“Il mio personaggio non è facile da interpretare a livello psicofisico, dato che non ci sono mai scene di passaggio o banali, ma sono sempre molto sentite a livello emotivo”. Enrico Oetiker torna a vestire i panni di Riccardo Guarnieri, a sei anni di distanza, nell’undicesima stagione de “Il Paradiso delle Signore”, in onda su Rai 1 dal 7 settembre alle ore 16,05.
Figlio di Umberto (Roberto Farnesi) e fratello di Marta (Gloria Radulescu), Riccardo ha vissuto una storia d’amore tormentata con Nicoletta Cattaneo, da cui ha avuto una figlia, Margherita, e rientra a sorpresa a Milano dopo una lunga assenza. Un ritorno che sembra essere una fuga da qualcosa che ancora non ha il coraggio di confessare.
In questa intervista Enrico Oetiker ci ha parlato degli sviluppi che avrà il suo personaggio, dell’emozione provata nel tornare sul set della serie, ma anche dello spettacolo teatrale “Il viaggio di Francesco” in cui si racconta la crisi di San Francesco.

Enrico Oetiker con Roberto Farnesi, Vanessa Gravina, Gloria Radulescu e Arianna Amadei ne Il Paradiso delle Signore 11 – credit foto ufficio stampa
Enrico, nella nuova stagione de Il Paradiso delle Signore torna a vestire i panni di Riccardo Guarnieri, che arriva a Milano da solo, senza Nicoletta. Quali sviluppi avrà il suo personaggio?
“Avrà un ruolo importante e centrale nella serie. Io stesso non sapevo cosa aspettarmi perché avevo fatto una chiacchierata molto informale con il produttore ma non conoscevo gli sviluppi che avrebbe avuto il personaggio. Invece posso anticipare che sarà un ritorno in grande spolvero perché sarà impegnato su vari fronti, ci sarà sia la linea professionale, sia quella famigliare e forse più avanti anche sentimentale. Riccardo ha sofferto tanto, infatti non dovrà solo affrontare dei problemi legati alla gestione della crisi famigliare riguardante Odile ma sono accadute alcune cose mentre era in Francia, tanto che torna da solo a Milano, senza Nicoletta”.
A Milano Riccardo ritroverà suo padre Umberto, la zia Adelaide (Vanessa Gravina), sua sorella Marta e Odile (Arianna Amadei) che ancora non conosce …
“Con Odile si crea fin da subito un rapporto molto bello, di grande complicità, perché sono due ragazzi attivi, genuini e non condividono quello storico che invece Riccardo ha con la zia, il padre e Marta. Con sua sorella il mio personaggio ha un legame viscerale ma nei momenti di crisi ci saranno diversi testa a testa tra loro. Con la zia Adelaide c’è sempre un rapporto di fiducia profondo mentre quello con suo padre Umberto è cambiato nel tempo ed è finalmente più equilibrato, rimangono ovviamente i ruoli ma a differenza delle ultime volte in cui li avevamo lasciati a battibeccare adesso sono due uomini alla pari”.

Enrico Oetiker con Roberto Farnesi e Gloria Radulescu ne Il Paradiso delle Signore 11 – credit foto ufficio stampa
Riccardo avrà a che fare anche con Carla Corsi (Lavinia Longhi) e i suoi figli …
“Soprattutto nella fase iniziale ci saranno delle vicende lavorative in cui si andranno ad intrecciare le storie di Umberto e di Riccardo con Carla Corsi”.
Questa stagione della serie è ambientata tra il 1967 e il 1968, un’epoca di grandi cambiamenti e rivoluzioni …
“Il 1968 è un anno iconico perché rappresenta il momento di rottura fra il secondo dopoguerra e il mondo contemporaneo. C’è un abisso fra il pre e il post 1968 per i tumulti, per la rivoluzione nel pensiero, per Woodstock, è un mondo che si muove molto più rapidamente. Mi ha colpito sicuramente il cambio così repentino. I costumi che indossiamo sono completamente diversi da quelli che avevo lasciato, si osa molto di più, è l’epoca del rock, in cui cominciano a prendere piede le correnti popolari ed è divertentissimo raccontarlo. Finalmente tutto si mescola, anche le classi sociali, c’è una cultura pop trasversale, che abbraccia tutte le persone e nei locali si vedono i principi e i benzinai che ballano insieme. E’ un periodo di grande fermento e ovviamente al Paradiso delle Signore viene raccontata anche questa linea e il personaggio di Riccardo avrà delle idee coerenti con quegli anni in cui non si ha paura di osare”.
Com’è stato tornare a vestire i panni di questo personaggio con delle dinamiche differenti rispetto al passato?
“E’ stato particolare. Dal punto di vista personale è stato molto bello perché ho ritrovato il 90% della troupe e dei runner con cui avevo lavorato all’epoca. E’ un set molto famigliare in cui ci si aiuta e si passa tantissimo tempo insieme. E’ stato emozionante tornare a girare anche negli stessi ambienti, dal Paradiso delle Signore a Villa Guarnieri. Dal punto di vista artistico sto cercando di tenere botta perché ovviamente i ritmi sono serrati e Riccardo non è facile da interpretare a livello psicofisico dato che non ci sono mai scene di passaggio o banali, ma sono sempre molto sentite a livello emotivo. E’ una grande responsabilità e un piacere vestire i suoi panni. E’ un personaggio molto sfaccettato quindi mi dà la possibilità di esplorare corde differenti come l’ironia, la speranza ma anche le sue fragilità”.
Cosa pensa di aver portato di suo nel personaggio di Enrico e cosa ha ricevuto da lui?
“Cerco sempre di portare la mia umanità e delicatezza essendo un personaggio spesso conflittuale e ambiguo. Riccardo ha un’enorme fragilità e una sofferenza che gli fa compiere spesso azioni brutte o spiacevoli, quindi provo a donargli una profonda sensibilità dato che questo ragazzo convive con un grande vuoto dentro di sé a causa dell’assenza della madre, con una figura paterna molto ingombrante e un senso di solitudine atavico”.

