Oggi andiamo alla scoperta di Istanbul, la splendida città della Turchia tra Europa e Asia. Ecco alcune cose da vedere.
Sultanahmet, il quartiere nato sui resti dell’insediamento bizantino e Patrimonio dell’Unesco, nasconde in ogni angolo tante meravigliose sorprese dal fascino imperiale.

Aya Sofya, il monumento più famoso di Istanbul, una delle costruzioni più belle al mondo, e per quasi mille anni la chiesa più grande del mondo cristiano. Fatta erigere dall’imperatore Giustiniano e completata nel 537, la Chiesa Santa Sofia di Costantinopoli, fu poi trasformata in Moschea nel 1453 dal sultano Maometto quando conquistò Istanbul. Nel 1935 Ataturk, padre dei turchi, la convertì in museo.

La Moschea blu, situata proprio di fronte all’Aya Sofya, e fatta erigere da Ahmet I durante il suo sultanato tra il 1603 e il 1617 allo scopo di costruire un edificio che superasse in bellezza Aya Sofya. Chiamata in principio Sultan Ahmet camii dal nome del sultano, prese in seguito il nome di Moschea blu per il colore dominante delle sue maioliche. Il sultano è riuscito nel suo intento solo per la parte esterna, con i suoi 6 minareti e le 260 finestre, che rendono l’esterno della Moschea blu, secondo molti, più bello di Aya Sofya.

La Moschea Blu è la più grande di tutte le Moschee ottomane e l’ingresso è gratuito. Sono entrata nella Moschea Blu per vedere l’interno, dove le meravigliose maioliche di Iznik rivestono le pareti. Oltre 21.000 piastrelle in ceramica dalle diverse tonalità di azzurro e blu ricoprono l’interno della moschea trasformandola in una vera e propria opera d’arte. La sacralità e bellezza della moschea è accentuata dalle decine di lampade che scendono dall’alto a formare suggestivi cerchi di luce. Un’esperienza da fare assolutamente. L’ingresso ai non musulmani è permesso entrando dal cortile che si affaccia sull’Ippodromo, tutti i giorni tranne durante gli orari di preghiera che cambiano a seconda della posizione della luna. E’ obbligatorio togliersi le scarpe prima dell’ingresso nella moschea. Non è consentito entrare in pantaloni corti, le donne devono coprirsi il capo con un velo o con un foulard.
L’Ippodromo, voluto dall’Imperatore Costantino quando proclamò Bisanzio “Nova Roma”, era ispirato al Circo Massimo di Roma ed è stato il centro della vita bizantina per circa un millennio e di quella ottomana per 400 anni; vi si svolgevano le corse delle bighe, uno spettacolo a cui assisteva l’intera popolazione che sceglieva la squadra da tifare collegata al proprio partito politico. Pochi sono i monumenti all’interno dell’Ippodromo che si sono conservati fino ai nostri giorni: l’Obelisco di Teodosio, la Colonna Serpentina in bronzo e la Colonna di Costantino.
Palazzo Topkapi, l’antica sede dei sultani dell’Impero Ottomano. Fu fatto costruire nel 1453 da Maometto il Conquistatore che vi abitò fino alla sua morte. I sultani successivi vissero nello splendido palazzo fino al XIX secolo, poi preferirono trasferirsi in palazzi lussuosi di stile europeo.

Imperdibile una visita alla magnifica Cisterna Basilica, fatta costruire dall’imperatore romano Giustiniano nel 532 d.C. e utilizzata per immagazzinare l’acqua che serviva al Grande Palazzo e agli edifici della zona. Ha una capienza di 80.000 metri cubi d’acqua.

Quando Costantinopoli fu conquistata dagli Ottomani, la Cisterna fu chiusa e dimenticata finchè uno studioso, incuriosito dai racconti di abitanti che si procuravano l’acqua calando dei secchi sotto il pavimento delle proprie abitazioni, decise di approfondire le proprie ricerche portando alla luce questa immensa cisterna romana. La Cisterna, ricca di capitelli e colonne, è un luogo affascinante, grazie alla presenza di acqua (dove nuotano moltissimi pesci) e di giochi di luce che creano un’atmosfera magica.
Un giro al Gran Bazar di Istanbul è obbligatorio. E’ situato nel centro storico, è un luogo caotico, dove i negozianti cercano di attirare l’attenzione dei visitatori, trattando sul prezzo dei prodotti. Nato all’epoca di Maometto il Conquistatore con lo scopo di creare un magazzino dove conservare il materiale per l’edilizia, divenne un enorme mercato dove si può trovare qualsiasi cosa, contando circa 4000 negozi. La parte più affascinante è il bazar delle spezie.
Il Ponte di Galata, che collega la parte vecchia e quella nuova della città. Nel 1992 il ponte ha sostituito una vecchia costruzione precedente, collega il centro storico della città alla parte nuova ed è un luogo dove recarsi al tramonto per vedere la città vecchia con le cupole delle moschee e i colli illuminati. Lungo il Ponte ci sono tantissimi pescatori che sul far della sera lanciano le lenze in mare pescando molti pesci, mentre nella zona del porto di Eminomu, accanto al Ponte di Galata, ci sono moltissimi banchetti che vendono panini di pesce fresco.

