Femminicidio, un problema sociale sempre più grande. Quattro donne uccise nelle ultime 24 ore

Nelle ultime 24 ore sono quattro le donne uccise e una quinta è in fin di vita, ad opera di ex mariti e fidanzati che non hanno accettato la fine delle loro storie d’amore.

A Montepulciano (Si), un operaio di 56 anni ha ucciso l’ex moglie di 42 anni, a coltellate alla vigilia dell’udienza per la separazione. A Roma un 79enne si è tolto la vita lanciandosi dal quinto piano dopo avere ucciso la moglie di 81 anni, soffocandola con una busta di plastica in testa. A Bari, una donna di 48 anni è stata uccisa a coltellate dak compagno 32enne. A Cagliari, un giovane di 25 anni ha picchiato la fidanzata dopo una lite e credendola morta si è gettato da un cavalcavia. La ragazza invece era ancora viva ed ora si trova in ospedale in coma farmacologico. A Dragoni (Ce), una 49enne è stata freddata dal compagno con tre colpi di pistola.

Questi sono solo gli ultimi tragici casi di un problema, quello del femminicidio e della violenza sulle donne, purtroppo molto attuale. Ogni giorno le donne vengono picchiate, umiliate, offese, violentate, sfregiate, uccise dai loro ex per gelosia o per vendetta. Storie allucinanti, in cui le donne sono vittime della follia di uomini che dovrebbero proteggerle e amarle e che invece le trattano come se fossero oggetti di loro possesso. Ma l’amore è rispetto e condivisione, non prevaricazione e violenza inaudita, quindi al primo schiaffo o gesto violento subìto dal proprio compagno bisogna trovare la forza per denunciare il fatto. E’ anche fondamentale che le istituzioni tutelino le donne vittime di violenza e che venga fatta una legge concreta che punisca con il carcere a vita chi si macchia di femminicidio.

Le donne rappresentano la forza e il coraggio, la fragilità e l’amore, la dolcezza e la determinazione, sono mamme, mogli, compagne, amiche, donano la vita e sono sempre pronte ad aiutare, senza chiedere nulla in cambio. Le donne vanno rispettate e non maltrattate e uccise. Bisogna quindi partire dalle scuole, dalle famiglie ed educare i bambini fin da piccoli al rispetto delle donne di qualsiasi età.

C’è poi un altro discorso importante da affrontare: quello dei figli delle donne uccise dai loro ex mariti o fidanzati, che a loro volta sono vittime di queste tragedie. Al momento la proposta di legge a tutela degli orfani delle vittime è ferma in Parlamento. Presentata il 26 maggio 2016 e approvata all’unanimità il primo marzo scorso alla Camera, prevede tra le altre cose la cancellazione della possibilità per il partner omicida di poter fruire della pensione di reversibilità della persona che ha ucciso.

E’ importante che ci siano leggi severe e condanne esemplari per chi commette atti di violenza contro le donne o si macchia di femminicidio, per debellare definitivamente questo problema che sta ingrandendosi ogni giorno di più.

 

 

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