Che differenze ha riscontrato a livello emozionale tra il primo giorno sul set quando ha esordito al Paradiso delle Signore e il primo ciak al suo ritorno dopo diversi anni?
“All’epoca ero molto più giovane, erano i primi ruoli da protagonista che interpretavo quindi c’era una grande emozione ed eccitazione, un po’ come se fosse il primo giorno di scuola, questa volta invece ho provato un senso di appartenenza, di responsabilità nell’essere coerente con quel Riccardo che il pubblico conosce nonostante siano passati sei anni”.
Cosa ha aggiunto questo personaggio al suo percorso artistico?
“Mi ha regalato tanto, mi ha dato una grande popolarità, nonché la possibilità di esplorare un tipo di personaggio dalle mille sfaccettature, imprevedibile, con delle motivazioni interne che non sono mai lineari e per questo devo ringraziare gli autori perché l’hanno scritto in maniera molto interessante. Sono il primo fan di Riccardo in quanto non ho mai idea di dove andrà a parare. Mi ha dato anche quella tridimensionalità attoriale che spesso altri ruoli più piatti non hanno e mi permette un’esplorazione a 360 gradi dello spettro emotivo. In scena rido, gioisco, piango, mi arrabbio, mi dispero, mi freddo, mi riscaldo, posso giocare in tutte le direzioni e sono grato per questo”.
C’è una sfumatura di Riccardo che ancora non è emersa e che le piacerebbe venisse alla luce nel corso della storia?
“Riccardo ha sempre molti problemi e quindi tende ad essere preoccupato per se stesso, ma in realtà è generoso, per cui mi piacerebbe nel futuro, quando e se risolverà tutte le questioni in sospeso, che emergesse quell’umanità che aveva Vittorio Conti all’epoca e che si irradiava nei confronti di tutti i personaggi che lo circondavano”.
In questi anni lontano dal Paradiso delle Signore ha preso parte a film, serie tv e spettacoli teatrali di successo, tra i personaggi che ha interpretato ce n’è uno in particolare che le ha regalato maggiore soddisfazione?
“Uscendo dal seminato, ma neanche troppo perché è sempre il mio mestiere, ho avuto la fortuna di interpretare la crisi di San Francesco nello spettacolo teatrale “Il viaggio di Francesco”, tratto da “La sapienza di un povero” di Éloi Leclerc, con la regia di Pino Quartullo. Tutti conosciamo bene la storia delle stigmate, delle rivelazioni, i momenti alti di questo personaggio ma in pochi, me compreso, quella che fu la sua crisi profonda quando già l’ordine dei Francescani era avviato e lui si ritrovò in quest’eremo. Sono molto affascinato dalla spiritualità e anche dalle lacune e dai buchi umani che squarciavano internamente San Francesco tanto da farlo dubitare dell’esistenza o della presenza di un dio in quel momento. E’ stato un onore e un piacere portare sul palco questa dicotomia fra il suo essere così sovrumano nella sua santità ma anche così profondamente umano nelle sue debolezze”.
Qual è l’aspetto che più l’ha colpita della storia di San Francesco?
“Ho capito che anche le persone che da fuori riteniamo eccelse in realtà portano appresso i conflitti e quelle piccole crepe che poi le rendono appunto uniche, altrimenti saremmo tutti dei robot perfetti”.
In quali altri progetti la vedremo prossimamente?
“Uscirà un film che ho girato fra maggio e giugno prima di arrivare sul set de Il Paradiso delle Signore, in cui recito assieme a Daphne Scoccia e ad Antonio Catania. E’ una commedia romantica, si intitola “La mia storia con te” con la regia di Angelo Frezza e mi sono molto divertito a interpretarla”.
di Francesca Monti
Si ringraziano Daniela Piu e Francesca Alfano
