Il 17 maggio 2027 Filippo Graziani porterà al Teatro Manzoni di Milano “Casa Graziani” Filippo Graziani con cui l’artista apre le porte di un luogo simbolico e intimo in cui il palco si trasforma in uno spazio familiare, capace di accogliere e intrecciare passato, presente e futuro.
Il repertorio storico di Ivan Graziani dialoga apertamente con i brani originali di Filippo, inclusi i nuovi inediti inseriti nel suo ultimo lavoro discografico, “Verso casa”, in uscita ad ottobre per INRI Records a distanza di 9 anni dal precedente, anticipato dal singolo “Panico (Punk77)” e presentato per la prima volta live con il tour nei teatri, organizzato da IMARTS – International Music And Arts.
Brani cult e mai ascoltati convivono nello stesso racconto: le canzoni che hanno segnato la storia di Ivan si legano alle nuove scritture che ne raccolgono l’eredità, restituendo il percorso di maturazione artistica di Filippo, costruita concerto dopo concerto, nel dialogo continuo con il repertorio del padre. Sul palco insieme a lui una band potente e collaudata guidata alla batteria da suo fratello primogenito della famiglia, Tommy Graziani.

Filippo, sei tra i protagonisti della nuova stagione del Teatro Manzoni di Milano con “Casa Graziani”, cosa puoi anticiparci?
“Sarà un modo per portare tutti gli spettatori a casa, aprendo in maniera metaforica le porte per farli entrare dove è nato e dove risiede il suono di Casa Graziani, per raccontare i brani del mio ultimo disco e le canzoni di papà. Un suono che lega la mia produzione e la sua storia musicale”.
A ottobre uscirà “Verso casa”, il tuo nuovo disco …
“E’ un progetto a cui tengo veramente tanto perchè sono passati molti anni dall’ultimo album che ho pubblicato e mi è tornata la voglia di comunicare e raccontare delle cose. “Verso casa” è stato realizzato esattamente come volevo, mi sono lasciato andare al mio gusto personale. Sicuramente è un disco sincero, che racconta delle storie più o meno vere, con il suono tipico di Casa Graziani”.
Portando l’eredità di tuo papà a teatro, nei dischi, che cosa vorresti arrivasse di lui al pubblico che magari la gente ancora non conosce?
“Cerco sempre di cantare anche delle sue canzoni che magari sono meno note, che non sono conosciute dal pubblico, ma che sono parte integrante della figura di papà, che sono autoesplicative. Brani come Lugano addio, Firenze o Monnalisa non hanno bisogno di essere spiegate”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Viviana Tasco
credit foto Fabio Cannizzo
