POPA: DA VENERDÌ 8 MAGGIO IL NUOVO ALBUM “NUDA PROPRIETÀ”

Dopo aver acceso nuove coordinate emotive con i singoli “Gommage”, “Marzo Beige” e “Dove andiamo a ballare questa sera?”, Popa torna con “Nuda Proprietà” (peermusic Italy), il suo nuovo album di studio, disponibile su tutte le piattaforme digitali da venerdì 8 maggio: un lavoro che è prima di tutto uno spazio mentale, un indirizzo sospeso tra passato e futuro.
Più che un disco, “Nuda Proprietà” è un cortometraggio. Una sceneggiatura emotiva che segue il viaggio esistenziale di un personaggio – la Signora – figura simbolica, senza età, in cui è facile riconoscersi. La “nuda proprietà” diventa il luogo interiore in cui si cerca pace, oscillando tra nostalgia e desiderio, tra il bisogno di restare e quello – sempre più urgente – di andare via.
L’album si muove in un’Italia contemporanea osservata con uno sguardo insieme ironico e sognante, dove il quotidiano convive con un’estetica decadente. Milano è il punto di partenza: una città fatta di tram, portinerie, traffico e pioggia, dove ci si nasconde dietro un cappotto beige per attraversare indenni le giornate, mentre fuori tutto scorre. Il disco si sviluppa come un film diviso in due atti.
La prima parte, quella dell’intimità, del restare, dell’abitare sé stessi: si apre con “Signora”, una canzone che è un monologo interiore insieme fragile e potente; il pianto, i ricordi, le vite vissute e immaginate, il bisogno di rassicurarsi – “è ancora un nuovo giorno in questa nuda proprietà”.
Da qui prende forma un percorso fatto di piccoli gesti e rituali quotidiani: “Marzo Beige” racconta la malinconia urbana e la comfort zone di un cappotto che protegge; “Gommage” trasforma la beauty routine in un momento quasi terapeutico; mentre “Animalier” deforma la città in una giungla contemporanea, dove identità e desideri si moltiplicano tra vetrine e sguardi. Fino a “Custode”, momento di rottura: un citofono, una voce, un invito inatteso. Uscire. Ballare. Vivere.
La seconda parte è quella del lasciarsi andare, del movimento, della notte: Con “Dove andiamo a ballare questa sera?”, la Signora attraversa la soglia: dal cappotto alla pista da ballo, dalla routine alla possibilità. La notte diventa spazio di liberazione, tra club culture italiana e immaginario pop, in cui perdersi è finalmente concesso. Da lì in poi è un’accelerazione: “Volo intercontinentale” apre a scenari lontani e relazioni sospese tra desiderio e rappresentazione; “Monte Carlo” è il rischio, il gioco, la fuga improvvisa; “Kalispera” rallenta il tempo in una dimensione sospesa tra mare, nostalgia e nuovi incontri. A chiudere, “Tre settimane da raccontare”: una cover omaggio a Fred Buongusto, il ritorno a casa, con addosso tutto quello che è stato. Non resta nulla, se non le storie – e la voglia di ricominciare.
Tutte le canzoni sono scritte da Popa insieme a Gaetano Scognamiglio. Dal punto di vista sonoro, “Nuda Proprietà” tiene insieme leggerezza e stratificazione: un equilibrio tra scrittura narrativa e immaginario pop, tra riferimenti italiani e aperture contemporanee. Le produzioni, curate da Gaetano Scognamiglio (Fitness Forever) e Paolo Carlini, accompagnano questo doppio movimento proprio come il passaggio dal giorno alla notte, dall’interno all’esterno.
Ancora una volta, Popa costruisce un universo coerente e riconoscibile, in cui ogni dettaglio – dai cappotti beige alle luci stroboscopiche – contribuisce a definire un’estetica precisa, elegante e ironica. Un racconto che parla di solitudine e desiderio, di identità e trasformazione, di quella tensione continua tra il restare e il partire. Perché in fondo, “Nuda Proprietà” è questo: un luogo in cui fermarsi, ma anche da cui avere sempre voglia di scappare.

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