“Mi piaceva lasciare un ricordo di Matilde in modo che potesse continuare a vivere negli anni a venire attraverso una canzone”. Francesco Baccini ha pubblicato il singolo inedito “Matilde Lorenzi” (Edizioni Azzurra Music), che anticipa il nuovo album in uscita nel 2026, ed è una dedica a Matilde Lorenzi, giovane promessa dello sci alpino scomparsa tragicamente per una caduta durante un allenamento in Val Senales, un mese prima di compiere 20 anni.
Un brano che celebra la gioia di vivere, la passione e la determinazione di chi affronta la vita con coraggio, accompagnato da un arrangiamento orchestrale che gli conferisce ampio respiro e una profusione di colori e sfumature sonore di grande intensità.
Una ballata intensa con cui il cantautore genovese, in modo poetico e profondo, racconta di una giovane vita spezzata che come il sole non si spegnerà.
“Matilde Lorenzi” è inoltre la canzone di punta della colonna sonora del docufilm di Paolo Galassi “Kristian Ghedina: Storie di Sci” che racconta settant’anni di Olimpiadi italiane. Il progetto cinematografico, nelle sale dal 1° novembre, rientra nell’ambito dell’Olimpiade Culturale, il cui obiettivo è celebrare e promuovere i valori olimpici e paralimpici attraverso la cultura, l’arte e il patrimonio italiano.
Francesco, è uscito il suo nuovo singolo “Matilde Lorenzi”, un’intensa ballad dedicata alla giovanissima sciatrice italiana scomparsa a soli 19 anni a causa di una caduta in allenamento. Com’è nata l’idea di questo brano?
“L’idea è nata innanzitutto perché mi ha colpito molto la morte di Matilde Lorenzi in seguito ad una caduta in allenamento, essendo anch’io padre di un ragazzo che più o meno ha la sua stessa età. Qualche mese dopo mi ha chiamato il regista Paolo Galassi e mi ha detto che stava realizzando un film su Christian Ghedina incentrato sullo sci e che gli sarebbe piaciuto inserire un pezzo da me scritto. Io non faccio quasi mai le cose su ordinazione, ma una sera mi sono messo al piano, mi è venuta in mente la tragica vicenda di Matilde e ho scritto di getto questa canzone registrandola con un messaggio vocale. Io stesso sono rimasto sorpreso dal fatto che sia nata in poche ore. Ho chiamato Paolo, gli ho raccontato che il brano che avevo composto parlava di Matilde Lorenzi e lui mi ha risposto che stavano pensando di dedicarle il film che arriverà al cinema il 1° novembre. Ha ascoltato il pezzo e gli è piaciuto tantissimo. Così ho pensato di pubblicare “Matilde Lorenzi” come primo singolo del mio nuovo album che sto terminando e che uscirà nel 2026″.
La canzone è accompagnata da un video diretto da Paolo Galassi, in cui ci sono anche delle immagini di Matilde Lorenzi …
“Sono state fornite dai genitori di Matilde. Quando hanno sentito la canzone mi hanno telefonato commossi, perché non si aspettavano che facessi una dedica in musica alla loro figlia. Paolo Galassi ha realizzato un video molto semplice, con un mio playback e delle immagini di vita privata di Matilde, da bambina, a varie età, simile alle pellicole Super8, per far capire la situazione emozionale, senza utilizzare effetti speciali. Ho cercato di scrivere un brano positivo, non melodrammatico o triste, perché ho voluto parlare della vita seppur brevissima, in quanto morire a 19 anni è contro natura, di questa ragazza che ha seguito le sue passioni e ha avuto un tragico incidente proprio mentre stava facendo quello che le piaceva, quando aveva davanti a sè un futuro da campionessa. A un certo punto noi non ci saremo più ma le canzoni rimarranno, e quindi volevo lasciare un ricordo di Matilde in modo che potesse continuare a vivere negli anni a venire”.
Un messaggio molto potente quello di seguire le proprie passioni, pensando soprattutto ai giovani …
“Praticare uno sport a livello agonistico è un impegno grande, Matilde deve diventare un esempio per tanti ragazzi che hanno una passione, che sia lo sci, un’altra disciplina, la musica … Se hai delle passioni la tua vita ha un senso altrimenti passi le tue giornate a respirare, a mangiare, a dormire, come in una sorta di sala d’attesa”.

In un verso della canzone canta “la mia corsa non finisce qua come il sole non si spegnerà”, trasmettendo seppur nella tragedia una luce di speranza …
“I genitori di Matilde Lorenzi hanno creato una Fondazione proprio per mantenere vivo il suo ricordo, il suo messaggio di vita ed è anche un modo per sentirla ancora viva. Allo stesso modo la mia canzone è “positiva” anche se si parla di una tragedia, è un inno alla bellezza della vita”.
Questo aspetto traspare anche dall’arrangiamento, ad esempio con il dolce assolo di chitarra finale …
“In questa canzone suonano circa sessanta musicisti, ci sono le orchestre di fiati e di archi, il basso, la batteria, la chitarra, il pianoforte. Avevo un’idea di arrangiamento molto “americano” e con Mauro Ottolini, che è un bravissimo direttore d’orchestra, ho deciso di dare a questa ballata un taglio particolare, immaginando come potesse farla Billy Joel”.

Oltre al calcio, del quale è grande appassionato e tifoso del Genoa, segue anche lo sci e gli sport invernali che saranno tra l’altro protagonisti dei Giochi di Milano Cortina 2026?
“Ti racconto un aneddoto. A quattordici anni avevo fatto una settimana bianca e avevo provato a sciare ma ero rimasto traumatizzato perché negli anni Settanta ti davano degli sci che erano lunghi due metri e cinque centimetri, tipo Fantozzi (sorride), e io non riuscivo neanche a stare in piedi e mi arrabbiavo perché sono molto portato per gli sport, ne ho praticati tanti e mi riuscivano facilmente. A 27-28 anni ero in montagna con gli amici e mentre loro sciavano io restavo a casa, allora ho affittato un paio di sci, sono andato su una pista baby e ho capito che era semplicemente una questione di equilibrio dei pesi. Così ho imparato da solo a sciare e adesso, quando vado in montagna, scendo in pista alle 8 del mattino e proseguo fino alla chiusura degli impianti. Mi piacciono tutte le discipline sulla neve, dal fondo alla discesa libera che è quella più spettacolare e anche pericolosa, allo slalom. Ho iniziato a 6-7 anni, grazie a mia madre, a praticare sport e mi piace seguirli tutti, non solo il calcio che amo follemente. Non mi piace stare tanto tempo davanti alla tv ma quando ci sono le Olimpiadi per due settimane non perdo una gara”.
di Francesca Monti
Si ringraziano Gessica Giglio e Manuel Magni
