Domenica 1° febbraio, in esclusiva su Sky e in streaming solo su NOW, l’iconico van di Alessandro Borghese 4 Ristoranti si fermerà in una delle location più pittoresche al mondo, a pochi passi da piazza dei Miracoli e dalla torre pendente: è Pisa la settima tappa di questo ciclo di puntate. Lo chef Alessandro Borghese approfondirà le radici culinarie dell’antica Repubblica marinara, che continua ad attirare a sé milioni di visitatori grazie al suo fascino senza tempo.
A Pisa la storia non si respira solamente attraverso i meravigliosi monumenti in marmo e le antiche vie del centro, ma passa soprattutto dalla tavola. La nuova puntata della produzione Sky Original realizzata da Banijay Italia, infatti, accenderà i riflettori su una tradizione gastronomica millenaria, fatta di piatti popolari che coniugano terra e mare: la zuppa pisana, il bordatino, il mucco pisano, il baccalà e la trippa, solo per citarne alcuni. Non a caso, il centro storico pullula di osterie rustiche, trattorie antiche e ristoranti moderni che offrono al cliente un viaggio nelle tipicità del territorio. Ma esaltare la cucina tradizionale significa destreggiarsi tra il rispetto di ricette tramandate da generazioni e la spinta all’innovazione. Lo chef Alessandro Borghese, dunque, giunge sotto la torre pendente con un obiettivo tutt’altro che semplice: eleggere il miglior ristorante di cucina tipica di Pisa.
In questa nuova tappa del viaggio di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti”, attesa per domenica 1° febbraio alle 21:15 in esclusiva su Sky Uno e in streaming solo su NOW, sempre disponibile on demand e visibile su Sky Go, i 4 locali in gara sono “Osteria La Grotta” di Giuseppina, “Osteria Rossini” di Stefano, “Il Campano dal 1923” di Giampiero e “In Domo – Osteria pisana” di Mario.
Le regole restano immutate: quattro ristoratori, che condividono un aspetto o una caratteristica comune, si sfidano a colpi di gusto e originalità per aggiudicarsi il titolo di migliore in una determinata categoria e ottenere l’inconfondibile “dieci” dello chef. Ciascun ristoratore invita nel proprio locale gli altri tre pretendenti accompagnati da chef Alessandro Borghese, che per prima cosa non rinuncia alla scrupolosa ispezione in cucina per assicurarsi che gli elevati standard della ristorazione vengano rispettati senza tralasciare alcun dettaglio. La temibile valutazione continua durante il pasto, quando il personale viene valutato su accoglienza, servizio e preparazione.
I commensali prima commentano le portate che assaggiano e poi stilano la propria pagella assegnando un punteggio da 0 a 10 a location, menu, servizio e conto, oltre alla quinta categoria, lo special, differente in ciascuna puntata. Tutti e quattro gli sfidanti, infatti, devono cucinare lo stesso piatto o ingrediente, rappresentativo del territorio di riferimento e ordinato da tutti i ristoratori al tavolo, per dar vita a un confronto ancora più diretto. A Pisa il ruolo da protagonista spetterà alla trippa alla pisana, ricetta legata alla cucina popolare e contadina di una volta, dove gli avanzi venivano riutilizzati e si cercava di assicurare un pasto con quello che la terra ti restituiva. Non a caso, il suo sapore intenso e deciso è dovuto a ingredienti che spesso variano da famiglia a famiglia secondo una tradizione tramandata da generazioni: frattaglie, pancetta di maiale, verdure, passata di pomodoro, formaggio e aromi vari. Le votazioni rimangono nascoste fino a quando i quattro ristoratori non si riuniscono allo stesso tavolo per il confronto finale: qui svelano i propri giudizi e discutono su ogni aspetto della gara. I voti dello chef Borghese, invece, vengono rivelati solo alla fine perché, come da tradizione, possono confermare o ribaltare la classifica. Il vincitore di ogni puntata, poi, oltre all’ambitissimo titolo di miglior ristorante, riceve un contributo economico da investire nella propria attività.
Tutti i ristoranti che partecipano al programma sono identificabili attraverso il “bollino” #Ale4Ristoranti esposto all’esterno per creare una rete di locali testati da chi se ne intende, i ristoratori stessi.
L’undicesimo viaggio gastronomico di “Alessandro Borghese 4 Ristoranti” non accenna a rallentare: dopo essersi lasciato alle spalle Pisa e la metà del percorso, continuerà il proprio tragitto verso il Gran Sasso, Taranto, la provincia di Modena, Reggio Calabria e Torino.
EPISODIO 7 – IL MIGLIOR RISTORANTE DI CUCINA TIPICA DI PISA
- Giuseppina per Osteria La Grotta, da 70 anni punto di ritrovo nel centro storico, che sul soffitto presenta la riproduzione di un’imponente grotta costruita per un set cinematografico negli anni ’50. Giuseppina, titolare e responsabile di sala, si definisce una persona molto attenta ai dettagli. La cucina è moderna e prende spunto dai piatti tipici toscani riproponendoli in chiave innovativa;
- Stefano per Osteria Rossini, un’antica casa-torre tra le piazze del centro dove gustare i sapori della cucina toscana in un ambiente semplice, caldo e accogliente. Stefano, titolare e responsabile di sala, lavora con sua moglie Cristina, è molto esigente al lavoro e ama far sentire i clienti a proprio agio. Avviato come bar nel 1987, il locale oggi propone una cucina semplice e tradizionale, dove i sapori sono netti e definiti;
- Giampiero per Il Campano dal 1923, trattoria centenaria all’interno di una delle case-torri tipiche di Pisa, formata da due piani che accolgono due sale arredate in stile classico. Giampiero, titolare e cuoco, gestisce il locale dagli anni ’90 con sua moglie Rita, responsabile di sala. Il suo menù propone una cucina tradizionale toscana, ma al contempo prova ad alleggerire i piatti di una volta;
- Mario per In Domo – Osteria pisana, collocata a pochi passi dalla Torre di Pisa e caratterizzata da un ambiente elegante e accogliente, presenta due ampie sale curate nei minimi dettagli, una mise en place informale e un dehors esterno per la bella stagione. Mario, titolare e responsabile di sala, è alla costante ricerca della perfezione e la sua sfida è dimostrare che, nonostante si trovi in una zona turistica, la sua cucina è tipica e innovativa. Qua la tradizione trova nuova vita con tecniche di cottura moderne e all’avanguardia, con l’intento di valorizzare al massimo i prodotti del territorio.
