Su RaiPlay “Così il Bologna tornò squadrone”

Lo storico spareggio scudetto del 7 giugno 1964 tra Bologna e Inter, rievocato attraverso il prestigioso racconto di Enzo Biagi, è il protagonista del nuovo appuntamento del ciclo “Campioni”, dal titolo “Così il Bologna tornò squadrone”, proposto da Rai Teche e disponibile da giovedì 21 maggio su RaiPlay. Per i tifosi più appassionati il calcio non conosce pause: quando i campionati si fermano, la memoria offre lo slancio per le sfide future, in un intreccio tra celebrazione e nostalgia.
Una pagina sportiva leggendaria, custodita negli archivi Rai, che torna alla luce per testimoniare il fascino di un calcio capace di ribaltare ogni pronostico. Con questa iniziativa, Rai Teche ricorda un primato unico: il Bologna è infatti il solo club ad aver conquistato due titoli allo spareggio (nel 1929 contro il Torino e nel 1964 contro l’Inter). Biagi, legatissimo ai colori rossoblù, intreccia i propri ricordi di tifoso al confronto in studio con i protagonisti di quel match: i nerazzurri Sandro Mazzola e Luis Suárez, i fuoriclasse felsinei Giacomo Bulgarelli e Helmut Haller, insieme allo storico direttore di Panorama Lamberto Sechi.
Il racconto trascende il rettangolo di gioco per farsi documento sociale, fotografando un’Italia in pieno fermento. La sfida viene calata nel contesto del 1964, tra i primi rincari del costo della vita e i mutamenti istituzionali, come l’elezione di Giuseppe Saragat al Quirinale. Per restituire il clima dell’epoca, Biagi ripropone due interviste d’eccezione sui misteri della Guerra Fredda: quella alla sorella di Jack Ruby — l’uomo che, uccidendo Lee Oswald, rese ancora più fitta la trama intorno al delitto Kennedy — e quella alla spia britannica Greville Wynne, protagonista del clamoroso scambio con il sovietico Konon Molody sul ponte di Glienicke a Berlino, il celebre “ponte delle spie”.
In questo scenario, sospeso tra inquietudini interne e tensioni internazionali, il calcio assunse una funzione quasi liberatoria: un’occasione per l’Italia intera di tirare un respiro di sollievo, seguendo con animo leggero ma trepidante il duello tra il Bologna di Bernardini e l’Inter di Herrera.
Un confronto che resta scolpito nella memoria anche per la complicata vigilia: dalle accuse di doping ai rossoblù, poi rivelatesi infondate, alla scomparsa del presidente Renato Dall’Ara, stroncato da un infarto solo quattro giorni prima della gara. Le immagini dell’epoca, accompagnate dal timbro di Nicolò Carosio, restituiscono l’atmosfera di un Olimpico palpitante: il Bologna si impose per 2-0 con reti di Fogli e Nielsen, neutralizzando la corazzata interista — fresca della Coppa dei Campioni vinta contro il Real Madrid — grazie alla geniale intuizione di Bernardini. L’inserimento del difensore Bruno Capra al posto della punta Antonio Renna servì, infatti, ad arginare il velocissimo attaccante avversario Jair da Costa. In quel pomeriggio romano, il Bologna firmò un’impresa da annali conquistando il suo settimo scudetto e riappropriandosi, con merito, del titolo di “squadrone che tremare il mondo fa”.

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