Mara Maionchi, produttrice discografica e amatissimo personaggio televisivo, è ospite della quarta puntata di Casa Perfetta 2, 10 episodi podcast e vodcast prodotti da Dopcast, disponibili ogni martedì su YouTube e le principali piattaforme di distribuzione, condotti da Gianluca Torre.
QUATTRO TAPIRI
G: Senti, ma tra tutti i premi qual è quello a cui sei più affezionata?
M: Al tapiro!
G: Al tapiro?
M: Ne ho presi quattro si
G: Quattro addirittura?
M: Sì, perché mi piace il tapiro, perché sottolinea una mia debolezza. Ho detto una sciocchezza e mi hanno dato il tapiro, mi piace molto!
G: Beh quattro è tanto! Ne hai tante di debolezze allora!
M: Abbastanza sì, se Dio vuole sì
G: La più evidente?
M: Di evidente ho un brutto carattere, mi arrabbio magari quando non serve, sono pigra, molto pigra. Devo fare un pensiero intellettuale per mettermi in funzione, se no io starei tutto il giorno a ciondolare a destra e a manca perchè mi dà un senso di riposo, più che dormire: non fare niente, passeggiare, andare lì, prendi una crema, poi dopo la lasci lì, torni…Mi piace, mi piace molto! La pigrizia mi dà sollievo!
GLI INIZI E ORNELLA VANONI
M: La prima parte della mia vita a Milano è stata esattamente il contrario di quello che dopo ho fatto. Poi un giorno ho trovato un annuncio sul Corriere della Sera, in cui c’era scritto: “Casa discografica cerca segretaria per ufficio stampa”. Mi sono presentata e mi ha assunta Alfredo Rossi, che era il proprietario dell’Ariston, una casa discografica di allora. Era importante, aveva la Vanoni, Mino Reitano, i Corvi e una serie di altri artisti affermati. Per cui lì ho cominciato ad avere i contatti con gli artisti, facevo la segretaria dell’ufficio stampa.
Mi ricordo di Ornella a inizio carriera, figurati te
G: E adesso vi ritrovavate la domenica sera?
M: Sì, mi faceva molto ridere! Mi trattava sempre male… Lei poi non è che trattava male, lei faceva queste domande un po’ spiritose, che lasciano la risposta spiritosa. Era una donna molto intelligente e carina, molto carina!
I PIATTI DELLA NANNINI
G: Mi racconti, proprio con la voce impostata da storyteller, una scena da cinema avvenuta a casa tua?
M: Quando mi sono sposata siamo andati in comune io e Alberto Salerno la mattina da soli, non c’erano parenti e altri invitati
G: Ah, quindi il matrimonio in comune voi due da soli?
M: Noi due
G: Fantastico!
M: Dopo cinque anni siamo andati anche in chiesa, sempre noi due. Quando mi sono sposata la prima volta non ho fatto niente, però poi mia sorella volle farmi una festicciola tra amici intimi e a metà della serata arrivò da Siena anche Gianna Nannini. Venne al matrimonio di sua sponte portandomi un bellissimo servizio di piatti Wedgwood, che mi avevano regalato i suoi genitori per la sopportazione… E poi portò anche la torta che preparò suo padre e che stranamente arrivò indenne! Questa cosa me la ricordo perché non avevamo fatto grande pubblicità quindi il servizio di piatti è stato l’unico regalo del mio matrimonio. Ce l’ho tutt’ora e ancora lo uso!
G: Lo usi quotidianamente?
M: No, non quotidianamente, solo per le cene importanti!
IL PROVINO DI GIANLUCA
G: Voglio che tu mi provini. Posso cantare?
M: Beh, se proprio devi…
G: Ti piace Ron?
M: Sì, è un bravo autore.
G (canta): Adesso vieni qui e chiudi dolcemente gli occhi tuoi, vedrai che la tristezza passerà
M: Senti, ma hai provato a fare un’altra cosa?
G (canta): Verrà domani… Pippa?
M: No, pippa no… ma insomma, inutile… canti come lui, fai le stesse inflessioni, non hai niente di personale! A cosa serve essere impersonali? Se devi fare l’artista perché devi essere impersonale, che ci devi rompere i co…..i?
G: Però, allora nel tuo bocciarmi mi hai fatto un complimento pazzesco, mi hai detto che canto come lui!
M: Beh, perché lo imiti… ma non è una gran cosa imitare qualcuno che c’è già, che ha già fatto la sua strada. Devi trovare la tua strada, che è diverso! Devi fare fatica, devi cercare chi sei veramente! Se sei qualcosa… se non sei niente pazienza!
G: Beh tu pensaci…
M: Puoi anche non cantare voglio dire!
G: Tu pensaci… però già ho capito che insomma, secondo te non sono niente…
M: No, a cantare non sei niente di eccezionale, purtroppo!
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