Vittoria Belvedere sarà in scena al Teatro Manzoni di Milano con Cesare Bocci dal 26 novembre al 6 dicembre 2026 protagonista di “Indovina chi viene a cena?” con la regia di Guglielmo Ferro. Una commedia cult che al cinema fu interpretata da Katharine Hepburn e Spencer Tracy.
Il tema, quello di un matrimonio misto, allora fece scalpore nell’America di fine anni ’60, ma oggi è più che mai di attualità in una società sempre più multietnica. Il soggetto di William Arthur Rose ha quasi mezzo secolo, ma anche grazie all’adattamento di Mario Scaletta si presenta come un testo fresco e attualissimo.

Vittoria, è tra i protagonisti della nuova stagione del Teatro Manzoni di Milano dove sarà in scena con “Indovina chi viene a cena?”, un cult della storia del cinema e del teatro. Com’è interpretare questo personaggio che nel celebre film è stato impersonato da Katharine Hepburn?
“Per me è stata una grossa responsabilità interpretare il ruolo che è stato di Katharine Hepburn, ho cercato di non imitarla ma di portare il mio personaggio ai giorni nostri e di dargli una sensibilità un po’ più attuale. Purtroppo ancor oggi non sono ancora state abbattute alcune barriere quali la differenza di colore, sociale, culturale, di religione, di genere, fatichiamo ad accettare queste diversità fondamentalmente perché non le conosciamo”.
Essendo anche una mamma cosa ha portato di lei nel personaggio?
“Mi sono chiesta come mi sarei comportata se oggi mia figlia si fosse presentata alla porta di casa con un ragazzo di colore e siccome voglio il suo bene avrei cercato di capire, proprio come accade nello spettacolo, se la persona che avevo davanti fosse buona, con dei sani principi, e se potesse amare mia figlia. Dopodichè gli avrei dato il mio benestare”.
Quanto l’arte, in questo caso il teatro, può servire per abbattere questi pregiudizi?
“Lo scorso anno abbiamo portato in giro lo spettacolo per l’Italia e fatto più di cento date con sold out quasi ovunque. Secondo me vuol dire che la gente ha bisogno di avere una relazione diretta con l’attore, dato che ormai si vivono situazioni quasi esclusivamente attraverso il telefono, le videochiamate e la socialità sta sempre di più scarseggiando. Il teatro riesce invece a farti riflettere portando degli argomenti importanti senza giudicarti ma allo stesso tempo ti dà la possibilità di riflettere su quello che hai fatto, su chi sei e su come potresti essere”.
di Francesca Monti
Si ringrazia Manola Sansalone
