Da giovedì 10 settembre, su Sky e in streaming su NOW, al via X Factor 2026. Le dichiarazioni di Giorgia e dei giudici Francesco Gabbani, Jake La Furia, Paola Iezzi e Irama

Da giovedì 10 settembre, su Sky e in streaming su NOW, inizia la lunga, intensissima fase di selezione di X Factor 2026 che porterà alla definizione dei 12 protagonisti assoluti di questa stagione dello show Sky Original prodotto da Fremantle, i 12 talenti che si sfideranno settimana dopo settimana sul palco dei Live Show.
Sei puntate di selezioni: le Auditions, divise in tre episodi; a seguire le due serate di Bootcamp; quindi, lo step più importante, quello decisivo, le Last Call che formeranno i terzetti ufficiali.

Giorgia, l’amatissima artista icona della scena musicale italiana, torna per il terzo anno alla conduzione nello show. Come sempre il backstage sarà totalmente suo: con la sua sensibilità, la sua empatia e la sua presenza rassicurante e stimolante, sarà il prezioso punto di riferimento per i cantanti pronti a toccare per la prima volta un palco tanto importante, accogliendoli sia un secondo prima di entrare in scena sia un attimo dopo aver raccolto il giudizio dei giudici: “I ragazzi sono molto determinati e consapevoli di ciò che vogliono fare. Non ci vogliono provare, ma ci credono e vogliono esibirsi. Il nostro lavoro è da privilegiati ma c’è anche una parte faticosa e se non c’è la vera luce dentro, quella scintilla che ti fa andare avanti, non reggi. Serve un’autenticità d’ispirazione, però affacciarsi a questo mondo per ottenere altro può essere l’errore principale“. 

Il tavolo di #XF2026 si presenta in una formazione inedita: tornano Francesco Gabbani, Jake La Furia e Paola Iezzi, affiancati da Irama, al suo debutto assoluto in giuria.
A loro quattro toccherà il compito di diventare guida, mentore, riferimento per gli aspiranti cantanti in gara.

“Sono stato accolto benissimo, mi sono sentito subito in famiglia. Sono entusiasta di iniziare questa avventura. È tutto da scoprire. Mi sto divertendo molto e spero di trovare anche l’X Factor, che poi è la cosa più importante. Ogni percorso secondo me è diverso. Quando scrivi una canzone non esiste una vera regola nell’arte ma un flusso creativo da seguire, tanti stili e tanti mondi da assecondare. Secondo me è giusto che i ragazzi che partecipano al programma assecondino quello che è il proprio stile e il proprio percorso. Noi siamo qui principalmente per guidarli, e magari con l’esperienza che negli anni abbiamo fatto, cercheremo solo di dare dei consigli e di scoprire anche cose nuove, per esempio, che non conoscevano. Però è giusto, che ognuno si faccia le ossa perché serve anche al di fuori del programma. Mi sento anche vicino a loro a livello empatico, so cosa si prova a stare dall’altra parte”, ha dichiarato Irama.

“Sicuramente è una grande responsabilità l’atto del giudizio e quindi tutto ciò che comporta. Le conseguenze che possono essere ovviamente oppositive o negative corrispondono a una responsabilità. Io ho imparato un po’ ad accettarlo. Lo scorso anno, come nella mia prima edizione, ero molto spaventato dal mettermi nella condizione di dover esprimere un giudizio. Quello che mi auguro è che i giudizi possano essere da una parte costruttivi nei confronti di coloro verso i quali vengono espressi e nello stesso tempo che trasferiscano una sorta di capacità di giudizio personale a chi lo riceve, che i ragazzi siano consapevoli di se stessi”, ha detto Francesco Gabbani.

“Il mio giudizio è un insieme di fattori e può cambiare da un momento all’altro. Deve avere qualcosa che faccia brillare il talento in gara dal punto di vista tecnico, ma anche la personalità, l’attitudine verso la musica per me è importante. Mi piace la gente appassionata, che si diverte. Probabilmente per molti ragazzi X Factor è l’occasione della vita per cui sicuramente c’è dell’emotività, ma ritengo che questo sia un lavoro bellissimo e voglio vedere positività”, ha spiegato Jake La Furia.

“Questo è il mio terzo anno ma non parto mai con l’idea di vincere. Voglio lavorare bene con i ragazzi per riuscire a trasferire loro non solo quello che so di questo lavoro e della musica, ma anche un po’ di tranquillità, di serenità, l’idea che è importante impegnarsi in qualcosa senza che diventi troppo pesante. Devono però sentire la responsabilità del percorso che si intraprende quando si sceglie la musica, che è un mestiere bellissimo ma può anche diventare una gabbia terribile. Ognuno deve scegliere l’ambito che preferisce, ed è meglio capirlo prima che dopo”, ha affemato Paola Iezzi.

Quello che partirà il 10 settembre sarà un percorso lunghissimo, denso di emozioni e ricchissimo di spunti preziosi, sia per i giudici sia, soprattutto, per i cantanti:

– tre serate di Auditions che saranno, come sempre, un intensissimo spaccato di musica, sogni, aspettative e prime volte in cui i concorrenti dovranno conquistare almeno tre sì per accedere alla fase successiva;

– due episodi di Bootcamp, in cui i cantanti selezionati al primo step dovranno sperare nell’unanimità da parte dei giudici, ancora tutti e quattro altavolo insieme: si accede al turno successivo solo e soltanto con quattro sì netti, in caso contrario i giudici potranno confrontarsi e dibattere per provare ad arrivare un accordo e a una decisione comune; in qualsiasi caso, sia dovessero accordarsi in un caso o nell’altro sia dovessero rimanere in disaccordo, ogni giudice avrà la possibilità di giocarsi la potentissima carta dell’X Pass: indipendentemente dall’esito del giudizio al tavolo, infatti, con l’X Pass il concorrente sarà sicuro di accedere al livello successivo e di poterlo fare nella squadra di quello stesso giudice;

– infine lo scoglio decisivo, il più complicato e più carico di attese e aspettative, le Last Call: dopo essersi riuniti e aver scelto quali artisti prendere con sé nella propria squadra, ogni giudice ascolterà per una terza volta i cantanti oltre al proprio X Pass; sul palco ci saranno tre sedie vuote che saranno riempite man mano: una volta esauriti i posti a disposizione, l’intero studio cambierà colore e diventerà rosso, perché in quel momento avrà inizio il temutissimo meccanismo degli switch che obbligherà ogni giudice a far alzare un concorrente momentaneamente promosso per“far spazio” a un nuovo talento. dentro o fuori.

Dalla fase di Last Call emergeranno quindi i 12 protagonisti ufficiali di X Factor 2026 che a partire da giovedì 22 ottobre, sul palco del Teatro Repower di Milano, si sfideranno nel corso dei Live Show.
Giovedì 3 dicembre infine si celebrerà la grande finale di X Factor, che dopo due incredibili annate in Piazza del Plebiscito a Napoli quest’anno torna a Milano, nel tempio della musica italiana dal vivo, l’Unipol Forum di Assago.

Le Auditions, come da tradizione, accenderanno ufficialmente X Factor. Quest’anno si sono iscritte persone di ogni età, tra i 16 e i 70 anni, che vivono anche all’estero: tra le altre, sono arrivate candidature da Spagna, Germania, Regno Unito, StatiUniti. Rock, pop, urban: tutti i generi sono rappresentati, e non mancano proposte più sperimentali e mai scontate.

di Francesca Monti

credit foto Virginia Bettoja

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