Oltre duemila persone per l’ultimo saluto ad Alex Zanardi nella Basilica di Santa Giustina a Padova

Oltre duemila persone hanno preso parte ai funerali di Alex Zanardi che si sono svolti questa mattina alle ore 11:00 nella Basilica di Santa Giustina a Padova. Sotto l’altare è stata posizionata l’handbike dell’indimenticabile campione. Le esequie sono state celebrate da don Marco Pozza che durante l’omelia ha detto: “Alex anche da morto continuerà a parlare di obiettivi. Mi dispiace per la morte, pensava di averlo bevuto ma neanche stavolta ha fatto bene i conti. Si è presa il corpo, ma l’anima le è sfuggita. In corsia di sorpasso è andata a infilarsi dentro la carne e le storie dei ragazzi di Obiettivo3 (l’associazione benefica creata da Zanardi). Alex sapeva usare il congiuntivo, e questo rappresenta una porta aperta. Oggi chi ama l’indicativo piange l’atleta, chi ha il coraggio di usare il congiuntivo rimpiange l’uomo e gli dice grazie. Quando Alex incontrerà Dio guarderà in faccia il Signore e non saprà cosa dirgli. E lui gli dirà: Però, Zanardi da Castel Maggiore…”. 

Tra i presenti gli atleti di Obiettivo3, Gianni Morandi, Bebe Vio, Giovanni Malagò, Alberto Tomba, Giusy Versace, il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, il ministro dello Sport Abodi, il presidente del Veneto Alberto Stefani e il presidente del Consiglio regionale veneto, Luca Zaia, il presidente della Fia Stefano Domenicali, Jorg Kottmeier, Luca Pancalli, Gian Carlo Minardi e l’ex calciatore del Vicenza Julio Gonzalez.

Il figlio di Alex Zanardi, Niccolò, ha ricordato il suo amato papà con queste parole: “Non serve essere Alex Zanardi per avere una vita meravigliosa, chiunque può avere una vita meravigliosa e gratificante. Io auguro a tutti, per primo a me stesso, di trovare il sorriso nelle piccole cose, perché da lì si costruiscono quelle grandi. Vi racconto un piccolo aspetto dell’Alex di casa. Non dell’Alex che vince le Paralimpiadi, i mondiali, o che va in giro a ispirare le persone, ma l’Alex che si fa il caffè, che il sabato sera impasta la pizza, che entra in casa con due occhiali da vista che a momenti sembrano un telescopio della Nasa, con il telefono ad almeno cinque metri dal viso, a distanza di sicurezza. E che ti guarda e dice: ascolta, leggimi un attimo questo foglio dello spid che non ci capisco niente. E lì ho capito una cosa che lui ha sempre detto: non è necessario pensare alle grandi sfide, alle grandi imprese per trovare il sorriso, la gioia e la gratificazione. Sono cose che partono dalle piccole cose. Se tu trovi il sorriso nelle piccole cose e lo fai tutti i giorni, hai messo le basi migliori per costruire una vita meravigliosa”. 

La cognata Barbara, sorella di Daniela Manni, moglie di Zanardi, ha detto: “Senza Dino, Anna, Daniela, la silenziosa ammirazione e il rispetto del figlio Niccolò, la storia che abbiamo visto non sarebbe la stessa. Sono certa che un giorno sentirò ancora la tua voce che dice: apperò, cognata”. Al termine è stata suonata la canzone “Combattente” di Fiorella Mannoia. 

La bara bianca con le spoglie del grande pilota e campione paralimpico è uscita dalla Basilica sulle note di “Ti insegnerò a volare (Alex)”, la canzone composta da Roberto Vecchioni e Francesco Guccini e a lui dedicata.

credit foto CIP

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