Il Festival Musica Antica all’Aventino giunge alla sua XVIII edizione. Otto i concerti che, tra giugno e ottobre, animeranno la Basilica di Santi Bonifacio e Alessio di Roma.
Prodotto da Progetto Sonora Impresa Sociale SRL, realizzato dall’Associazione Insieme Strumentale di Roma e in collaborazione ACMT – Associazione Culturale Marco Taschler, con il contributo del Ministero della Cultura, il Festival di Musica Antica all’Aventino si conferma come un luogo di incontro tra patrimonio e contemporaneità. La musica non viene presentata come una reliquia del passato, ma come un’esperienza viva capace, ancora oggi, di emozionare interrogare e meravigliare.
Tra il silenzio dei chiostri, il profilo dei cipressi e la luce che attraversa le antiche navate della Basilica dei Santi Bonifacio e Alessio, il tempo sembra dilatarsi; le distanze tra passato e presente si assottigliano e le opere nate nelle corti, nelle chiese e nei teatri dell’Europa di altri secoli, ritrovano la loro voce originaria.
È da questo incontro tra spazio, memoria e suono che nasce l’edizione 2026 del XVIII Festival di Musica Antica all’Aventino diretto dal M° Giorgio Sasso.
Dal 7 giugno al 25 ottobre interpreti e specialisti della prassi esecutiva storica accompagneranno il pubblico in un viaggio che attraversa quattro secoli di storia musicale: dalle danze e dalle villanelle del Rinascimento italiano alle architetture sonore del Barocco europeo, dall’invenzione strumentale di Bach e Telemann alle raffinatezze di Haydn fino ai colori e alle passioni della Spagna evocata da Lorca, Granados, Albéniz e de Falla. Tra i protagonisti di questa edizione: Diego Roncalli, Luca Cola. Giorgio Sasso, Teresa Ceccato, Manuel Granatiero, Amalia Ottone, Luca Peverini, Simone Pierini, Minni Diodati, Valeria Brunelli e Lucia Napoli.
Ogni concerto è pensato come una tappa di un percorso più ampio. Un cammino fatto di dialoghi tra culture, di incontri tra voce e strumento, di riscoperta di capolavori celebri e pagine rare. Un itinerario che conduce l’ascoltatore attraverso le molte anime della musica europea tra spiritualità e teatro, devozione e virtuosismo, intimità e festa.
In un’epoca dominata dalla velocità e dal rumore il Festival invita a un gesto sempre più raro: fermarsi ad ascoltare. Ascoltare il respiro degli strumenti storici, la materia viva delle corde e delle voci, nell’acustica di uno spazio che da secoli custodisce storie, arte e spiritualità.
Perché alcune musiche non appartengono a un’epoca, appartengono al tempo dell’ascolto.
Si aprirà il 7 giugno alle ore 12:15 con un concerto dell’Insieme Strumentale di Roma dedicato a F.J. Haydn il Festival di Musica Antica all’Aventino 2026. Nel concerto di apertura realizzato dal gruppo “in residenza” del Festival saranno eseguiti tre dei sei lavori contenuti nella prima opera a stampa del “padre della sinfonia e del quartetto” a proposito dei quali, durante il concerto, il direttore artistico Giorgio Sasso fornirà un’interessante spiegazione musicologica.
A seguire, domenica 14 giugno alle ore 19:30 il festival vedrà un programma dedicato al tardo barocco europeo nel quale si immagineranno Georg Philipp Telemann e Johann Sebastian Bach durante un viaggio in Francia, mettere i propri lavori al cospetto dei contemporanei Rameau e Forqueray. Protagonisti della serata: Manuel Granatiero, beniamino del pubblico e solista de Gli Incogniti, al flauto traverso, Giorgio Sasso direttore artistico del Festival al violino, Amalia Ottone giovanissima e apprezzatissima solista alla viola da gamba e lo straordinario continuista Salvatore Carchiolo al cembalo.
Il 21 giugno alle ore 19:30 Luca Peverini, primo violoncello del Teatro dell’Opera di Roma e habitué dei nostri concerti, eseguirà due suites, delle sei che Bach compose a Köthen attorno al 1720, per violoncello solo.
Domenica 28 giugno alle ore 19:30 nel cortile della Basilica di S. Alessio “Scaramella va alla guerra”, un programma ideato e realizzato dalla soprano Minni Diodati e dalla flautista Maria de Martini che, alla testa dell’ensemble Acqua Felix, ci condurranno nel vivacissimo mondo delle villanelle napoletane cinquecentesche.
Domenica 20 settembre alle ore 19:30 andrà in scena un programma tutto dedicato al genio di J.S. Bach intitolato “Aspetti Bachiani”. L’Insieme Strumentale di Roma con Minni Diodati voce sola nella Cantata 51 e uno stuolo di fuoriclasse (Simone Pierini al cembalo e Manuel Granatiero al flauto traverso nel quinto Brandeburghese tra gli altri) presenteranno, come suggerito dal titolo del concerto, vari aspetti della sterminata produzione del sommo maestro di Eisenach.
La celebrazione di Giovanni Legrenzi di cui ricorre il quattrocentesimo anniversario della nascita terrà banco domenica 27 settembre alle ore 12:00. Ad essere eseguite saranno le sonate dell’opera seconda del maestro veneziano d’adozione nato, in realtà, a Clusone nel bergamasco.
Il 18 ottobre alle ore 19:30 il gradito ritorno del mezzosoprano Lucia Napoli proporrà un programma nel quale si potranno ascoltare le tre magnifiche Salve Regina di Alessandro e Domenico Scarlatti e di Giovanni Battista Pergolesi. Ad accompagnare la voce della Napoli una compagine di ragazzi scelti tra i migliori dei conservatori italiani guidati da Giorgio Sasso.
Infine il 25 ottobre ore 19:30 ancora Lucia Napoli protagonista, con il chitarrista Francesco Romano, del programma “Por los campos de Espana” nel quale i due musicisti ci condurranno tra la musica e le parole del mondo della grande arte spagnola a cavallo dei secoli diciannovesimo e ventesimo.
Tutti i concerti sono ad ingresso libero fino ad esaurimento posti, info whatsapp 329 4939834.