Il quartiere di Beyoglu sorge al di là del ponte di Galata e si sviluppa intorno alla famosa Piazza Taksim, e alla Istiklal Caddesi (la via commerciale di Istanbul). Beyoglu è un quartiere moderno, con negozi, bar e ristoranti.

La Torre di Galata, realizzata in pietra, di epoca medievale. Misura 66,9 metri in altezza, con un diametro di 8,95 metri e mura spesse 3,75 metri. Si trova a circa 140 metri sopra il livello del mare. Quando venne edificata era l’edificio più alto della città. In cima alla torre sono situati un ristorante e un night club, attraverso i quali si può accedere a una balconata circolare da cui è possibile ammirare Istanbul e il Bosforo. La torre venne costruita nel 1348 da alcuni coloni genovesi, che la battezzarono Christea Turris (Torre di Cristo). In origine faceva parte delle fortificazioni che circondavano la cittadella di Galata. Durante l’Impero Ottomano la parte superiore della torre e il suo tetto conico vennero modificati in seguito a numerose ristrutturazioni. A partire dal 1717 gli Ottomani iniziarono a utilizzare la torre come punto di osservazione per individuare gli incendi in città. Nel 1794, durante il regno del sultano Selim III, il tetto di piombo e legno subì seri danni a causa di un incendio. Le fiamme colpirono di nuovo la torre nel 1794 e nel 1875 una violenta tempesta spazzò via il tetto, che fu ristrutturato solo tra il 1965 e il 1967 utilizzando pietra al posto del legno. Secondo lo storico e viaggiatore ottomano Evliya Çelebi, tra il 1630 e il 1632 Hezarfen Ahmet Çelebi, utilizzando delle ali artificiali, spiccò il volo dalla torre per sorvolare il Bosforo e atterrare a Üsküdar, quartiere che sorge a 6 km di distanza, nella zona asiatica della città. Per raggiungere la parte Asiatica di Istanbul bisogna prendere uno dei traghetti che partono da Eminomu, dai quali si ha una magnifica vista di Istanbul dal mare.
Uskudar è uno dei quartieri più importanti e più antichi della parte asiatica di Istanbul. Il monumento più caratteristico del quartiere è Koz Kulesi, la Torre della Fanciulla, situata sull’acqua, nata per riscuotere i tributi delle navi in transito ma anche con lo scopo di controllo del traffico. Kadiköy (antica Calcedonia) è un quartiere residenziale e commerciale con un famoso mercato di frutta e verdura, numerosi negozi, bar, cinema e ristoranti. Qui si può salire sul Turkbalon, una mongolfiera che si innalza fino a 200 metri, offrendo una spettacolare vista della città dall’alto.
Durante un soggiorno a Istanbul è possibile concedersi qualche ora di relax in un hamam, il famosissimo bagno turco. Nato con l’esigenza di sopperire alla mancanza di bagni nelle abitazioni private, è poi rimasta una consuetudine molto praticata dai turchi, che si fanno lavare, strofinare e si concedono un massaggio. Per fare un’escursione sul Bosforo invece si può scegliere di utilizzare i traghetti che partono da Eminomu.

Il ponte sul Bosforo, chiamato anche primo ponte sul Bosforo (in turco: Bogaziçi Köprüsü) è uno dei due ponti di Istanbul, che permettono di collegare l’Europa con l’Asia (l’altro è il Ponte Fatih Sultan Mehmet, chiamato anche il secondo ponte sul Bosforo.) Il ponte si trova tra Ortakoy (sul lato europeo) e Beylerbeyi (nella parte asiatica), è sospeso con piloni in acciaio e ganci inclinati. La sua lunghezza è di 1.510 metri per 39 m di larghezza. Fu completato nel 1973, è il più lungo al di fuori degli Stati Uniti. Il Corno d’Oro invece divide la città di Istanbul in due: l’antica Bisanzio-Costantinopoli a Sud, dalla colonia italiana di Pera-Galata a Nord.

Un’esperienza suggestiva è assistere alla cerimonia del famoso culto dei mevlevi, chiamato sema, una danza rituale che rappresenta l’unione con Dio. I danzatori, i dervisci rotanti, indossano un lungo vestito bianco con una gonna larga ed un mantello nero di cui si liberano non appena inizia la cerimonia che consiste nel girare vorticosamente su se stessi fino a raggiungere l’unione con Dio.
Testo e foto di Francesca Monti
