma Sinner è inattaccabile al servizio.
Nel quinto gioco l’italiano sale sul 15-40 e poi ottiene altre duepalle break con un passante di rovescio “strappa-applausi” ma Alcaraz non si arrende e resta on-serve.
Nel settimo game la storia si ripete ma questa volta Jannik concretizza la seconda palla break con una risposta profonda e potente di rovescio seguita da due perfette volée con il diritto.
Alcaraz è frastornato, resta in scia sul 4-5, ma nel decimo gioco Jannik conquista match e assegno faraonico con la solita combinazione servizio + diritto.
Al termine della finale i due amici – rivali si scambiano i complimenti di rito. Entrambi adorano questa rivalità che li motiva continuamente nel lavoro quotidiano e nella ricerca di colpi nuovi per superarsi a vicenda.
Ed in questa continua rincorsa per adesso gli altri stanno a guardare …
Notizie negative invece dalla Cina dove una stanca Jasmine Paolini ha dovuto arrendersi per 3-6, 2-6 di fronte alla kazaka Rybakina, apparsa in forma smagliante ed in condizioni fisiche migliori.
La tennista lucchese ha dato il massimo, ma sulle rare occasioni avute per riaprire la contesa si è trovata di fronte una avversaria lucida e determinata.
Emblematica la palla del contro-break nel nono game del primo set, annullata con un rovescio incrociato di rara potenza e precisione.
Jasmine ha cercato di restare in partita nelle fasi iniziali della seconda frazione ma nel quinto game ha subito il break che in pratica ha chiuso la contesa.
Adesso diventa di vitale importanza il torneo di Tokyo, l’ultimo dove si conquistano punti per le Finals di Riad.
di Fulvio Saracco
credit foto X Jannik Sinner
