Venerdì 2 gennaio al Teatro Savoia di Campobasso Nada ha catturato il pubblico con un live intenso e intimo, celebrando sia i brani del suo ultimo album “Nitrito” sia alcuni classici amatissimi. Accompagnata dalla sua band d’eccezione — Andrea Mucciarelli alla chitarra, Franco Pratesi alle tastiere, Francesco Chimenti al basso e Luca Cherubini alla batteria — la cantautrice toscana ha creato un’atmosfera calda, avvolgente e carica di emozione.

I suoni della natura hanno interrotto il silenzio di attesa per l’inizio del concerto. Così Nada, appena salita sul palco, ha introdotto la prima parte del live: “Avete sentito? In mezzo ai suoni della natura, le cose sembrano andare tutte al loro posto. Si crea armonia. E il cervello e le viscere si parlano, comunicano tra loro, si scambiano le emozioni, mentre il cuore, come sempre, va per conto suo. Ma qui intorno, tutto intorno, c’è una zona buia, dove accadono cose che non si possono spiegare, solo sentire. La zona buia è muta come il pensiero, e come il pensiero aspetta che siamo noi a darle una voce. A volte succede che non è solo una voce, ma un nitrito. Ed è proprio da qui, da questa mia zona buia, che sono nate le mie nuove canzoni, come un nitrito. E in questa prima parte del concerto le ascolterete”.

I brani tratti dall’album “Nitrito” hanno colpito per la loro crudezza sonora e l’impatto viscerale: canzoni come «Bella più bella» e «Un giorno da regalare» hanno evidenziato la potenza espressiva e il sound ruvido tipico della produzione di John Parish. La performance ha saputo scandire momenti di tensione e rilassamento, lasciando spazio poi ai classici in una veste spesso acustica o rivisitata.
Tra i momenti di maggiore intensità la parte acustica con il talentuoso Andrea Mucciarelli che ha emozionato profondamente grazie all’arrangiamento essenziale e carico di sentimento. La presenza scenica di Nada, sottolineata da luci soffuse e una scenografia minimalista, ha rafforzato il senso di intimità e partecipazione collettiva del pubblico.

In scaletta non sono mancati i momenti più vivaci del repertorio, culminando in un finale esplosivo: “Amore Disperato” e “Ma che Freddo fa” hanno chiuso il concerto con un bis potente, capace di coinvolgere completamente la platea in un canto corale. Un live raffinato e autentico, che ha dimostrato la capacità continua di Nada di emozionare, reinventarsi e affascinare generazioni diverse.
di Domenico Carriero
