Nuovo appuntamento su Rai 1 con “Codice: la vita è digitale”

Che cosa accade dentro un’intelligenza artificiale nell’intervallo tra una domanda e una risposta? È da questa frontiera ancora poco compresa che parte la puntata – dal titolo “Simulazioni” – di “Codice: la vita è digitale”, il programma condotto da Barbara Carfagna in onda venerdì 4 settembre alle 00.30 su Rai 1.
Ad aprire il viaggio è Ipazia, l’avatar di “Codice”, costruita attraverso una RAG aziendale (Retrieval-Augmented Generation), un sistema che collega un modello di intelligenza artificiale a un archivio selezionato di documenti e conoscenze. Nel caso di Ipazia, la base è il patrimonio di contenuti di “Codice”: l’avatar può cercare informazioni in questo archivio e utilizzarle per costruire le proprie risposte. Questa volta Ipazia non interroga, ma viene interrogata dal tecnologo e saggista Massimo Chiriatti. 
Da qui “Codice” entra nel rapporto tra tecnologia e religione. In India i rituali arrivano sulle piattaforme digitali, mentre anche il Vaticano sperimenta nuovi strumenti e piattaforme di intelligenza artificiale. A confrontarsi su fede, tecnologia, libero arbitrio e potere sono il matematico e filosofo Etienne de Rocquigny, consulente del Vaticano, e il giurista Andrea Venanzoni, traduttore italiano di un libro di Peter Thiel.
L’intelligenza artificiale entra anche nella sfera più intima. In Cina alcuni giovani della Generazione Z non vogliono investire il tempo e il denaro richiesti dalle relazioni tradizionali e guardano ai robot come possibili compagni. Giovani ingegneri costruiscono umanoidi con cui condividere compagnia e intimità: la macchina passa così da strumento che lavora per l’essere umano a possibile partner. Sul confine tra relazione, desiderio e artificiale interviene la filosofa e bioeticista Giulia Bovassi.
Con Andrea Pontremoli, Ceo di Dallara Automobili, “Codice” racconta invece come cambia l’industria. Dallara non produce più soltanto automobili, ma anche modelli matematici delle automobili: rappresentazioni digitali che consentono di sperimentare configurazioni e comportamenti prima ancora di costruire fisicamente una vettura.
Ma tutto può essere trasformato in un modello? Andrea De Marchi, esperto di storia dell’arte, spiega come l’occhio umano riconosce un quadro: non attraverso un singolo dettaglio o una semplice somma di parametri, ma mettendo insieme materia, tecnica, stile, luce, contesto e una memoria visiva costruita attraverso l’esperienza. È lo sguardo del “conoscitore”, capace di cogliere relazioni e anomalie che l’intelligenza artificiale non riesce ancora a riconoscere allo stesso modo.
Con Nello Cristianini, professore di Intelligenza artificiale all’Università di Bath, si entra invece nel territorio delle congetture. Tra una domanda e la risposta del modello si apre una sorta di “pausa”, uno spazio nel quale la macchina costruisce ipotesi e inferenze: una zona grigia che la ricerca non ha ancora compreso fino in fondo e che apre una delle nuove frontiere dell’AI.
E proprio per studiare macchine sempre più potenti, il fisico e matematico Pierluigi Contucci racconta la proposta, avanzata insieme al premio Nobel Giorgio Parisi, di un Cern per l’intelligenza artificiale.
Il viaggio prosegue nella robotica, con gli umanoidi cinesi di Unitree, e nella corsa ai World Model. Oliver Cameron, dopo aver lavorato nella robotica e in Google DeepMind, ha fondato Odyssey: sistemi che imparano osservando il mondo attraverso i video invece di limitarsi a leggere testi, costruendo modelli nei quali robot e agenti possono imparare a muoversi.
Cambiano anche l’educazione e la programmazione: dal modello TUMO nato in Armenia alla scuola israeliana che sperimenta l’AI non come una materia in più ma come un nuovo ambiente di apprendimento, fino al “vibe coding”, che consente di creare software senza conoscere il codice.
“Codice” chiude con la fintech e con la Lituania, diventata uno degli hub europei della finanza tecnologica.  Tra i protagonisti Revolut e il passaggio alle stablecoin in euro: un altro confine che si sposta, questa volta tra moneta tradizionale, blockchain e finanza digitale.

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