Il teatro come strumento educativo, culturale e relazionale è al centro del progetto SicuraMente, un percorso culturale ideato da Fondazione Giulia Cecchettin ETS e Zelda Teatro, con il contributo della Regione del Veneto e la collaborazione di Rete Sicura. L’iniziativa, rivolta alle scuole secondarie di secondo grado per accompagnare studenti e studentesse in una riflessione sul rispetto, sugli stereotipi di genere e sulla violenza contro le donne, è stata presentata oggi a Venezia a Palazzo Balbi, alla presenza dell’assessore regionale al Sociale e alla Famiglia Paola Roma, dell’assessore regionale all’Istruzione e alla Cultura Valeria Mantovan, del presidente di Fondazione Giulia Cecchettin ETS Gino Cecchettin, della coordinatrice Centro delle Donne Libere dalla Violenza di Quinto di Treviso e componente del Tavolo Regionale per il Contrasto alla Violenza di Genere Laura Sartori e di Filippo Tognazzo, autore e regista dello spettacolo “Noi – Credevo fosse amore” prodotto da Fondazione Giulia Cecchettin ETS in collaborazione con Zelda Teatro, con il sostegno della Regione del Veneto.
“Dialogare con le nuove generazioni significa imparare a parlare la loro lingua, fatta anche di creatività e intrattenimento” ha affermato Gino Cecchettin, Presidente di Fondazione Giulia Cecchettin ETS. “Il teatro, più di altre forme culturali, è capace di creare una relazione diretta tra il palco e la platea, una partecipazione collettiva e una dimensione di socialità che diventano parte stessa dell’esperienza. Non basta informare ragazze e ragazzi: occorre creare le condizioni perché possano sentirsi coinvolti e diventare protagonisti del dialogo. Temi come l’educazione affettiva, il rispetto, la parità tra i generi e la prevenzione della violenza sulle donne raggiungono più profondamente chi è giovane quando si offrono spazi adeguati per porre domande, esprimere dubbi, confrontarsi e aprirsi senza timore”.
“La violenza contro le donne” ha detto l’assessore Paola Roma, “si combatte con la prevenzione lavorando sulle relazioni, sul rispetto, sulla capacità di riconoscere i segnali e di chiedere aiuto. È questo il senso di un progetto come SicuraMente, che attraverso la co-programmazione e co-progettazione fa rete sul territorio. La rete regionale è infatti costituita di servizi e di professionalità che ogni giorno accompagnano le donne nei percorsi di uscita dalla violenza, ma accanto alla presa in cura dobbiamo puntare sempre di più sulla prevenzione. Per questo la Regione continua a investire risorse e a costruire collaborazioni: nel 2026 abbiamo destinato 1,85 milioni di euro alle politiche regionali di contrasto alla violenza di genere, cui si aggiungono trasferimenti statali, per un totale di 8,8 milioni di euro impiegati nella formazione del personale di pronto soccorso, psicologi, avvocati e da quest’anno gli attori della rete territoriale si aprono anche al mondo dello sport e alle collaborazioni con le proposte dei componenti del tavolo regionale”.
“La scuola è uno dei luoghi in cui è possibile arrivare prima, quando ancora c’è la possibilità di mettere in discussione stereotipi, comportamenti e modelli di relazione.” ha aggiunto l’assessore Valeria Mantovan. “Per questo considero particolarmente importante che SicuraMente coinvolga 29 istituti, 203 classi e oltre 4.000 ragazze e ragazzi, creando uno spazio nel quale gli studenti possano interrogarsi, ascoltare, confrontarsi e riconoscere anche nelle esperienze quotidiane quei comportamenti che possono essere il primo passo verso una relazione non sana. Il teatro, in questo percorso, ha una forza particolare: non dà semplicemente risposte, ma mette davanti agli occhi dei ragazzi e delle ragazze storie e situazioni che possono farli riflettere e parlare. È proprio da questo confronto che può nascere una consapevolezza nuova, perché educare al rispetto significa dare ai giovani strumenti per costruire relazioni libere dalla violenza”.
Il progetto nasce nell’ambito della campagna regionale “Sicura, Rete Regionale del Veneto per il sostegno alle donne” e intende contribuire alla costruzione di una cultura condivisa della non violenza, della parità e della responsabilità collettiva. L’iniziativa non si limita solo alla visione dello spettacolo “Noi – Credevo fosse amore”, ma si articola in tre fasi pensate per dare continuità al lavoro educativo e accompagnare ragazze e ragazzi prima, durante e dopo l’esperienza teatrale. Inoltre, il percorso sarà rivolto all’intera comunità educante, coinvolgendo docenti, referenti scolastici e anche alle famiglie insieme alle realtà territoriali impegnate nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere.
