“Fosse stato Giuseppe Pelosi da solo ad uccidere Pier Paolo Pasolini non staremmo a parlarne ancora dopo cinquant’anni”. Il pensiero dell’avvocato Stefano Maccioni riassume in modo semplice quello che da molti anni è il suo principale impegno: ribaltare la verità giudiziaria sull’omicidio, il 2 novembre 1975, cinquant’anni fa appunto, di Pier Paolo Pasolini. Quello che certamente era l’intellettuale più in vista, più esposto polemicamente, più controverso del panorama culturale dell’epoca, venne prima ridotto in fin di vita a sprangate e poi finito sotto le ruote di un’auto. Un minorenne reo confesso, ribellatosi ad un tentativo di violenza sessuale: questa rimase per anni la versione accreditata. “Era Pasolini”, lo Speciale Tg1 di Alessandro Gaeta e Vincenzo Guerrizio in onda domenica 2 novembre alle 23.50, riallinea con nuovi elementi inediti la ricostruzione di quella notte. Un’intervista a Giuseppe Pelosi, prima assassino reo confesso, poi reclamatosi innocente, mai vista finora; due nuove testimoni di quella notte in grado di fornire elementi mai riscontrati su quando e come Pasolini potrebbe essere stato ucciso. Il rapporto avviato da Pasolini con l’estremista nero Giovanni Ventura, detenuto allora per la strage di Piazza Fontana. Tanto si è scritto e detto sulla fine di Pasolini: la verità, secondo le testimonianze raccolte da Alessandro Gaeta, potrebbe essere davvero vicina ad essere conosciuta. “Era Pasolini” propone un percorso nell’opera pasoliniana raccontata attraverso chi lo ha conosciuto da vicino, la scrittrice Dacia Maraini, chi ne ha studiato a fondo i testi, lo scrittore Emanuele Trevi, chi ne porta in scena le opere, l’attore Elio Germano e il compositore Teho Teardo, incontrati da Vincenzo Guerrizio. Repertorio delle teche Rai di non frequente visione. Con “Era Pasolini” va in onda un ritratto del letterato italiano forse più osteggiato del secolo scorso che intreccia cronaca giudiziaria e analisi letteraria, cinematografia, poesia, politica. Un uomo del Novecento che tanti vorrebbero fosse vivo oggi per meglio affrontare le difficoltà globali.
Il documentario è stato montato da Marina Vidon, le ricerche negli archivi Rai curate da Giulia Trentini.
