Alberto Angela nel nuovo appuntamento con “Passaggio a nord ovest”, il programma di Rai Cultura in onda sabato 3 gennaio alle 15.00 su Rai 1, va alla scoperta di Venezia. Si parte dai tetti della Basilica di San Marco, da cui si ha un insolito punto di vista della città, del Campanile, delle Cupole e i due Mori. Le architetture che impreziosiscono questa parte della Basilica sono il modo per comprendere quale fosse l’ambizione di Venezia nel momento del suo massimo splendore: diventare il centro dell’universo conosciuto, raccogliendo l’eredità lasciata da Roma e Costantinopoli e imponendo un suo stile.
A seguire, obiettivo sull’impero degli Inca che, tra il XV e il XVI secolo, si estendeva dall’Ecuador al Cile, il più vasto che sia mai esistito in Sudamerica. Tutte le informazioni su questo popolo sono giunte attraverso le cronache dei conquistadores spagnoli, ma grazie alle nuove tecnologie a disposizione degli archeologi sono state fatte importanti scoperte che in parte hanno riscritto la storia.
Dal sud America all’Islanda, un’isola aspra e carica di energia, sorta dall’attività vulcanica, il cui territorio ha solo sedici milioni di anni ed è uno dei luoghi più giovani del mondo. Si viaggia attraverso i parchi nazionali, ciascuno ricco di meraviglie naturali e storie straordinarie. A ovest sorge il parco dov’è ambientato il romanzo di Jules Verne “Viaggio al centro della Terra”, mentre a sudest si estende il più grande dei tre parchi nazionali islandesi, che ospita nove sistemi vulcanici sei dei quali sono nascosti sotto il secondo ghiacciaio più grande d’Europa.
E ancora spazio alle vie di comunicazione in Guinea, nell’Africa occidentale, che versano in condizioni disperate. Il trasporto pubblico non esiste e gli abitanti quotidianamente si devono arrangiare alla meglio, in base alle proprie possibilità, per spostarsi o per trasportare oggetti ingombranti.
Infine, con la rubrica “Passaggio alla Mostra” si va nella provincia di Udine, precisamente a Villa Manin di Passariano di Codroipo, per vistare “Confini da Gauguin a Hopper”. Attraverso oltre 120 opere tra dipinti e lavori su carta provenienti da importanti musei europei e statunitensi e collezioni private, la mostra esplora il concetto di confine come spazio fisico, interiore, simbolico e spirituale, in pittura tra Ottocento e Novecento.
