Dal palco dell’Ariston con Massimo Ranieri alla quarta stagione con la Gialappa’s fino al tour “Natale per Caso”: il 2025 del gruppo vocale che continua a sorprendere.
E’ stato un anno intenso per i Neri per Caso, protagonisti di una stagione ricca di emozioni e progetti. A febbraio hanno calcato il palco dell’Ariston affiancando Massimo Ranieri in una delle esibizioni più suggestive del Festival di Sanremo: il brano “Quando”, rivisitato in chiave vocale, ha conquistato pubblico e critica, confermando la loro capacità di reinventarsi senza perdere identità. Nei mesi successivi, il gruppo salernitano ha portato la sua ironia e il suo talento a “Gialappashow”, dimostrando ancora una volta la versatilità che li contraddistingue.

Ora, in pieno clima festivo, i Neri per Caso sono in tour con “Natale per Caso”, uno spettacolo che intreccia armonie vocali e atmosfere calde, perfetto per celebrare le feste. Tra tradizione e innovazione, il 2025 segna per loro un capitolo di conferme e nuove sfide, con la voce sempre al centro. Li abbiamo incontrati prima del loro live a Pescara all’Auditorium Flaiano.
Mimì, nel 2025 la vostra partecipazione al Festival di Sanremo nella serata dei duetti con Massimo Ranieri per omaggiare il “Nero a Metà” Pino Daniele. Poi tanti live e in TV con la Gialappa’s. Cosa vi ha dato da un punto di vista umano e professionale questo 2025?
“Tutto quello che uno possa desiderare. Lavorare con Ranieri è stata un’esperienza importante. Un pezzo della musica italiana che ti chiama a duettare con lui già è fondamentale. Con la Gialappa’s siamo arrivati a quattro edizioni, quindi ormai siamo diventati una famiglia. E poi con i live d’estate e a Natale devo dire che è stato un 2025 niente male. Sono orgoglioso e spero che anche la gente lo sia”.
Daniele, siamo a fine 2025 e non è Natale senza “Natale per Caso” che fa tappa anche qui a Pescara. Avete avuto sempre un grande legame con il Natale, basti pensare agli album “EP Christmas” e “…ad so this is Christmas”. E’ importante per il pubblico assorbire questa magia attraverso la musica del Natale?
“Della magia del Natale c’è sempre bisogno, soprattutto in questo periodo in cui è necessario un messaggio positivo dopo tutto quello che purtroppo di negativo sentiamo provenire dal mondo. Per cui noi ci mettiamo del nostro, portando in giro le canzoni natalizie che ci diverte sempre cantare, oltre al nostro repertorio classico”.

Ciro, i Neri per Caso sono sul palco dal 1991, iniziando come Crecason. Dopo 35 anni il progetto è ancora freschissimo. Pensi che la contaminazione musicale che stiamo apprezzando durante GialappaShow renda il progetto dei Neri per Caso ancor più vivido, vivo e verace?
“Certo, la musica è sempre uno scambio, per cui quando c’è modo di interagire con altri artisti, soprattutto quando sono del calibro di quelli che abbiamo avuto la fortuna di incontrare, c’è tanto da imparare e viene fuori comunque una scintilla diversa, un qualcosa di nuovo che senza questo incontro non sarebbe mai potuto succedere.
Quindi è veramente, forse, il modo migliore di fare musica, quello di scambiare esperienze e di creare cose nuove”.
Massimo, la donna è da sempre protagonista dei vostri brani, da “Donne” a “Le Ragazze”, a “Mai più sola”. Questo perché le donne sono protagoniste nella vostra vita?
“Sicuramente, siamo tutti quanti più o meno sposati con figli, per cui diciamo che abbiamo dato la nostra vita in mano alle nostre compagne che ci sopportano e ci supportano ormai da tanti anni. Nel mio caso quest’anno ho fatto 20 anni di matrimonio, per cui la moglie mi sopporta da un bel po’ di tempo!”.
Come sarebbero stati i Neri per Caso anche con una voce femminile? I duetti con voci femminili, come nell’album “Donne”, arricchiscono la musicalità della vostra voce?
“Arricchiscono sicuramente: la parola che hai usato è quella più corretta perché hanno un timbro diverso, un colore ovviamente diverso, una frequenza diversa che va a completare in qualche modo tutta la gamma di frequenze che noi già riempiamo con le voci ovviamente maschili”.

Gonzalo, celebre è il ritornello di “Le Ragazze” scritta da Claudio Mattone: “E quando si allontanano è no e tu ci devi stare ci devi stare, è inutile sperare di recuperare se hanno detto no”. Un messaggio semplice ma potente datato 1995 quando non si parlava di tante problematiche che oggi sono al centro della nostra attenzione. Quanto di quel messaggio è stato recepito dalla società e quanto ancora c’è da fare?
“Domanda difficile! Diciamo che siamo a buon punto. Secondo me c’è speranza per il futuro, stiamo andando meglio. La canzone comunque ha lasciato un ricordo anche nelle nuove generazioni, quindi spero che il testo sia ben recepito”.
Proprio nell’album “Donne” c’è un duetto con la grandissima Ornella Vanoni in “Io che amo solo te”. Qual è il ricordo di quell’esperienza assieme?
“E’ stato fantastico, secondo me è la cover più bella che abbiamo mai inciso. C’era Ornella, regina della musica italiana, e che canzone “Io che amo solo te” … con un arrangiamento bellissimo, di Diego Caravano”.
di Domenico Carriero
