Sono cominciate a Belluno le riprese del nuovo film del regista Stefano Usardi dal titolo “Il Tavolo” prodotto da FiFilm. La troupe si sposterà tra la zona del Cadore in provincia di Belluno e le zone di Jesolo/Cortellazzo seguendo il corso del fiume Piave e percorrendo quella che era l’antica via degli zattieri.
I protagonisti sono interpretati dagli attori Piero Cardano e Noemi Francesca. Molti sono attori veneti tra cui i padovani Sofia Taglioni e Stefano Scandaletti, il veneziano Lorenzo Pozzan, le bellunesi Grazia Capraro e Anna Gamba, Matilde Vigna di Rovigo.
Il protagonista è il Tavolo. Percepita l’immagine del mare in un mobilificio, il Tavolo decide di raggiungerlo con ogni mezzo possibile. Acquistato inizialmente da Luca, che convive con la giovane Sara, si rende testimone di gravi e rocambolesce vicende famigliari che ne modificano l’intento. Bloccato dalla sua scarsa mobilità Il Tavolo è aiutato da ladri, bambini, preti, musicisti e altri casuali protagonisti che ne assecondano, involontariamente, l’intento.
Un silenzioso, insolito e solido protagonista, nato tra le Dolomiti che sogna e prova a raggiungere il mare. Rubato, maltrattato, innamorato e quasi sezionato si ritrova, suo malgrado, ad essere il legame dell’intera famiglia, di cui cela al suo interno il segreto principale, condizionandone il futuro. Essere un testimone silenzioso per il Tavolo non è poi così difficile, ma per riuscire ad arrivare al mare serve ben altro. In una catastrofica serie di eventi, anche il solido protagonista non riesce a rimanere sempre tutto d’un pezzo e deve riuscire a cambiare la percezione della realtà e di sé.
La troupe si sposterà tra la zona del Cadore in provincia di Belluno e le zone di Jesolo/Cortellazzo seguendo il corso del fiume Piave e percorrendo quella che era l’antica via degli zattieri, figura nata ai tempi della Serenissima, periodo in cui Venezia aveva bisogno di legname per costruire solide imbarcazioni e le fondamenta dei palazzi. Il bellunese, ricco di aree boschive, era il territorio perfetto da cui attingere. È qui che nasce la figura dello zattiere: abile e coraggioso uomo che trasformava i tronchi in zattere e che trasportava il legname dal Cadore fino in Laguna.
“Il Tavolo è un progetto sperimentale che si inserisce nel filone dei road movie o forse in questo caso si potrebbe definire un river movie: il punto di partenza è la zona del Cadore in provincia di Belluno, per seguire tutto il corso del fiume Piave fino alla sua foce sul mare di Jesolo”, racconta il regista Stefano Usardi.
“Il film nasce con il desiderio di valorizzare un oggetto in una società consumistica in cui le cose hanno sì una valenza affettiva ma spesso vengono sostituite da ciò che è nuovo e apparentemente più funzionale. Il film si contappone a questa logica consumistica: il Tavolo, infatti, assume per uno degli attori principali un valore centrale, anche se poi sarà il Tavolo stesso ad avere una propria autonomia spostandosi di casa in casa.
Il progetto nasce al tavolino di un bar con la produttrice: eravamo al telefono con un attore con cui stavamo avendo qualche problema perché soffriva un po’ di divismo, e in quel momento decisi che volevo realizzare un film che aveva come protagonista un oggetto e non un attore, e il tavolo a cui eravamo seduti fu la prima cosa che colpì la mia attenzione.
Pur essendo un film sperimentale, ho cercato di essere molto attento al pubblico a livello drammaturgico. È un film che si concentra sulla spazialità e sul suono: sto cercando con il sound designer, di cerare un mondo sonoro attorno a questo Tavolo.
Come in ogni mio film ci saranno alcune tematiche che costantemente ritornano come la semplicità, la comunità e la casualità che a volte può deviare la nostra vita”.