Non solo uno spettacolo: un percorso prima e dopo la scena
La prima fase prevede un incontro di due ore settimanali nelle classi aderenti, indispensabile per introdurre i temi del percorso e creare immediatamente un contesto di ascolto, attenzione e partecipazione. L’obiettivo, infatti, è accompagnare studentesse e studenti alla visione attraverso strumenti di lettura e comprensione sui temi delle relazioni, degli stereotipi di genere, del rispetto, del linguaggio, del consenso e della responsabilità personale e collettiva, con particolare attenzione alla gelosia, alla libertà nelle relazioni e al riconoscimento delle dinamiche di controllo e delle relazioni tossiche. Un vero e proprio laboratorio partecipativo in cui possano emergere domande, pensieri e riflessioni in un clima collaborativo e protetto.
La seconda fase porterà i ragazzi a teatro per assistere alla rappresentazione di “Noi – Credevo fosse amore”, spettacolo scritto e diretto da Filippo Tognazzo, prodotto da Fondazione Giulia Cecchettin ETS e Zelda Teatro. Nello spettacolo, gli attori Ludovica Ferraro e Riccardo Rampazzo raccontano le vicende di due giovani, Lui e Lei, intrecciando le loro storie alle voci di persone che fanno parte delle loro vite: amici, familiari, insegnanti, psicologi e operatori. Il racconto affronta temi quali conflitto, senso del limite, rispetto e ascolto reciproco, in un percorso di crescita verso la consapevolezza.
La realizzazione di SicuraMente si fonda anche sulla collaborazione delle istituzioni scolastiche e territoriali, che hanno contribuito concretamente alla diffusione e alla realizzazione del progetto. L’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto ha collaborato alla diffusione capillare dell’iniziativa presso le scuole del territorio, favorendo la conoscenza e la partecipazione al percorso. Un sostegno concreto arriva inoltre dagli enti dei territori coinvolti: il Comune di Vicenza, il Comune di Rovigo e il Comune di Treviso sostengono le rispettive tappe attraverso la messa a disposizione gratuita dei teatri cittadini; a Venezia la collaborazione coinvolge ULSS 3 Serenissima e Comune di Venezia, con la messa a disposizione del Teatro Carlo Goldoni. Una rete di collaborazioni che permette al progetto di raggiungere in modo capillare studenti e studentesse e, attraverso di loro, famiglie e comunità locali, rafforzando la dimensione territoriale e collettiva su cui si fonda SicuraMente.
Lo spettacolo sarà in scena a Vicenza il 16 novembre 2026, presso il Ridotto del Teatro Comunale; a Rovigo il 22 dicembre 2026, presso il Teatro Sociale; a Venezia il 2 febbraio 2027, presso il Teatro Carlo Goldoni; a Padova il 18 febbraio 2027, presso il Cinema Teatro Don Bosco; e a Treviso il 31 marzo 2027, presso il Teatro Mario Del Monaco (altre date sono in via di definizione). A conclusione, seguirà un momento di dialogo con Gino Cecchettin e Filippo Tognazzo.
“Abbiamo voluto creare uno spettacolo che riguardasse davvero tutti, in cui ciascuno, a prescindere dal genere, potesse ritrovare qualcosa che lo riguarda”, aggiunge Filippo Tognazzo, autore e regista dello spettacolo “Noi – Credevo fosse amore” prodotto da Zelda Teatro con Fondazione Giulia Cecchettin ETS. “Abbiamo scelto di concentrarci sui temi del conflitto, della consapevolezza e dell’ascolto, per lasciare alla platea un messaggio positivo e invitare ciascuno a fare la propria parte nella costruzione di una cultura in cui la violenza scompaia, lasciando spazio al dialogo. Grazie all’impegno condiviso con Fondazione Cecchettin, Rete Sicura e Regione del Veneto, siamo riusciti a creare un’opera che coniuga rigore metodologico e qualità artistica. Credo sia stato fatto un lavoro straordinario, capace di mettere insieme pubblico, privato, associazionismo e professionisti dello spettacolo. Siamo orgogliosi che il teatro, arte di comunità, sia stato scelto come strumento di riflessione e crescita sociale”.
La fase conclusiva del percorso prevede un incontro di approfondimento successivo alla visione dello spettacolo, pensato come momento di rielaborazione, confronto e consolidamento degli stimoli emersi. L’incontro permetterà alle classi di trasformare l’esperienza teatrale in un’occasione educativa condivisa, favorendo la parola degli studenti, il confronto guidato e l’approfondimento dei temi affrontati. Questa fase sarà orientata a rielaborare l’esperienza vissuta durante lo spettacolo e rafforzare competenze comunicative, emotive e relazionali sarà modulata in base all’età degli studenti coinvolti e supportata da un questionario di monitoraggio.
Date Spettacoli:
- Vicenza – Ridotto del Comunale di Vicenza 16 novembre 2026
- Rovigo – Teatro sociale di Rovigo 22 dicembre 2026
- Venezia – Teatro Carlo Goldoni 2 febbraio 2027
- Padova – Cinema Teatro Don Bosco 18 febbraio 2027
- Treviso – Teatro Mario Del Monaco 31 marzo 2027
