Voglio è il nuovo singolo della cantautrice Marian Trapassi, accompagnato dal videoclip ufficiale, per la regia di Vincenzo Ricchiuto e Francesco Collinelli.
“Sono partita dal vecchio detto “voglio l’erba voglio”- racconta Marian Trapassi- simbolo di un desiderio continuo e mai appagato. Il testo è una sorta di riflessione sulla contemporaneità, su un mondo in cui, grazie al web, tutto ci sembra così a portata di mano: le distanze si annullano, i confini si dissolvono, le cose e le persone diventano immediatamente accessibili. In questa apparente abbondanza, però, si sviluppa una sorta di bulimia del consumo. Consumiamo in fretta relazioni, oggetti, emozioni, sentimenti. Tutto viene fagocitato rapidamente, senza il tempo di essere davvero vissuto o assimilato. Anche ciò che dovrebbe avere un valore profondo diventa effimero e sostituibile. I social, lo shopping online… possiamo avere tutto, ovunque e in qualsiasi momento. Ma questa possibilità, invece di colmare un bisogno reale, spesso genera una sorta di dipendenza, un desiderio compulsivo che non trova mai soddisfazione. Così, pur avendo potenzialmente “tutto”, ci resta un vuoto che ci spinge a volere ancora, e poi ancora.. più cose .. più relazioni..più stimoli, in un loop infinito.Come cantava Lucio Dalla: «Cosa sarà che ci spinge a comprare di tutto, anche se è di niente che hai bisogno?”.
Il brano, testo e musica di Marian Trapassi, è arrangiato e prodotto da Paolo Iafelice per Adesiva Discografica.
Voglio, suoni elettrici e groove incalzante, è un indie-pop incisivo e godibile sulle frustrazioni della “società dei consumatori”, il cui valore supremo è il diritto-obbligo alla “ricerca della felicità”, per dirla con Zygmunt Bauman. Un mondo sonoro che, nelle suadenti sottolineature trip-hop e nel cantato rotondo, richiama direttamente quello del singolo precedente, Rosa, anticipando le atmosfere dell’album di prossima pubblicazione.
Il video, in linea con il brano- spiegano i registi- racconta le difficoltà, proprie di questo momento storico, nella gestione dei rapporti interpersonali e del tempo. La dimensione umana viene annacquata, fagocitata dalla spirale social e dal Dio Algoritmo. La protagonista, nello scorrere meccanicamente una app di dating, si scopre satura di questi meccanismi e decide, alla fine, di regalarsi una fuga benefica nel mondo reale. In un lampo è al concerto di Marian Trapassi, finalmente libera.
