Dura trentotto minuti il sogno del Curaçao che segna il suo primo storico goal nella fase finale di una Coppa del Mondo e mantiene in equilibrio la sfida contro i quattro volte campioni della Germania, ma il colpo di testa di Schlotterbeck riporta in vantaggio la forte compagine europea ed in pratica dà il via alla goleada del secondo tempo.
Alla squadra di Julian Nagelsmann bastano appena sei minuti per sbloccare la partita con un perfetto destro a giro dal limite dell’area di Nmecha che indovina l’angolo alla sinistra di Room.
Il Curaçao non si scompone, si salva con un po’ di fortuna su un paio di conclusioni avversarie e comincia a rendersi pericoloso in contropiede.
Al 21° arriva incredibilmente il pareggio caraibico con una conclusione dal limite dell’area di Comenencia che, deviata da Kimmich diventa imparabile anche per l’esperto Neuer.
La partita resta sostanzialmente in equilibrio fino al 38° quando il difensore Schlotterbeck si fa trovare completamente libero nell’area piccola sul calcio d’angolo battuto da Brown e di testa indirizza la sfera nell’angolo alla destra del portiere avversario segnando il suo primo gol con la Nazionale maggiore.
Allo scadere dei quattro minuti di recupero la Germania incrementa il vantaggio con un calcio di rigore siglato da Havertzche spiazza Room con un piatto sulla destra.
La sfida di Houston si chiude definitivamente al secondo minuto della ripresa con un preciso diagonale di Musiala che rende inutile il tuffo disperato dell’estremo difensore del Curaçao.
Nella fase finale dell’incontro la Germania dilaga ed arrivano altri tre goal che sanciscono il definitivo 7-1. Al 68° è il terzino Browna siglare la manita, mentre il 6-1 viene firmato da Undav che trova il varco giusto nella porta sguarnita dopo la giocata di Kimmich che elude l’intervento di Room.
L’ultima marcatura è opera di Havertz che all’88° sigla la sua doppietta personale con uno scavetto che supera il portiere avversario.
Nel girone F grande battaglia fra Olanda e Giappone che concludono il match con un divertente pareggio per 2-2.
Gli orange sono più intraprendenti nelle fasi iniziali, ma dopo il cooling break, gli asiatici rendono più concreta la loro manovra provando a modificare l’inerzia della partita. Il palleggio olandese è sempre di primo ordine, ma la difesa nipponica è sempre attenda.
Alla mezz’ora Malen recupera un pallone sulla tre quarti offensiva, ma Taniguchi mette in calcio d’angolo. Sul corner arriva il colpo di testa ravvicinato del solito Malen, ma Suzuki riesce a deviare sventando la minaccia.
Al 37° è Gakpo a sfiorare la rete con una scivolata nell’area piccola, ma la deviazione finisce alta sulla trasversale.
La prima frazione si conclude a reti bianche anche se il Giappone sfiora il vantaggio al 42° con due giocate di Nakamura e Ueda che terminano sull’esterno della rete orange.
Nel secondo tempo arrivano le marcature; al 51° Van Dijk porta in vantaggio la formazione olandese con un preciso colpo di testa sul cross di Gravenberch.
Il Giappone risponde immediatamente è realizza il pareggio con una conclusione improvvisa di Nakamura deviata in maniera impercettibile da Maeda.
La girandola di goal prosegue al 64° con il secondo vantaggio orange, merito del solito Summerville bravo a sorprendere Suzuki sul palo alla sua destra.
Gli asiatici devono alzare il baricentro e l’Olanda ne approfitta con una interessante giocata di Gakpo sul lato sinistro che si conclude con un tiro angolato deviato da Suzuki.
I cambi dell’Olanda non funzionano, Depay e Koopmeiners rallentano il gioco e i nipponici schiacciano gli avversari nella propria metà campo.
All’88° arriva il definitivo pareggio con il colpo di testa di Ogawadeviato in rete da Kamada.
L’arbitro concede sei minuti di recupero nei quali l’Olanda prova inutilmente ad attaccare senza riuscire a concretizzare nessuna occasione ed il pareggio viene accolto con grande soddisfazione dalla compagine asiatica.
di Fulvio Saracco
credit foto FIFA
